Alberto Mucignat

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Random thoughts around web stuffs (è tutto un equilibrio sopra la follia)

novembre: 2019
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Post dconstruct #1: Jared Spool

AlbertoAlberto

Riordino i miei appunti presi a dconstruct, la conferenza su user experience a Brighton, a cui sono andato lo scorso weekend.

Inizio dal keynote iniziale, tenuto da Jared Spool, uno dei maggiori esperti mondiali di usabilità e fondatore di UIE.

Jared ha parlato più o meno delle solite cose. Di seguito alcune cose che mi sono annotato, aspettando che mi invii la presentazione via mail (ancora non si è vista).

Ha parlato molto dell’ipod, ovviamente, quasi tutti gli speaker lo hanno citato come il classico esempio di successful user experience. Per me l’ipod è il case history di questo secolo, non solo per i prodotti tecnologici.

Community e passaparola

A proposito di community ed esperienze, Jared ha illustrato l’esempio di Netflix, community cresciuta sostanzialmente grazie al fatto che gli utenti stessi sono diventati i migliori advocates e lo hanno raccomandato a tutti gli amici e alla famiglia.

Nella mia esperienza, la crescita di Studenti.it è stata esattamente la stessa cosa. Evidentemente anche Studenti.it era, e lo è ancora, una esperienza che i giovani apprezzano molto (ricordo che myspace è arrivato anni dopo le nostre intuizioni).

Redesign disastrosi

Jared ha anche spiegato alcuni disastri dovuti al redesign di siti che hanno portato, in alcuni casi, ad una riduzione dei ricavi del 20% e una riduzione delle pagine viste del 40%.

È una cosa che avevo notato anch’io nella mia esperienza. Gli utenti sono abituati ad andare su alcune pagine precise, bookmarkate o comunque più linkate di altre, se non semplicemente più utili.

Prima di effettuare un redesign massiccio, conviene fare l’analisi delle statistiche di accesso, individuare le pagine più viste e considerare di ammorbidire i cambiamenti radicali per l’utente (materiale per un altro post, mi rendo conto).

User experience di successo

Alcune quotes interessanti, tra cui alcune piuttosto scontate (“Successful user experience integrates user needs and business goals”), ma una in particolare mi ha colpito:

“Good experience design is invisible”

Come corollario, Jared ha aggiunto:

“Successful experience design is not learned and open to introspection”

Sembrerà una banalità, ma credo che sia essenziale capire che il design di cui si parla non sia il semplice file css. Un design di successo è quello dove le funzioni di navigazione, le immagini, i testi e i link, ecc, tutto è integrato e sviluppato in modo che l’utente non faccia fatica a trovare quello che cerca.

L’utente non ha tempo e voglia di “capire un sito”, ha necessità e obiettivi che vuole perseguire nel minor tempo possibile e con molta libertà.

Altra citazione interessante:

“Successful experience design is multidisciplinary”

Con tutti gli accorgimenti del caso, lo penso già da tempo.

Mistake party

“Scopriamo ciò che è giusto trovando ciò che non lo è. E probabilmente chi non ha mai fatto errori non ha mai scoperto nulla.” –Samuel Smilies

La citazione è mia, ma l’esempio di Jared è quello di un’azienda dove ogni settimana si premia l’errore più bello, quello che ha fatto scoprire le cose più impensabili, interessanti, ecc.

Ecco, nell’azienda che vorrei mi piacerebbe si pensasse agli errori come a qualcosa di positivo, ché portano conoscenza e innovazione.

A proposito, il tema degli errori e degli insuccessi è centrale in un libro che sto leggendo, The myths of innovation di Scott Berkun. Se avete un sogno da realizzare, questo libro è una specie di droga.

Comments 5
  • riffraff
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    riffraff riffraff

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    bel post ma hai due refusi: disegn/design e myts/myths 😉

    Anche il libro sembra molto gustoso.. ah avere tempo..


  • Alberto
    Posted on

    Alberto Alberto

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    ti ringrazio, ho corretto.


  • Davide
    Posted on

    Davide Davide

    Author

    E così te ne vai al dconstruct: bravo, ti ammiro!

    L’ipod sarà “il case history di questo secolo”, ma il pulsante navy della Nokia, nato con il 3210, è il case history degli ultimi 100 anni: per me è molto più “successful user experience” del “Walkman” della Apple!

    “Good experience design is invisible” *dovrebbe* essere scontata: continuo a vedere web designer che perdono le staffe quando lgi utenti non usano il sito come loro *vorrebbero*. La mancanza di professionalità è incredibile.

    “Ecco, nell’azienda che vorrei mi piacerebbe si pensasse agli errori come a qualcosa di positivo, ché portano conoscenza e innovazione.”

    Questa cosa non è commentabile: è semplicemente fantastica!!! 🙂


  • Matteo Brunati
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    Matteo Brunati Matteo Brunati

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    ciao alberto, quel libro DEVO proprio prenderlo allora .)

    Concordo sul concetto dell’errore: un’azienda e’ sempre in BETA, e cresce con l’esperienza sul campo…

    Hai ragione da vendere…
    Un saluto


  • Alberto Mucignat
    Posted on

    Alberto Mucignat Alberto Mucignat

    Author

    Sto cercando un web designer a Roma, che sappia usare bene XHTML/CSS. L’idea è di iniziare a collaborare su alcuni progetti che stanno partendo.

    La persona che cerco è uno che sappia visualizzare, disporre gli oggetti, disegnare con efficacia (possibil