Monday, September 10. 2007
A Londra mi hanno perquisito per mezz'ora, semi-smontato la valigia, requisito profumi e creme per la barba. Grazie a dio, Gaspar segnala che c'è qualcuno che sta pensando di mettere fine a questa idiozia. Troppo tardi per il mio costoso profumo...
Ora io capisco il bisogno di sentirsi sicuri, ma capisco anche che se cerchi a tentoni e a casaccio significa che non hai la minima idea di cosa e chi stai cercando. E questo mi rende ancor più insicuro.
Poi, c'è un limite a quello che dobbiamo essere disposti a sopportare per garantirci una (presunta) sicurezza. Cioè, credo, una società civile deve garantire la sicurezza, a patto però che non diventi in ogni momento stressante vivere e viaggiare. È di questi limiti che parliamo, quando discutiamo di democrazia, ricordatelo.
It's for your safety, ti rispondono. Se permetti, la mia sicurezza è anche quella interiore, di tranquillità e serenità nella vita, di poter passare una frontiera senza essere trattato come un presunto criminale.
Ma c'è dell'altro, a partire dalle cose più gravi. Tutte queste a prescindere dal fatto che secondo me, ripeto, la sicurezza si garantisce con la prevenzione e le intelligence giuste, non con l'idiozia o con la durezza alle frontiere (peraltro solo in UK, mentre in Italia sono passato senza problemi, mah!).
1. Perquisirmi alla stregua di un presunto terrorista e, tanto per essere chiari, anche nelle parti intime, mi pare perlomeno una cosa per cui ci dovrebbero essere dei buoni motivi. Insomma, passo attraverso il metal detector, non suona niente e mi perquisisci lo stesso? Cioè: sai chi sono, dove vivo, mi fai i raggi e poi, non contento, mi dai pure una massaggiatina? Forse pensi che mi piaccia?
2. Perquisire le mie mutande (usate e non) a mani nude, come quelle di tutti gli altri, mi pare una cosa perlomeno anti igenica. Ora, tornato a casa, devo lavare tutto, anche i capi puliti.
3. Se l'unico sacchetto trasparente è quello che avevo nella borsa, credo che un po' di buon senso sia necessario. Dopo mezz'ora di fila, perquisizione, ecc, sarebbe il caso che, se non ho il giusto sacchetto trasparente, me ne fornisci tu uno, senza che debba rifare tutta la trafila.
Invece no, devi rifare tutta la fila. E la perquisizione? Anche quella, ovviamente. È chiaro che uno preferisce perdere il profumo che continuare a farsi il fegato amaro. Soprattutto, non mi è chiara sta storia del sacchetto: hai in mano le mie creme, che cazzo ti costa ripassarle sotto il metal detector? No, it is the law. È la legge, oh my god. Rispondo che c'è una proposta italiana per cambiarla, ma non c'è verso.
Mi controllano cellulare e ipod come fossero detonatori e poi basta, posso andare, a patto che lascio le creme e il profumo, sperando che qualcuni li usi, perlomeno.
Va beh, dirai tu, lo sapevi: era la vigilia dell'11 settembre, sono inglesi, ecc ecc. Certo, ma continuo ad avere le balle girate, anche dopo i massaggi. Soprattutto, se alla fine riesco a passare tutti i controlli, perlomeno mi farebbe piacere un piccolo "grazie" o uno "scusi il disturbo".
C'è poi da dire che questi fastidi non fanno che aumentare le incazzature e di conseguenza l'odio, verso tutti. Nei confronti dei controlli (che ho sempre accettato con serietà e rispetto per le forze dell'ordine, ma ormai si è passato il limite), nei confronti dei terroristi veri (che se non ci fossero non ci sarebbero questi controlli) e di riflesso nelle istituzioni, per la loro incapacità di essere rispettosi dei cittadini. E per la loro (ahimè questa sì non presunta) impotenza.
Un'ultimo consiglio per chi viaggia per convegni a Londra. Evitate di portarvi a casa tutti quei gadget dentro la valigia, perchè ogni pallina antistress, ogni spilletta, ogni cazzo di pennetta potrebbe essere travisata per un possibile ordigno.
E voi potreste essere guardati di traverso, come un presunto terrorista. Cari maccheroni dei miei stivali!
Saturday, July 28. 2007
Un gabbiano ogni sera si posa sul tetto di una casa di fronte al mio appartamento. Ci scrutiamo per qualche minuto, fino a che il sole non tramonta. Poi lui si alza e vola verso est, mentre io rientro in casa.
Domattina all'alba, nel weekend dell'esodo, il sottoscritto e Oli partono in scooter alla volta di Civitavecchia, poi traghetto fino a Porto Vecchio, Corsica, muniti di tenda e occorrente per campeggiar alla buona.
La roadmap dice che passiamo verso est fino al nord e poi il ritorno attraverso la parte centrale. Di ritorno ci piacerebbe fare tappa in Sardinia e poi di nuovo a Civitavecchia. Così, spero di riuscire a procurarmi anche della bottarga (colpa di Gaspar, che mi tenta).
Grazie ai consigli di Iacona e ai ragazzi de' portapportese, ho comprato delle borse semirigide, diciamo 80 litri in tutto, più una borsa centrale da 20lt. Adesso dobbiamo riuscire a farci stare tutto, compreso le mie pinne e le scarpe coi tacchi di Oli...
Insomma, avete capito bene: stacco la spina un paio di settimane, poi torno a Roma, poi Friuli. E quindi montagna. C'è qualcosa che mi chiama, dalle parti di Tarvisio, nelle care Alpi Giulie.
Ci si rilegge al ritorno. Mandi!
Friday, June 15. 2007
Ultimamente ho avuto poco tempo per postare, per cui riassumo in breve le mie peripezie passate e prossime.
Negli ultimi giorni sono tornato in Friuli. Toccata e fuga, chiedo scusa a chi non sono riuscito a sentire, ma era un weekend dedicato alla famiglia (il vecchio ne ha compiuti 85!) e ai rifornimenti di Pagura e Russolo, miei rifornitori di fiducia per grappa e vino, rispettivamente.
Poi sono stato a Milano, sempre piuttosto di corsa. Incontro di lavoro in centro e saluto veloce ad un paio di amici. Milano è sempre Milano, ogni volta che vi approdo sento sempre e solo parlare di soldi. Continuamente, come un mantra.
La triade Friuli-Milano-Roma in 2 giorni, mi ha regalato la seguente riflessione. Spritz all'aperol a Pordenone: 1,50 euro (al Buso). Spritz a Roma: 5 euro compreso buffet (centro, tranne via Veneto, of course). Caffè + acqua a Milano: 7 euro (centro, un bar dei meno cari). In ogni caso, a Milano stanno fuori come balconi, si direbbe dalle mie parti.
Altra osservazione da appuntare. Solito numero altissimo di autovelox in autostrada, ma viaggio sempre piano, anche perchè sotto i 130 la mia dabliu consuma un 30% in meno. Bene. No, male. Continuo ad essere superato a velocità folli da suv, porsche e altri macchinoni. Le cose peggiorano mentre ci si avvicina a Roma. Gente che telefona a 180 all'ora, in curva, mentre sorpassa. Siete folli, siete un pericolo, spero vi ritirino la patente a vita.
Domani riparto per Amsterdam, dove seguirò il workshop di Adaptive Path sulla user experience. Ho deciso di anticipare il mio arrivo di un paio di giorni, perchè non sono mai stato ad Amsterdam e vorrei vedermi il museo Van Gogh, girarmi un po' la città, ecc ecc.
Torno a Roma il 20 sera e subito dopo ho 2 serate cena + concerto che mi aspettano.
In tutto questo, sto aspettando da giorni di poter usufruire di un dominio .it, tra fax al registro di Pisa, segnali di fumo verso Aruba perchè sposti i suoi nameserver, ecc. Anche questa è Italia, ora e sempre, online e offline.
Tuesday, March 27. 2007
Oggi ho attraversato in lungo e in largo la pianura padana. Mi sono lasciato alle spalle il cavallo imbiancato, direzione Ciosa, dove ho fatto assaggiare a Oli la prelibatezza locale: moèche col pien al ristorante Il Bersagliere (7, scolpito sul marmo).
Non c'è stato tempo per andare da Celeste a Pellestrina, come suggeritomi da più parti. Sarà per la prossima volta.
Salutato el leòn de Ciosa, siamo partiti alla volta di Torino, abbiamo sbagliato strada a Piove di Sacco e poi a Verona, prendendo l'autostrada verso Modena e "allungando" di circa 50-70km. Arrivati a Torino, ci siamo fatti una birra senza cena (la generosa frittura del Bersagliere, dopo il weekend in friuli, ha lasciato il segno).
Domani appuntamento di lavoro sotto la Mole, poi partenza per Milano, poi Roma in giornata. Scusa se ti aspettavi uno squillo, ma sono veramente di corsa. Next time, dude.
Tuesday, November 28. 2006
Stavo guardando l'esito del progetto Turisti Protagonisti, disponibile in un report dettagliato (pdf) a cura di Rutelli.
Qualche tempo fa, molti hanno criticato l'iniziativa, quindi è giusto vedere com'è andata a finire.
Stefano Gazziano, responsabile dell'iniziativa per conto di Rutelli, così descriveva gli obiettivi del sito:
Il sito serve appunto a raccogliere questi pareri (le esperienze di viaggio dei turisti, ndA), e a metterli in file, e dopo ad utilizzarli per migliorare i servizi turistici. Il sito Turisti... in se non è per nulla un "servizio", semmai una opzione: esistono gia' gli strumenti per collezionare informazioni come quelle che turistiprotagonisti vorrebbe raccogliere.
Sono convinto che commenti e sms non siano strumenti propriamente adeguati all'obiettivo, ma alla fine mi pare che:
- per una volta un ministro ha utilizzato internet per condurre una ricerca a fini politico-sociali
- per una volta sono stati ascoltati e presi in considerazione gli utenti, i turisti, i cittadini
- il progetto è durato pochi mesi e si è concluso (!)
- è stato prodotto un report corposo da cui si possono trarre importanti informazioni per migliorare il turismo italiano
Soprattutto, per una volta non ho quella strana senzazione che siano stati buttati dei soldi alla cieca, ma che qualcosa sia stato prodotto e si sia concluso.
Insomma, anche se rimango perplesso sui mezzi utilizzati, vorrei fare i complimenti a Rutelli per la qualità del lavoro finale e per (spero) i pochi soldi spesi.
Per prendere decisioni a certi livelli servono prima le informazioni. Se poi si riesce anche a migliorare il turismo in Italia...
Tuesday, October 3. 2006
Sono tornato da Berlino con molti pensieri in testa. Molte idee, alcuni bei contatti. Ma andiamo per ordine.
Berlino
Niente soliti discorsi di quanto infinitamente sia migliore la qualità della vita rispetto all'Italia, persino anche nelle metropoli tedesche, specie rispetto a Roma/Milano, ecc ecc. Evitiamo le solite diatribe (il traffico inesistente, trasporti in orario, grado di civiltà, ecc). Dico solo che Berlino è una città fighissima, dove potrei lavorare e viverci senza troppi patemi. Punto.
EuroIA: impressione generale
Diciamo che sono rimasto soddisfatto dal 60% degli interventi, il che è una buona percentuale. Diciamo però che le cose più interessanti, as usual, sono venute fuori durante le pause, i pasti, le chiacchierate con la birra in mano.
Soprattutto, ho avuto molti interessanti scambi su come creare business con IA con molti user experienced people around EU.
Peter Molville
Keynote visionario, ma suffragato da un'esperienza reale. Tra le altre cose, Peter ha ribadito nuovamente che una delle cose più importanti rimane quella di tenere conto degli utenti che arrivano dai motori di ricerca. Quintarelli ha incassato, dandomi implicitamente ragione.
Ho poi avuto occasione di parlare con Peter un paio di volte: cordiale, bendisposto a scambiare idee e a darmi consigli. That's cool!
IA e il businness
Interessante il talk di Olly Wright, a proposito di come utilizzare IA per creare strategie di businness. Tema a cui peraltro ha accennato anche Eric Reiss, nel suo "Seven Trends of IA". Purtroppo ho però perso almeno un 40% delle cose che ha detto Olly, a causa di una pronuncia UK accessibile solo a pochi adepti.
Facetag
Il progetto degli amici (Resmini, Rosati, Quintarelli) è stato molto interessante (lo vedevo anch'io per la prima volta) e credo che avrà molte possibilità di successo. Compliments!
Panels
Molto interessanti i panel pratici (differenti tecniche di wireframing, metodologie e deliverables), meritavano forse un paio d'ore in più, per la quantità di idee che sono venute fuori.
Posters
La Poster session era una presentazione informale dei talk che non sono stati inseriti in programma. In una stanza piena di poster, cibo e bevande, si poteva amabilmente chiacchierare di soluzioni e idee di molte aziende sparse per l'EU.
BBC uber alles
Anche se non sono stati inserite in programma, le esperienze del gruppo IA della BBC mi hanno fatto capire perchè probabilmente loro siano il punto massimo del web enterprise in europa.
UK e il resto d'europa
I ragazzi britannici, presenti in massa, mi hanno dato l'idea di essere come dei milanesi, solo più frenetici e lanciati. Sono loro, mi sa, la silicon valley d'europa. Tra gli altri paesi, l'Italia era il quarto più rappresentato. Gaudio.
IA Summit in Italia
Con Luca, Andrea ed Emanuele abbiamo avuto modo di chiacchierare anche sull'organizzazione del prossimo IASummit in Italia. Ho proposto di organizzarlo a Milano, per aumentare la partecipazione e la presenza di professionisti e aziende. Ho sicuramente anche altre idee e ne discuteremo presto. Tra le altre cose, all'aperitivo di benvenuto, abbiamo tentato di invitare Peter Molville per il keynote, ma non ha ceduto nemmeno alla terza birra...
Morale della storia
Mi sono divertito un sacco, ho bevuto buona birra, ho parlato per ore con chiunque potevo, ho scambiato esperienze e condiviso idee. Alla fine ero stanco morto. Ma sono esperienze importanti, che ti aprono la testa. Ora passerò anche oggi a rileggermi e riordinare tutti gli appunti e le presentazioni a cui ho assistito. Dal punto di vista del mio business, ho consolidato la mia idea e ne ho avuta prova concreta di funzionamento. There we go!
Thursday, September 28. 2006
Domani parto per Berlino, dove seguirò Euro IA, il convegno europeo sull'architettura delle informazioni.
Grazie a dio, il ministro Bianchi ha scongiurato lo sciopero aereo, quindi si parte regolarmente. Certo, a parte lo stress dei bagagli, che purtroppo non posso portare a mano perchè, si sa, la schiuma da barba potrebbe essere una bomba, il dentifricio poi non ne parliamo.
Comunque è la mia prima volta a Berlino: sarò alloggiato nella zona est e avrò due mezze giornate per visitare qualcosa. Oli mi consiglia di comprare la Lonely Planet, così per evitar di perdermi. Spero solo che il tempo sia clemente.
Sulle foto sono incerto: sicuramente posterò su Flickr, ma avrei anche intenzione di portarmi dietro la tedeschina...
Bon, se riesco posto qualcosa al volo dalla conferenza, altrimenti ci vediamo al ritorno.
Monday, September 18. 2006
A me è capitato di capire il senso del tempo, mentre scendevamo da Rocca Pendice -io e Mike- in un afoso pomeriggio di fine estate.
I gesti erano rallentati, inebriati dal piacere di quello che avevamo fatto. La strada a tornanti era percorsa solo da qualche ciclista. E noi ci stavamo godendo quegli ultimi momenti sotto il sole caldo, come quando si assapora la persistenza di un buon bicchiere di vino.
Mentre in pianura la vita friggeva, quel giorno il lavoro e gli impegni attendevano qualcuno più disposto di noi. La persistenza di quei momenti dura tutt'ora: quel pomeriggio, quei pochi tornanti li posso ancora assaporare nella mia mente.
Per capirci, l'idea più vicina a questa senzazione me l'ha data il viaggio di Rumiz di quest'anno. Antonella Sassone su Webgol riassume bene quello che succede anche a me:
La pagina di Rumiz non la leggo come le altre. Ho bisogno di calma, di lentezza. Una lentezza parallela a quella che il “maestro” usa nel suo viaggio.
A me, qualche tempo prima, Paolo aveva detto:
Vorrei tornare a fare un viaggio lento, perchè l'Italia è un paese che si vede meglio viaggiando lenti. (*)
Da quando faccio il consulente ho più tempo libero. Il concetto di tempo libero è difficile da definire, ma posso dire che si tratta di quel tempo che mi capita per caso e genera un'ansia pazzesca, perchè mi trova impreparato ad approfittarne. Se non riesco a riempirlo, quel tempo diventa perso e mi sento in colpa.
Infatti, oggi lo spreco del tempo ha un'accezione negativa. Ma sprecarlo è una goduria, una libertà infinita. Qualcuno mi insegna che l' ozio, per gli antichi, era un' attività necessaria per pensare. L'ozio non è un tempo sprecato, è un investimento.
Idling or "doing nothingness" is important. Most of us, myself included, are obsessed with "getting things done." We're afraid to be "unproductive." And yet, the big ideas often come to us during our periods of "laziness," during those episodes of "wasting time." We need more time away from the direct challenges of work. Long walks on the beach, a jog through the forest, a bike ride, spending 4-5 hours in a coffee shop with the Sunday paper. It is during these times that your creative spirit is energized. (You are creative, Presentation Zen)
Il mio consiglio è di provare a buttare via un giorno di lavoro. Il weekend non dà la stessa sensazione, perchè non è una contropartita valida, in termini convenzionali.
Provare a tuffarsi nelle vie poco battute, cercare dei tornanti, un luogo poco frequentato. Perdere tempo in un bar, fermarsi a parlare con uno sconosciuto ad una fonte, con un contadino mentre si attraversa un campo.
Certo, devi anche essere in compagnia di una persona speciale. Oppure da solo, ancora meglio. Questa ricerca del tempo perso non è per tutti e nemmeno per tutte le compagnie.
Se provi, se hai già provato, fammi sapere. Per me è importante.
ps: la prossima volta ti parlo di come questo tempo è spesso generato dall' imprevisto.
Wednesday, August 30. 2006
Da un po' di giorni staziono a Cordenons, dopo essere stato in Croazia e Slovenia. Purtroppo una fastidiosa storta alla caviglia mi ha fatto vedere il Triglav solo da lontano. Complice anche il maltempo (in quei luoghi fa paura), abbiamo fatto solo del trekking in Val Trenta e nella zona di Bohinj. Le Giulie slovene sono comunque un posto favoloso, un piccolo paradiso montano.
Da ieri funziona anche l'adsl casalinga a 6Mbit che mio padre si è deciso a fare dopo anni di piagnistei del sottoscritto. Quindi ricomincio a leggere la posta, Bloglines e tutto il resto. Pian pianin. Nel tardo pomeriggio qualche sgambata in Val Colvera, se il tempo è clemente. Nel weekend il rientro a Roma.
Wednesday, August 2. 2006
Si parte oggi per la Croazia, nel tardo pomeriggio saremo ad Ancona, poi traghetto fino al leon de Zara, poi qualche peripezia fino a Lussìngrande dove ritroveremo mare, pesce e camoscine slovene. Dal 18 circa in poi saremo invece in Friuli, dove attendono le amate cime.
Intanto, da qualche giorno è iniziato anche il viaggio di Rumiz, con la Nerina, attraverso tutto l'appennino. Ci accompagnerà, anche questo agosto.
Io mi riposerò, leggerò tanto, respirerò e penserò al mio futuro.
E tu cosa fai? Dove sei?
A riviòdisi.
ps: vi lascio in buona compagnia...
pps: malted milk, malted milk, keep rushin' to my head (*)
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