Sunday, September 21. 2008
(per la serie "Viaggiare con lentezza")
Non so se ti ho parlato della mia nuova droga. Quest'estate, con mio cugino, ho provato una bici a ruote fisse: gran bel pedalare, essenziale, leggero, ma un pochetto chic, tendente allo snob. Per capirci, roba da Milanesi, insomma
Per uno come me, che ama la natura e lo sterrato, il passaggio è stato facile. Eccomi quindi precipitato nel mondo della mountain bike, o MTB, per noi appassionati.
Son finito nel tunnel dopo le vacanze, al rientro a Roma ho acquistato una mtb da Decathlon ed è stata la mia fine. Complice anche Jacopo, che mi ha accompagnato e stimolato con la consueta risolutezza ("daje compra questa e annamosene"), oltre a farmi comprare una serie di gadget di cui ignoravo l'esistenza.
Ma il tunnel vero è stato forse iscrivermi al forum italiano sulla mtb, dove ho passato una settimana a capire se il mio genere era più "cross country", "freeride" o "all mountain", oltre a lurkare tutte le informazioni da newbie che potevo, fino a capire che potrei... dovrei... DEVO al più presto cambiare mtb (il che significa il passaggio a uno stadio superiore della malattia, ne convengo).
Comunque, la cosa bella è essere tornato alle origini (sono nato in biciletta e ci sono andato fino ai 16 anni inoltrati). In bicicletta scopri luoghi della tua città che non vedresti mai.
Poi ho scoperto un sito che contiene decine di itinerari in MTB nel Lazio, tutti descritti in maniera dettagliata e precisa, quasi maniacale.
Alla prima uscita, senza allenamento, ho fatto il giro dell'Artemisio, sopra Velletri. Una massacrata se non sei allenato, il giorno dopo l'ho passato sul divano.
La sera vado spesso a Pineta Sacchetti (8 minuti da casa mia, in Old Tower), giro attorno a Forte Braschi e mi fiondo sulle pendici di Valle Aurelia, da dove par di toccare il cupolone e si vedono i castelli romani. Poi, se non ho bucato, in poco tempo torno a casa.
Sabato scorso fa io e Oli siamo scesi da Pineta Sacchetti fino al Vaticano, poi abbiamo fatto tutto il lungotevere fino al quartiere ostiense. Per poi scoprire, al ritorno, che siamo l' unico paese al mondo dove non si può portare la bicicletta in metro... sic!
Ieri invece partenza in treno dietro casa e abbiamo fatto il tratto di via Francigena da Capranica a Formello, dove siamo stati soccorsi da un'amica causa spossatezza e tramonto imminente.
Insomma, quando prendi la bicicletta, scopri che esiste un'altra mobilità possibile, viaggi un po' più lento, ma assapori meglio tutto quello che sta attorno.
Come noi ci sono molti Romani che lo fanno, i negozi di biciclette a Roma lavorano un sacco. Poi ti chiedi come sia possibile che viviamo nella città più inquinata d'Europa...
Comunque, la prossima settimana ci piacerebbe fare Capranica-Civitavecchia sulla strada ricavata dalla vecchia linea ferroviaria che collegava Terni a Civitavecchia. Ci muoviamo in treno, senza macchina. Pedaliamo e torniamo in treno.
Già penso a fare le vacanze in bicicletta (evitando di campeggiare a Ponte Galeria, s'intende) e intanto seguo siti e blog pieni di centinaia di itinerari comprensivi di salite impossibili e maremmani in agguato. Ma anche di natura silenziosa, cascate, colline, posti meravigliosi dell'Italia minore.
Pare un sogno, ma è realtà.
UPDATE: in ogni caso, non è che a Milano stiano meglio, anzi (via Luca De Biase).
Saturday, October 21. 2006
Sentita iersera: "Dice che per andare a vedere festival del cinema de Roma ce stà un servizio de navette che passa ogni minuto!" (*)
Fighissimo, grande Uòlter, ne sentivamo bisogno (anche del festival!).
Bene, ma non si potrebbe estendere l'iniziativa al resto dei mezzi pubblici? Va bene anche ogni 5 minuti. Il popolo ringrazia. Cià.
(*) la cosa va verificata, ma fa comunque riflettere.
Friday, July 28. 2006
Alle 13 metto a posto la camera e faccio la valigia. Alle 13.45, quanto tutto è pronto, per ultima cosa faccio una doccia gelata. Alle 14, in tenuta da spiaggia, esco di casa e vado a prendere la metro A fino a Termini.
Poi passo 1 ora circa alla libreria della stazione, dove mi rivestirò come un cristiano, per acclimatarmi all'aria condizionata. Poi prendo l'eurostar, a bordo del quale è nota una temperatura vicina allo zero assoluto. Al mio arrivo in Friuli, per la prima volta, mi auguro che piova, per limitare l'impatto con l'afa dopo 6 ore di AC a palla.
Ho calcolato che l'escursione termica totale sarà di 150 gradi circa. Il coefficente di difficoltà è alto sulla metro, un po' più semplice invece il percorso libreria-treno.
Come diceva il biondo: se risparmi il fiato, uno come te ce la può fare.
Aggiornamento: siamo arrivati a Pordenone con 2 ore di ritardo. Sulla tratta Rm-Fi il locomotore era guasto e ci siamo fermati un po' di volte. A Mogliano, poco dopo Mestre, si era invece guastata la centrale, quindi siamo stati fermi un'altra oretta. Sull'eurostar l'AC non è effettivamente troppo fredda, mentre le nuove vetture della metro di Roma hanno una temperatura di 14 gradi. Considerato che nel sottosuolo di Termini faceva 40 gradi con umidità del 90%... fate voi. Cmq sono sopravvissuto e mi è passata bene: in treno ho finito il nuovo libro di Granieri.
Tuesday, July 11. 2006
Per la serie viaggi 2.0
Cerco un traghetto Ancona-Lussino, sempre che esista. Provo su internet, ma non trovo, allora decido di andare all'agenzia sotto casa.
La prima osservazione dovrebbe farmi riflettere, ma sono solo al primo caffè della mattina: "guardi non abbiamo tutte le compagnie e comunque si paga con carta di credito". Incasso e annuisco.
Poi iniziano a consultare la loro intranet composta da una serie infinita di mail su outlook, inviate da altrettante compagnie di viaggio. I titoli delle mail sono incomprensibili, quindi tocca aprirle tutte. Alla fine controllano solo le ultime arrivate, poi mi dicono "niente, proviamo su internet".
Quindi iniziano a ricercare sui siti dei traghetti, che avevo già consultato abbondantemente a casa. Potete immaginare la mia frustrazione. Insomma niente, non trovano traghetti diretti Ancona-Lussino. "Ci dispiace". Arrivederci, addio.
Mi immagino che non tutte le agenzie siano come questa, però ce ne vuole a non avere una intranet privilegiata per le prenotazioni (ehi, magari questa è un'idea, no?).
Soprattutto, alla fine avrebbero acquistato su internet e mi avrebbero fatto pagare con carta di credito, cioè come se lo acquistassi su un sito web. Poi mi avrebbero chiesto i 10 euro di commissione, ma avrei risposto che dovevano darli loro a me, per il disturbo di aver fatto le scale.
Se vado in un'agenzia è per un valore aggiunto, no?
Monday, July 3. 2006
Visto il salasso del viaggio in taxi Roma-Fiumicino e conoscendo il rischio traffico, ho sempre optato per il trasporto via treno: 5 euro Fiumicino-stazione Tuscolana, in 33 minuti netti. Maccheronate a parte, è veramente la prima scelta, economica e sicura.
Invece oggi scopro che il treno è considerato un mezzo di trasporto per sfigati:
"Non sta funzionando da questa mattina il servizio taxi anche nell'aeroporto di Fiumicino. La conseguenza è che centinaia di passeggeri, per raggiungere la Capitale o altre destinazioni sono costretti a ricorrere a mezzi alternativi, come il treno..." (dal Corriere)
Causa calura estiva, brain in funzione ad intervalli irregolari.
Come dire, sottoscrivo in pieno.
Monday, June 26. 2006
I protagonisti di questo post sono frutto della fantasia dell'autore. Nessun riferimento a fatti o persone esistenti.
Capita che ci si trovi in Norvegia, si prenda un treno senza biglietto e senza contanti, in direzione aeroporto. Di solito puoi pagare con carta di credito, anche sui treni locali.
Ma sulla navetta per l'aeroporto, il controllore dice "purtroppo non possiamo ricevere pagamenti con carta di credito, ma potete pagare al vostro arrivo". Allora l'italiano medio risponde "grazie mille, certo, pagheremo all'arrivo!" mentre dentro di se pensa "appena scendo faccio il checkin e addio norvegia!". Non dite di no, anche voi ci fareste il pensierino.
Invece appena scesi dal treno ci sono dei controllori gentilissimi a sorvegliare lo sbarramento di porte che si aprono solo dopo aver inserito il biglietto. E poco prima delle uscite sbarrate, sul binario, una biglietteria per pagare che accetta tutte le carte di pagamento, of course. Non si esce di qui senza biglietto.
In Italia, invece, a Fiumicino aeroporto, la gente che cerca di prendere un treno per Roma, per evitare il salasso dei tassisti, si ritrova davanti ai botteghini chiusi alle 22 di sera, in pieno arrivo di turisti.
All'inizio dei binari, oltre una coda disordinata, un omino che sembra (?) un abusivo, dietro uno standino delle fs, fa i biglietti a mano, uno per uno. Metà gente non fa il biglietto, gli altri si guardano increduli e pagano.
Bisogna però dire le cose come stanno:
- Fiumicino - Roma Termini: 9,50 euro
- Fiumicino - Roma Tuscolana: 5 euro
- Aeroporto - Oslo centro: 25 euro
E alla fine la qualità del servizio è la stessa, più o meno.
Monday, May 22. 2006
Per la cronaca, all'andata da Roma a Bologna ho contato 20 autovelox, ma forse ero distratto. Al ritorno ne ho contati 23 e qualcuno mi è sfuggito sicuramente. Più un bel numero di telecamerine a corredo. Non so se sono tutti in funzione, lo scrivo per amor di informazione.
Ora, generalmente sono un guidatore prudente, però rallentare di colpo da 120 a 60 all'ora sul tratto dei lavori in corso è più rischioso che andare a 80-90 all'ora. Nel senso, vedendo l'autovelox appena dietro il cartello del limite a 60 orari, dovevo scegliere tra il minore dei due mali: beccarmi il solito salasso oppure venire investito dal camion che mi segue. Alla fine ho deciso di finanziare il paese.
Comunque. Se mi mettono 15 autovelox negli appennini c'è un perchè: non è per evitare incidenti, è per fregarmi. Soprattutto, se gli autovelox (fissi, in cemento!) sono nella zona dei lavori in corso (intendo, in corso da anni) significa che qualcuno mi prende in giro.
A mio modesto parere, il problema degli italiani non è la guida veloce, ma la guida sportiva: telefonino sulla destra e cambio marcia con la sinistra, zigzag di corsia, discussione con la suocera mentre si viaggia sulla mezzeria, bambini al seguito, sonnolenza ecc. Gli incidenti succedono spesso anche perchè chi prende la macchina solo nei weekend è un potenziale pericolo, figuriamoci poi sugli appennini, dove il percorso tortuoso non facilita. Dei camionisti non parlo, perchè è gente che lavora, poveretti.
Tanto per dirla tutta: viaggio in macchina perchè non ho grosse alternative. In treno da Roma a Pordenone ci metto almeno 6 ore. Viaggiare in treno per me non è un piacere. Una volta c'erano le cabine chiuse da 6 posti, adesso tutto è open: viaggi nel casino, gente che urla, cellulari che squillano. Non è umano. L'aereo costa, i low cost mi portano a Venezia e devo farmi venire a prendere dal papà, perchè il bus navetta per Mestre non ho idea se esiste e comunque poi mi aspetta il treno. In ogni caso ci metto 5 ore anche in aereo.
Il ministro Bianchi è una persona competente, è un urbanista di esperienza notevole. Mi auguro che cambi qualcosina, perchè quella dei trasporti è una delle riforme più importanti di questo paese. Altro che ponte di Messina e Tav...
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