Dopo la partita di ieri, uno
scozzese triste mi ha fatto i complimenti perchè meritavamo di vincere noi. Dura deglutire con la bocca secca, perchè la birra era finita da tempo e gli ultimi minuti li ho passati a
stritolare il bicchiere vuoto.
Però è giusto dire che abbiamo perso per imprecisione, contro un cecchino implacabile, contro una squadra che non ha fatto una meta. E abbiamo dominato il gioco, il campo era nostro. Nel rugby spesso questo significa che in qualche modo
non sei stato sconfitto e puoi uscire dal campo a testa alta.
Detto questo, ringrazio Troncon, di cui non devo dire nulla che non abbia
già detto. Se non che ormai Troncon è l'Italia del rugby e noi siamo Troncon. Il suo più grande successo è stato
trascinare in mischia anche noi.
Troncon ha finito la carriera ieri sera, dopo 101 partite in nazionale e con una meta che mi ha fatto
toccare il soffitto. Resterà sempre un riferimento, per il rugby e per lo sport in genere, per tutto quello che ha insegnato, nel campo è fuori.
"Giocare a rugby è così bello che non ci sono cose brutte, nemmeno le sconfitte"
Ciao vecio, grassie!