Un anno fa iniziava l'avventura di questo blog. In un anno si è creata una mia piccola community di amici, con cui parlo, discuto, litigo, cazzeggio. Si è avverato un sogno, oltre le mie aspettative.
La cosa è nata con spontaneità e semplicità e ringrazio tutti quelli che si sono presentati via mail, quelli che mi hanno commentato e quelli che
mi hanno linkato.
Durante quest'anno ho imparato alcune cose e ve le voglio raccontare.
- Il blog è spontaneità, quello che ti passa per la testa in un momento.
- Non parlare di cose che non conosci. Se non sai chiedi e informati, prima di scrivere.
- Parla delle tue idee con passione. La passione cattura l'interesse.
- Non fare troppi programmi. Potresti non riuscire a mantenerli, oppure potresti cambiare idea nel tempo e decidere di parlare di altro.
- Il web è sempre pieno di sorprese, come quando ti scrive qualcuno che "leggo il tuo blog e lo ritengo molto interessante".
- Un link è prezioso.
Un link è un piccolo regalo per chi lo riceve (D. Weinberger).
Infine, una osservazione.
I web-tecnici come me sono pochi online (in italia) e hanno difficoltà a trovarsi. Ora va un po' meglio grazie alla
grande T, ai tool sociali (
BL,
DLC, ecc) e alle directory di blog (
BlogItalia, ecc).
Molti non credono nel blogging, spesso mi dicono
"le mie idee me le tengo per me" (sigh) oppure
"non so, non capisco quali siano i vantaggi di avere un blog" (ri-sigh).
Di solito farfugliavo delle risposte meta tecniche e si aprivano discussioni infinite. Adesso dico solo:
i blog sono conversazioni (*). Se hai qualcosa da dire, è una possibilità di dialogare col mondo intero. Se non hai niente da dire, lascia stare.
Ma veramente non hai niente da dire?
Negli ultimi giorni gira la battuta che i blog sono morti. Tu e io sappiamo che non è così, altrimenti non mi leggeresti. Agli altri diamo un po' di tempo.
(*) questa non è mia, ma non ricordo chi l'ha detta per primo...