Wednesday, April 2. 2008
Il mio amico Enrico Maria lancia una bella riflessione a proposito di come le interfacce web del futuro siano orientate sempre più allo storytelling.
In effetti, a guardare bene, i servizi web che oggi hanno successo sono quelli che consentono agli utenti di raccontare le proprie storie. Dai blog ai tumblog, da flickr a youtube, tutti mettono a disposizione un taccuino virtuale su cui appuntare pensieri, immagini, idee, riflessioni. Le interfacce di questi servizi sono sostanzialmente semplici e consentono di operare senza fatica e in pochi secondi.
Inoltre, spesso mettono a disposizione i cosiddetti bookmarklet (quello di Tumblr è eccezionale), che consentono con un click di farci compiere azioni sulla pagina che stiamo leggendo (ad esempio postare al volo alcune frasi in un blog o un'immagine che ci piace su un photo book).
Alcuni servizi, grazie alle API, consentono ai programmatori di sviluppare veri e propri tool di supporto al servizio (penso al flickr upload o a twitterrific). Questi tool permettono di raccontarci direttamente dal nostro computer, senza aprire il browser e dover andare sul sito web del servizio.
La mia impressione quindi è che le interfacce per lo storytelling stiano diventando sempre più immediate e facili da usare, fino a diventare quasi trasparenti per l'utente.
Inoltre, queste tendenze stanno facendo da traino anche per tutte le altre applicazioni web. Chi sviluppa web, specialmente in Italia, si trova quindi nella scomoda posizione di dover continuamente rincorrere questi "trends", con tutte le conseguenze del caso.
A tal proposito, hai qualche esperienza da condividere?
Wednesday, May 9. 2007
Negli ultimi giorni ho giocato un po' con Rails e Django, giusto il setup di una piccola applicazione, tanto per vedere come funzionano.
La scelta tra i due è ardua, ma credo che per ora utilizzerò Django, lo trovo più comodo e intuitivo. Devo ancora però vedere come funzionano le interfacce AJAX nei due modelli. Ovviamente, questo è uno dei punti più interessanti e importanti.
Per ora alcune riflessioni iniziali e da profano (quindi incline alle gaffe colossali):
- ci vogliono pochi minuti per avere un prototipo
- la programmazione è intuitiva (model/view)
- si fa solo il necessario, è importante l' efficenza
- ci si concentra principalmente a strutturare i dati (contenuti) e configurare le viste (pagine web)
- il web è sottointeso, l'interfaccia web quasi nativa
- il content management è quasi una conseguenza naturale. Strutturi i contenuti e li navighi/gestisci poco dopo.
Per chiudere, magari la sparo grossa, ma ho l'impressione che i sistemi di content management siano ormai superati. Con questo livello di efficenza, questi framework sono il content management personalizzato.
È come se non servissero gli enormi baracconi di una volta, tanto le funzionalità comuni sono espresse ormai a livello di API. Il valore è nella possibilità di customizzazione.
Che dire... tutto ciò è copiaincolloso!
Wednesday, April 4. 2007
Oltre 5 milioni di italiani sono heavy users web 2.0, secondo un report di Nielsen/Netratings (pdf). Via Tiziano.
Nelle ultime slide compare poi questa frase sintomatica:
(gli heavy users web 2.0 italiani) "...vogliono essere in maggiore controllo della loro esperienza con l'advertising online"
Come dire che ne vorremo di meno. Oddio, se proprio devo dire, magari nei punti giusti, non intrusiva, contestuale, corretta, chiara.
E un ultimo consiglio agli advertiser. I soldi spendeteli (soprattutto) per migliorare i vostri siti, per fornire servizi che servono veramente, per migliorare i servizi che già avete. Poi dopo, se ancora non siete leader, pensate alla pubblicità.
Friday, February 2. 2007
Nicola ha lanciato l'idea che siano i cittadini su internet a ricontare i voti delle scorse elezioni. Sistema trasparente, archivio dei verbali accessibile a tutti.
Ce la possiamo fare, sono solo 140k verbali  . Io ci sono.
Thursday, January 18. 2007
Giornalismi possibili ha organizzato per domani un convegno sul web 2.0, a cui non potrò esserci causa lavoro.
Mi spiace anche perchè sono stato intervistato nel loro dossier sul web 2.0 e lo scenario italiano ( scarica il pdf, 360kb) e -rileggendo le mie parole- forse ho tagliato un po' corto sul web 2.0 italiano. Quindi sarebbe stato interessante interagire e animare la discussione.
Comunque, la prossima occasione utile per discuterne è il barcamp di sabato. Ci sei? Defined tags for this entry: web 2.0
Tuesday, September 19. 2006
Negli ultimi tempi ho ripreso in mano la bibbia perchè mi interessava approffondire la sezione business e enterprise.
E scopro piacevolmente un'altra cosa. Ovvero che i cari Molville e Rosenfeld pensavano che una progettazione così rigida dell'architettura delle informazioni, negli anni del web partecipato (aka web 2.0, termine che ormai mi nausea), sarebbe cambiata enormemente. E gli architetti avrebbero dovuto tenerne conto.
Per esempio, quando parlavo di navigazione emergente, mi rendevo conto che il problema è come conciliare le tecniche dell'architettura delle informazioni con queste nuove tendenze.
La risposta di Rosenfeld/Molville è che IA è in continuo mutamento e che quindi l'attività dell'architetto delle informazioni deve essere dinamica e pronta a seguire questi trend, ricercando nuove tecniche e deliverables.
C'è una splendida tabella riassuntiva, che copioincollo alla buona:
| Classic IA | Modern IA | | Perscriptive | Descriptive | | Top-Down | Bottom-up | | Planned | Emergent | | Stable | Adaptive | | Centralized | Distributed |
A me pare che più che deliverables si parli di un cambiamento epocale di percezioni, tecniche di gestione dei progetti (presente il modello always beta?), sensibilità degli architetti delle informazioni verso il web partecipato e la gestione dei progetti in questa nuova era (peraltro già ben avviata).
Comunque, questo aspetto per me è importantissimo e non mancherò di chiedere lumi al prossimo Euro IA di Berlino, a cui parteciperò tra un paio di weekend.
Certo basterebbe una birra con Emanuele, tra i promotori del progetto Facetag, ma a quanto pare è molto impegnato ultimamente...
Wednesday, September 13. 2006
In estremo ritardo, segnalo lo studio sui giornali online realizzato da Luca Conti, con particolare attenzione ai "valori web 2.0". Utile anche per realizzare benchmark su siti non editoriali.
Thursday, July 27. 2006
Ieri sono stato a Radio Radicale. Ho visto lo studio dove si tiene, tra l'altro, la mitica rassegna stampa di Bordin e ho visitato l'immenso archivio delle trasmissioni, che ora stanno digitalizzando e mettendo online (al mondo è nota solo un' analoga iniziativa della BBC... in attesa che si svegli la RAI!).
Soprattutto, ho conosciuto Diego, mente web della radio, e gli altri del team, che mi hanno spiegato il loro esperimento che uscirà a breve. L'idea è di creare un network di blog aperto anche a contributi esterni e con qualche feature 2.0. Per ora si può testare la beta: va un po' sistemata l'usabilità e corretti alcuni bug, ma mi pare interessante.
Infine, tutti i loro siti sono tutti powered by Drupal che ha un'ottima predisposizione ai servizi di community, ma soffre anche di alcuni problemi di performance. Problema noto, purtroppo, al quale l'unico rimedio è il caching o l'ottimizzazione. Sarà una calda estate per gli sviluppatori.
Monday, July 24. 2006
Tanto per tenersi aggiornati sul web 2.0, Sergio e Luca fanno una lista di servizi presenti oggi in Italia.
Ringrazio Luca per aver inserito anche IoScelgo, che avevo contribuito a creare e che adesso mi pare non sia più aggiornato da tempo. Perlomeno, mi pare il logo più bello, dopo quello di Taggly.
Friday, March 3. 2006
Ancora una volta mi scopro affascinato (spaventato?) dalla semplicità di Ruby. Black-bird, in arte Michele, ha realizzato una libreria in Ruby per navigare l' explore di Flickr.
Ok, la stessa cosa si può fare anche con PHP, Perl, ASP (si dai anche in asp...), ecc. Però, dico, la semplicità di Ruby è un'altra cosa, se riuscite a mettere da parte il vostro credo per un attimo.
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