Il mio amico
Enrico Maria lancia una bella riflessione a proposito di come
le interfacce web del futuro siano orientate sempre più allo storytelling.
In effetti, a guardare bene, i servizi web che oggi hanno successo sono quelli che consentono agli utenti di raccontare le proprie storie. Dai blog ai tumblog, da flickr a youtube, tutti mettono a disposizione un
taccuino virtuale su cui appuntare pensieri, immagini, idee, riflessioni. Le interfacce di questi servizi sono sostanzialmente semplici e consentono di
operare senza fatica e in pochi secondi.
Inoltre, spesso mettono a disposizione i cosiddetti bookmarklet (quello di
Tumblr è eccezionale), che consentono con un click di farci compiere azioni sulla pagina che stiamo leggendo (ad esempio
postare al volo alcune frasi in un blog o un'immagine che ci piace su un photo book).
Alcuni servizi, grazie alle API, consentono ai programmatori di sviluppare veri e propri tool di supporto al servizio (penso al flickr upload o a twitterrific). Questi tool permettono di
raccontarci direttamente dal nostro computer, senza aprire il browser e dover andare sul sito web del servizio.
La mia impressione quindi è che le interfacce per lo storytelling stiano diventando
sempre più immediate e facili da usare, fino a diventare quasi
trasparenti per l'utente.
Inoltre, queste tendenze stanno facendo da
traino anche per tutte le altre applicazioni web. Chi sviluppa web, specialmente in Italia, si trova quindi nella scomoda posizione di
dover continuamente rincorrere questi "trends", con tutte le conseguenze del caso.
A tal proposito, hai qualche esperienza da condividere?