Sono tornato dal
Webdays con un po' di amaro in bocca. Non ho potuto seguire tutte le conferenze che avrei voluto (pare che quella sulle Creative Commons
fosse interessante, mannaggia) e quindi ho un'idea parziale dell'evento.
Ovviamente Derrick De Kerckhove mi ha affascinato ed è stato piacevole poter scambiare due chiacchiere con lui.
Sergio Maistrello ha fatto una stupenda esposizione dell'uso della folksonomy e credo che
Emanuele possa dirsi soddisfatto di come viene divulgato l'argomento in italia. Credo siano state molto interessanti anche le conferenze sull'uso di internet oltre i 60 anni.
Quello che mi rimane un po' qua è la prima conferenza che ho seguito, intitolata "Web evolution question time - Ecco come cambia la rete" tenuta da
Giuseppe Granieri.
Premetto che ho letto il
suo libro, lo trovo molto stimolante e condivido le sue idee.
Ma il suo intervento al Webdays mi ha deluso perchè nell'analizzare i
limiti della rete in Italia oggi ha parlato di "
rischi derivati dalla scarsa educazione all'uso della rete" (non credo sia la frase esatta, ma il senso era quello).
Ora, al mio primo Webdays non potevo intervenire così a freddo e quindi ho aspettato che qualcun'altro ponesse il problema covando in silenzio (e invano) il mio disappunto.
Perdonatemi quindi se lo dico soltanto adesso: non credo che il Italia ci sia un problema di educazione all'uso della rete, bensì
il limite della reta in Italia oggi sono quelli che la rete non ce l'hanno.
In Italia il 90% naviga dal posto di lavoro non perchè gli piace cazzeggiare, ma forse perchè a casa la rete non ce l'ha o non può permettersi una cazzo di connessione adsl. Perchè l'adsl in Italia arriva solo nelle principali città, devi attivare sempre e prima Telecom, non esistono alternative. Gli universitari in Italia per navigare devono andare all'università: gli studenti fuorisede non hanno la possibilità di aprire in maniera semplice un accesso a internet nel proprio appartamento.
Al Webdays sentivo De Kerckhove parlare di
"internet zero" e tutti avevano gli occhi fuori dalle orbite, Granieri compreso. Nessuno che abbia fatto presente che siamo
l'ultimo paese in Europa quanto a diffusione di internet.
Il problema è tutto qua, secondo me. Il fatto che ci facciamo un sacco di pippe mentali mentre il 90% della popolazione è telelobotomizzato davanti al calcio o all'isola dei famosi.
Anche questo dovrebbe dire il Webdays in Italia, oggi. Altrimenti è solo una succursale povera dello SMAU (ovvero una convenscion sorrisi e pacche sulle spalle).
Il problema dell'educazione poniamocelo quando ci sarà il delirio in rete o quando la Moratti si appresta a fare qualche riformina.
Soprattutto, una "guida" come Granieri dovrebbe farsi portatore di queste sensibilizzazioni, visto che lui è (ahimè) più ascoltato di molti di noi che su internet ci lavorano per portare a casa la pagnotta.
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