Ho convinto Oli ad aprire un microblog chiamato Ipse Dixit per metterci alcuni highlights di diritto costituzionale, che sta studiando per un esame.
L'idea mi è venuta perchè a volte mentre studia mi dice cose tipo: "ma lo sai che non è vero che non esiste la non eleggibilità per i condannati?" (per esempio)
Un giorno in macchina abbiamo letto tutta la prima parte della costituzione, che è bellissima. A parte l'art. 7, che alla lunga si è dimostrato un limite ai diritti civili nel nostro paese (soprattutto sui temi della famiglia).
La nostra costituzione è un atto di civiltà stupendo, che dovremo sicuramente conoscere meglio.
Avevo detto che "Nell'anno dei video generati dagli utenti questo è un tipico esempio di quello che si vedrà".
Zoro, a dire il vero, non mi invita più a bere na birra da mesi, quindi non se lo meriterebbe. Però questo è un pezzo di storia che merita di essere raccontato.
Ogni militante sa che quando il Partito chiama non si può far finta di niente, anche se il Partito che ti chiama ancora non esiste, anche se tu di fatto non militi più da tempo. Ma il richiamo l'ho sentito, lo ammetto.
[...]
Come accennavo nel post precedente, il disimpegno di questi tempi è un lusso che non possiamo permetterci, qualcosa va fatto, un contributo alla discussione va portato.
È la quarta persona che recentemente mi ha detto questa frase: "il disimpegno è un lusso che non possiamo permetterci".
Sono stanco, anche se non ho avuto la stessa (lunga) storia di Zoro. Quindi ci penso ancora un po', ma per ora sono solo sfavato. Però con un sorriso triste grazie a Zoro, che -perlomeno amaro- mi fa sorridere.
Mi ha colpito la frase di Paolo in un commento al mio post precedente:
"Supporre che un sindaco sia lì a leggere il blog dei cittadini per quanto sia sperabile in futuro, è al momento una pia illusione o peggio un delirio di onnipotenza"
Tralasciando il delirio di onnipotenza dei blogger, mi interessa molto di più soffermarmi nella supposizione iniziale.
Io credo che anzichè leggere tutti i blog, un personaggio pubblico dovrebbe perlomeno leggere quelli che parlano di lui. È abbastanza facile, basta iscriversi a un paio di feed rss.
Oggi, sempre di più, nessun personaggio pubblico può più permettersi di ignorare internet come mezzo comunicazione e confronto pubblico. Questo perchè il personaggio pubblico, per definizione:
1. deve informarsi su quello che l'arena pubblica della comunicazione dice di lui
2. deve comunicare e rispondere alle critiche
Piaccia o meno, internet è una parte consistente dell'arena pubblica della comunicazione e lo sarà sempre di più nei prossimi anni.
Insomma, così come "perdono tempo" a leggere i giornali e a rispondere attraverso interviste e missive, i politici oggi devono sempre più essere aggiornati su "chi e come" parla di loro su internet.
Se poi sono dei politici illuminati, cercano anche di avere un confronto (noi le chiamiamo "conversazioni"), così come fanno i vari Mastella, Gentiloni, ecc, fino a piccoli politici locali.
Chi non capisce questo, fa un po' come lo struzzo, illudendosi che internet sia solo una moda passeggera, quando tutto sembra dimostrare che invece è la piattaforma comunicativa del futuro.
Mauro del blog "Idee per Cordenons (e non solo)" ha videointervistato Sergio Bolzonello, sindaco di Pordenone. Un politico serio e aperto ai cittadini, che ha dedicato il proprio tempo ad un blogger, accettando senza problemi di rispondere pubblicamente a delle domande.
Nell'intervista, Bolzonello spiega con parole semplici la situazione di rifiuti e servizi, su cui è in corso una querelle tra i comuni di Pordenone, Cordenons e Zoppola.
Ieri Il Gazzettino ha ripreso l'intervista sottolineando alcuni passaggi, anche piuttosto forti. Il che dimostra che in una piccola realtà locale, anche un blogger può aiutare a fare informazione.
Infine, ci sono degli amministratori che non hanno problemi a spiegare pubblicamente il loro operato, ma anzi ne sono entusiasti. Un buon segno per il futuro, una piccola battaglia che dobbiamo continuare a portare avanti.
Scusate, ma mentre faccio le faccende di casa (eh, noi freelance tuttofare) mi ha preso questo hype politico.
Interessante teoria. Di parte, ovviamente. Ma la matematica non è un'opinione, si dice.
Dunque facciamo parlare i numeri: partecipanti al voto erano 319 senatori cioè i 313 ordinari (perchè Rossi e Turigliatto non hanno partecipato) + 6 senatori a vita (Scalfaro era malato ed assente). Quindi il quorum per approvare la mozione di D’Alema era 160 voti favorevoli. Però sono stati solo 158, cioè due meno del necessario. Facile ed automatico dire “cavolo, proprio i due voti di quei due dissidenti!”
Sennonchè, e torna a parlare la matematica, se i due avessero partecipato al voto i votanti sarebbero stati 321 anzichè 319 e il nuovo quorum sarebbe salito a 321 diviso due, cioè 161. Ma i voti sarebbero stati solo 158 + 2 cioè 160.
Quindi, tanto per amor di verità, sembra proprio impossibile dire che Turigliatto e Rossi hanno fatto cadere il governo.
Non sono un esperto, ma il ragionamento lascia pochi dubbi.
Carmelo Lopapa, giornalista di Repubblica, lo chiama sudoku della fiducia. A leggere il suo articolo, a me pare che siano tutti un po' skizzati. Cose tipo:
Già, De Gregorio. Nell'arco della giornata si è potuto registrare il suo "se Prodi dovesse rappresentare un governo di transizione, può avere la fiducia" delle 10,33 e il successivo: "Fiducia a Prodi? Non ci sono i numeri e il mio sarebbe un sacrificio solitario" delle 13,41. Autosmentita che è stata sufficiente a far comprendere dentro la maggioranza che la pratica De Gregorio era davvero persa alla causa.
Non manca il capo degli illusionisti:
Cossiga, che in un primo momento aveva negato la fiducia, ieri ammiccava: "Non ho ancora deciso se voterò il risuscitato governo di centrosinistra, ma sarebbe un ostacolo la permanenza alla Farnesina dell'amico D'Alema".
Fantastica l'antitesi ostacolo/amico, che rende infinito il numero delle interpretazioni. E di seguito:
I Ds, ad ogni modo, in queste ore lo corteggiano (Cossiga, ndb). Come stanno facendo Mastella e i suoi con Giulio Andreotti, dopo l'astensione a sorpresa di mercoledì al Senato. Ormai fuori da qualsiasi possibile previsione il senatore a vita Pininfarina.
Almeno lui può permetterselo, non avendo nessun conto aperto con gli elettori.
La morale, caro mio, è che a noi comuni mortali non è dato sapere cosa sta accadendo. Per fortuna.
Nicola ha lanciatol'idea che siano i cittadini su internet a ricontare i voti delle scorse elezioni. Sistema trasparente, archivio dei verbali accessibile a tutti.
Ce la possiamo fare, sono solo 140k verbali . Io ci sono.
A Cordenons c'è il blocco del traffico, causa polveri sottili. Come a Roma, solo che le proporzioni del traffico non sono paragonabili. Una delle due: qualcuno a Cordenons si sbaglia, oppure a Roma siamo tutti morti.
E così, domenica ho rischiato di non poter entrare a Cordenons. Particolare fastidioso, dopo 600 km in macchina.
Vivere a Roma regala un'esperienza empirica unica. Ho quindi un paio di domande, se ti plas.
Perchè i blocchi del traffico deve sorbirli il cittadino che si sposta per fare la spesa? O che usa la macchina una volta la settimana? Perchè dovrebbe poi anche pagare il bollo dell'auto? Perchè invece non agire sulle cause vere, tipo il trasporto quotidiano di materie prime su camion, lo spostamento dei pendolari, ecc?
La soluzione al traffico non sono i blocchi, che peraltro non servono a molto. Ci vorrebbe un'innovativa politica dei trasporti e dello spostamento di merci e persone.
Ma per questo servono amministratori in gamba e con molta voglia di rischiare.
Detto questo, il blocco del traffico a Cordenons mi pare un tantino eccessivo, per usare un'eufemismo.
In breve: 34 anni, friulano, vivo a Roma, lavoro nel web come user experience consultant.
Nel tempo libero mi dedico alla fotografia e alla natura.
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