Alberto Mucignat

Alberto Mucignat


Random thoughts around web stuffs (è tutto un equilibrio sopra la follia)

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Sitemaps, breadcrumbs e obiettivi degli utenti

AlbertoAlberto

Jared Spool racconta i suoi migliori articoli di quest’anno tra cui spiccano un paio apparsi ad agosto che parlano di sitemaps e breadcrumbs, due temi che ho già affrontato in passato.

Per Jared sia le mollichine che le mappe del sito sono delle “scappatoie” (“cop-out” in inglese), per gli utenti, ma specialmente per i progettisti:

A ‘design cop-out’ is when a designer works on treating a symptom instead of putting resources into solving the root problem. It’s choosing a quick fix over solving what could be a wicked problem.

Infatti, il problema non è nella sitemap, ma nel perchè l’utente ci arriva:

By itself, “site map” doesn’t give off scent — the clues that tell the user if the link will lead them to their desired content. It’s only in the absence of anything else that gives off scent that users start to think it’s a likely help. Therefore, the real problem is the pages that lead to the site map are missing important scent. Fixing the scent issues on those pages will eliminate the need for the site map. However, deciding to improve the site map doesn’t fix the scent problem — it’s only a cop-out.

Anche sulle breadcrumbs il problema è sempre il “profumo dell’informazione” e gli obiettivi degli utenti:

the user ignores them until they get to a page that isn’t quite what they wanted. They discover the trail of links and click on the one most likely to contain the correct path to what they were originally seeking. Because they can jump more than one level, they can view enough of the hierarchy to let them pick up better scent to the content they’re seeking.

Allora, le mollichine sono importanti o no? Quanto sforzo dobbiamo mettere nel lavorare sulle breadcrumbs?

if nobody is using them, then why spend the effort to build them? And, if there is enough demand to justify working on them, one has to ask where that demand is coming from? In the case of breadcrumbs, why are so many people lost on the site?

Di breadcrumbs ho parlato circa una volta l’anno negli ultimi anni, perchè è sempre stato un “problema” che mi ha appassionato. Cioè mi son sempre chiesto se veramente servono e non ne sono ancora convinto nonostante Giacobino Nielsen dica che sono importanti.

Personalmente continuo a credere che le breadcrumbs siano un aiuto alla navigazione per far trovare all’utente quello che cerca, nel momento in cui non lo trova. Cioè, la penso come Jared: il problema è che l’utente non trova quello che cerca, quindi si attacca a tutto, perfino alle mollichine, se gli fanno percepire un’avvicinamento all’obiettivo.

Ma insomma, le sitemaps e le breadcrumbs servono?

Idealmente, un sito progettato partendo da un’approfondita analisi degli utenti non dovrebbe avere bisogno della sitemap e delle breadcrumbs.

Nella mia esperienza, per risolvere i problemi di navigazione bisogna infatti partire più a monte: conoscere e analizzare i bisogni e le necessità degli utenti sono attività necessarie e fondamentali per impostare una corretta architettura dell’informazione.

Comments 10
  • Folletto Malefico
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    Folletto Malefico Folletto Malefico

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    Concordo pienamente. Aggiungo anche che di solito quando ho la possibilità di riprogettare fin dalle fondamenta seguo sempre questo principio: “la navigazione è la sitemap”.

    In altri termini, una navigazione fatta bene è consistente in tutti i punti del sito e consente di sapere sempre con precisione dove ci si trova. Annulla la necessità di qualunque breadcrumb.

    Poi, intervengono i clienti… ma vabbeh, quello è un altro discorso. 😛


  • Gaetano Anzisi
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    Gaetano Anzisi Gaetano Anzisi

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    Forse ha ragione Per Jared ma anche Giacobino Nielsen nel senso che oltre alla corretta progettazione possibile che noi dobbiamo realizzare c’è da considerare il fatto che l’utente si è oramai abituati a navigare in ambienti web diversi tra loro con infinite interfacce tutte diverse e simili tra loro…l’utente naviga, esplora e si perde, lo sa ed è pronto ad assumersi questo ‘rischio’. Il problema è che quando si perde è oramai abituato a trovare degli strumenti alternativi al menu di navigazione principale: il motore di ricerca, le bricioline, la mappa del sito e oramai da un pò di tempo anche le tag cloud, i most viewd, mosto popular e most rated. Insomma la nostra mancanza di progettisti del web ha creato se vogliamo delle soluzioni che sono però entrate nella cultura, nel DNA del web. Quindi giuste o non giuste non si possono togliere le bricioline o la mappa del sito…gli utenti si sentirebbero veramente perduti e disorientati!


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    gaetano, non lo so quando l’utente ha “voglia di perdersi”. mi pare che dai per assodate molte cose sugli utenti, quando in realtà noi non sappiamo se è veramente così…

    sui pattern non c’è dubbio, però non dimentichiamo che fino a che non facciamo test non possiamo dire come si comportano gli utenti di un sito.


  • Gaetano Anzisi
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    Gaetano Anzisi Gaetano Anzisi

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    Alberto lo sai bene che sono fermamente convinto che è fondamentale fare test ed indagini approfondite per realizzare un’interfaccia web (e non solo). La “voglia di perdersi” è da intendersi come caratteristica intrinseca del media web dove l’utente naviga ed esplora e si è abituato a trovarsi di fronte ad una vastità di interfacce che tendono all’infinito. L’utente web lo sa, lo accetta e lo ha acquisito ma in questa vastità ci sono degli elementi della navigazione che sono diventati ormai un must come ad esempio le breadcrumbs e il site map. Sto solo guardando la cosa da un’altra prospettiva forse un pò meno scientifica e professionale ma da un punto di vista di cultura del media. Nel bene o nel male l’utente si abitua ad un mezzo di comunicazione di massa anche se ha le sue funzioni sono illogiche e difficili da usare. Pensa ad un telecomando per la tv, ogni telecomando ha un interfaccia utente diversa (anche quelli della stessa marca) e gli utenti li usano lo stesso. Spesso hanno più di una tv in casa e sono in grado di usare telecomandi diversi. Hai mai osservato la follia di un’interfaccia di un telecomando? Nonostante questo l’utente ha bisogno di usare il telcomando, non ha alternative e lo usa. Dal tuo punto di vista quindi è importante che noi addetti ai lavori ci impegnamo a migliorare il web e le sue interfacce ma è un porcesso molto lento e comunque non sarà mai diffuso. Internet parte dal basso e ci saranno sempre siti artigianali con interfacce fatte in casa senza effettuare test di usabilità.


  • Luca
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    Luca Luca

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    Una corretta architettura dell’informazione dovrebbe escludere la necessità di utilizzare breadcumbs e sitemap. Spesso però chi progetta siti web non sa neanche di cosa si parli o comunque l’architettura ha delle falle. Dunque le breadcumbs più di tanto male non fanno. In fondo a 11/12px che fastidio danno? A volte se ci si trova da quelle parti nello scrolling della pagina può esser utile cliccarci sopra….:)


  • giacomo
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    giacomo giacomo

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    Io penso che gli ausili alla navigazione siano come il paracadute di emergenza.
    Hai voglia a far piegare il paracadute solo a tecnici certificati, ad eseguire l’operazione in ambiente a umidita’ controllata, a conservare il paracadute in precise condizioni climatiche e a farne il controllo periodico con tanto di certificato: gli incidenti capitano. E i paracadute di riserva stanno sempre li, al loro posto.


  • fabio
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    fabio fabio

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    mi chiedo se non sia un po’ presuntuosa la posizione secondo cui uno studio accurato delle necessità degli utenti possa rendere superfluo l’uso di breadcrumb. sono d’accordo che spesso sono un tappabuchi per progetti poco studiati o designer superficiali. Ma il punto che è che nessun sito per quanto progettato nei minimi dettagli dai migliori infomration architects e interaction designers può determinare a priori ogni utilizzo che ne viene fatto dai visitatori reali. un esempio banale: gli utenti che arrivano al sito tramite un motore di ricerca con chissà quale chiave di ricerca su una pagina specifica … utenti che sbagliano a fare un click senza accorgersene, magari unsando un trackpad molto sensibile, utenti daltonici (io per esempo sono uno di questi) … insomma in tanti casi le breadcramb ti dicono subito dove ti trovi con semplicità, chiarezza, immediatezza. perché rinunciarvi?


  • Mattias
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    Mattias Mattias

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    A mio avviso sono utili per le seguenti motivazioni:

    – la presenza rafforza la sua percezione sul dove si trova da dove viene e dove è arrivato, per questo si chiamano briciole di pane ovviamente.

    – Dà la possibilità all’ utente di tornare n volte indietro escludendo l’uso del tasto back del browser (saltando di n livelli dietro)

    Escluderei il suo utilizzo in siti strutturati su pochi livelli di navigazione, su grandi siti, potrebbe essere di rilevante importanza.

    Perchè escludere qualcosa che, se utilizzata bene, rappresenta un valore aggiunto e un valido supporto al consumo informativo?
    Concordo pienamente con Fabio, perchè rinunciarvi?