Il fatto di aver tradotto un libro (seppur breve) non è una cosa eccezionale. Il fatto di averlo fatto con altri, collaborativamente, utilizzando un wiki, è una specie di rivoluzione, anche per me che uso il wiki ormai da tempo. Forse è per questo che molti hanno linkato l'iniziativa, anche se poi l'aiuto della blogosfera italiana è stato limitato, come
riporta Enrico.
Mio fratello - che lavora in una multinazionale che produce chip - dice che in america usano il wiki per tenere la "live documentation" dei progetti, mentre prima ovviamente c'erano i vari doc, pdf, ecc.
Immaginatevi modificare un file (te lo mando, tu lo cambi, poi me lo rimandi...) o tenere traccia delle versioni e di chi le ha fatte (mega sistemi di collaborazione documentale?).
Quindi il wiki vince, le aziende se ne stanno accorgendo e capiscono che i loro employees necessitano di tool veloci, semplici, immediati.
Attualmente nella mia attività quotidiana uso il wiki per:
- la live documentation dei progetti (da cui alla fine declino con un cut&paste la documentazione finale)
- tenere traccia dei miei task
- descrivere i brief con i clienti (prendo appunti direttamente sul wiki)
- scrapboard durante il lavoro
Ma è utile anche per:
- buttare giù idee (una volta c'era l'agendina...)
-
tradurre libri 
- realizzare siti in 5 minuti
- ecc ecc
Il wiki è anche un ottimo strumento per iniziare a sviluppare idee e progetti, specie quando sono allo stato embrionale.
Insomma, devo dire che ancora non ho trovato un lato negativo del wiki. Sicuramente un buon wiki dovrebbe supportare anche le discussioni (commenti) ad una pagina, ma mi sembra che questa feature sia presente solo in
Mediawiki.
Forse la cosa che gli manca è una possibilità di catalogare i contenuti con i tags. Il wiki è disordinato per natura (un po' come il nostro cervello) e anche se è possibile creare "gruppi" o "categorie" di pagine (utilizzando cioè un approccio tassonomico), sarebbe utile poter specificare dei tag "al volo" (cioè: folksonomy), magari dopo aver fatto delle modifiche al contenuto di una pagina. Al limite va bene anche un approccio
taxonomy+folksonomy, però credo che alla fine vince sempre la libertà dell'utente, l'immediatezza, la possibilità di sfuggire alle griglie.
Chi progetta i nuovi strumenti del web lo tenga in considerazione.