Thursday, March 29. 2007Tra web agency e clientiComments
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Alberto, fantastico, è come trovarsi scritte le cose che si stanno pensando, in questi giorni più intensamente. weird (ma bello)
nel 2002, su alcune pagine del mio vecchio sito, scrivevo:
"Preferisco sfruttare le molteplici soluzioni gia' disponibili sul mercato di internet invece di proporne di proprietarie, in quanto ritengo corretto garantire al cliente il miglior servizio possibile." qui si può vedere il link da archive.org ( sono pagine del 2004 e già appariva come il mio vecchio sito Credo di essere sempre stato in linea con il tuo ragionamento. Parliamone... Quattro sane chiacchiere non fanno mai male, anzi.
Credo però che le agenzie pubblicitarie che sono trasformate in webagencies, soprattutto se di dimensioni contenute, abbiano già in qualche modo al proprio interno figure professionali simili. Prima era i copywriters che erano anche artdirectors e mediaplanners, poi architetti dell'informazione che nel tempo libero smanettavano in .php, ora abbiamo comunicatori che sanno sfruttare i servizi di un account google. Erasmo è stato il primo umanista a scrivere best-seller "planetari", perché passava mesi da Manuzio a Venezia ad apprendere i nuovi segreti delle macchine tipografiche, e della allora nascente editoria moderna. Ne parliamo? Trovo molto interessante quello che scrivi. Lo condivido appieno anche per il mio percorso. Mi posso infatti definire un Web Content Manager sbilanciato sull'aspetto della comunicazione (giornalistica nella fattispecie) e rilevo quotidianamente questa idiosincrasia tra chi fa contenuti e chi si occupa di tecnologia web ad alto livello...
Vedo intorno a me come il web stia maturando e mi accorgo che a sfruttarne le potenzialità sono sempre di più quelle figure di web architect il cui merito è di trovare un compromesso tra marketing e tecnologia che porta con se un approccio innovativo dal punto di vista dell'utente finale. In questa ottica è fondamentale vedere come il web 2.0 porti con se una fase di semplificazione visiva delle pagine che maschera la reale complessità tecnologica delle nuove applicazione... questa è una delle chiavi di questa epoca per cui una mente umanistica può riuscire a sdoganare meccanismi tecnologici complessi, almeno agli occhi dell'utente finale. Mi hai fatto pensare che sono più di quindici anni che lavoro come e in quanto meta-tecnico e meta-umanista, solo che sul curriculum non so mai come scriverlo
Ora provo a usare la tua definizione e vedo che faccia fanno (secondo me leggono "meta" come "metà"). grazie per i contributi. riporto anche una cosa che ho scritto da mascaro, tanto per chiarire la mia posizione:
[quote]stiamo andando verso un mercato dove sempre di più verrà premiata la capacità di mettere assieme tecnologia e comunicazione. la capacità di "saper gestire e comunicare", invece di "saper (solo) produrre".[/quote] Mettere insieme tecnologia e comunicazione va bene; meglio ancora tecnologia e Marketing
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Nel tempo libero mi dedico alla fotografia e alla natura. Puoi contattarmi via mail e Skype. Descrizione completa Linkedin profile Bookmarks Fotografie PublicBrain View blog reactions Scambio link, no grazie! Mail indesiderate, no grazie! QuicksearchLavora con meWeb user experience[17/07/08] Cosa togliere (less is more)
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Riordino i miei appunti presi a dconstruct, la conferenza su user experience a Brighton, a cui sono andato lo scorso weekend. Inizio dal keynote iniziale, tenuto da Jared Spool, uno dei maggiori esperti mondiali di usabilità e fondatore di UIE. Jare
Tracked: Sep 11, 19:39