Wednesday, April 2. 2008
Il mio amico Enrico Maria lancia una bella riflessione a proposito di come le interfacce web del futuro siano orientate sempre più allo storytelling.
In effetti, a guardare bene, i servizi web che oggi hanno successo sono quelli che consentono agli utenti di raccontare le proprie storie. Dai blog ai tumblog, da flickr a youtube, tutti mettono a disposizione un taccuino virtuale su cui appuntare pensieri, immagini, idee, riflessioni. Le interfacce di questi servizi sono sostanzialmente semplici e consentono di operare senza fatica e in pochi secondi.
Inoltre, spesso mettono a disposizione i cosiddetti bookmarklet (quello di Tumblr è eccezionale), che consentono con un click di farci compiere azioni sulla pagina che stiamo leggendo (ad esempio postare al volo alcune frasi in un blog o un'immagine che ci piace su un photo book).
Alcuni servizi, grazie alle API, consentono ai programmatori di sviluppare veri e propri tool di supporto al servizio (penso al flickr upload o a twitterrific). Questi tool permettono di raccontarci direttamente dal nostro computer, senza aprire il browser e dover andare sul sito web del servizio.
La mia impressione quindi è che le interfacce per lo storytelling stiano diventando sempre più immediate e facili da usare, fino a diventare quasi trasparenti per l'utente.
Inoltre, queste tendenze stanno facendo da traino anche per tutte le altre applicazioni web. Chi sviluppa web, specialmente in Italia, si trova quindi nella scomoda posizione di dover continuamente rincorrere questi "trends", con tutte le conseguenze del caso.
A tal proposito, hai qualche esperienza da condividere?
Monday, October 29. 2007
Mi sono registrato allo IAB Forum 2007, che si terrà a Milano i prossimi 7-8 Novembre.
Nella giornata d'apertura ci sarà anche David Weinberger, che parlerà del suo ultimo libro, e Jaap Favier di Forrester (The shared experience).
In realtà mi piacerebbe assistere anche al secondo giorno, in particolare al workshop su Search Engine condotto da Mauro Lupi e dove TSW presenterà il risultato degli studi su usabilità, eyetracking e marketing online.
Se qualcuno è da quelle parti faccia un fischio.
Friday, October 19. 2007
Ho deciso di raccogliere un po' di pensieri in preparazione alla mia presentazione di Trento su SEO & IA. Da oggi alcuni post saranno espressamente sul tema SEO & IA.
Scarabocchiando su un foglio, mi è venuta fuori questa, che è un buon punto di partenza, almeno credo.
Tra utente e motore di ricerca, c'è una forte componente che chiamiamo SEM (search engine marketing). Questa non è da intendersi in senso stretto (leggasi "advertising"), ma è piuttosto un misto tra il posizionamento nella SERP (pagina dei risultati) e la scelta degli elementi caratterizzanti dei risultati (titolo, descrizione, parole chiave, ecc).
Per non complicare le cose, non considererò l'usabilità dei motori di ricerca, tema sul quale esiste un'ampia bibliografia in rete, dato che sono ormai interfacce consolidate.
Tra utente e sito, c'è ovviamente di mezzo l'esperienza utente e l'architettura delle informazioni. Mentre, tra sito e motore, c'è di mezzo la pratica dell'ottimizzazione per i motori, in arte SEO.
Ora, quello che cerco di capire è cosa lega tutte queste cose. E siccome ne sai più di me, perchè non mi dai una mano? Esiste qualcosa in mezzo? Cosa tiene unite tutte queste cose?
Monday, October 15. 2007
Il comitato scientifico dell' Italian IA Summit ha accettato la mia proposta e quindi a Trento parlerò di SEO e IA, ovvero come far navigare gli utenti provenienti dai motori di ricerca.
È una doppia sfida per me, perchè su questo tema c'è pochissima "letteratura" in rete. E perchè ai miei clienti dico spesso: che succede quando gli utenti arrivano nel tuo sito, magari grazie ad una campagna marketing sui motori? Ecco, è di questo momento topico che parlerò.
Se non ti sei ancora iscritto al summit italiano di architettura dell'informazione, corri a farlo subito!
Update: tanto per far salire l'attesa, segnalo che Stefano parlerà di come progettare IA con personaggi e scenari.
Tuesday, May 8. 2007
Segnalo anch'io The definitive guide to semantic markup (via Fulciniti@html.it), ottima reference per i professionisti dell'ottimizzazione dei blog.
L'autore è un grande esperto di ottimizzazione per Wordpress: ha sviluppato il tema Cutline che ha portato il suo blog ad un incremento del traffico sul proprio blog di ben 5 volte, grazie alle ottimizzazioni SEO.
Una delle cose interessanti è che c'è molta attenzione alla semantica per l'ottimizzazione nei motori di ricerca. Soprattutto, consolida ulteriormente l'idea che il titolo è la cosa più importante in termini SEO e deve essere impostato e valutato attentamente.
Certo, queste ottimizzazioni sono rivolte principalmente a blog professionali, ma sono utili anche per noi comuni mortali.
Detto questo, aggiungo la verifica semantica e l'ottimizzazione per i motori di ricerca ai consigli per il setup di un nuovo blog. Anzi, quasi quasi sposto tutto nel wiki...
Tuesday, June 27. 2006
Lucene è un search engine opensource scritto in Java. Ho sentito spesso parlare di questo motore come un' ottima (ed economica) soluzione al problema della ricerca a livello enterprise (cioè quando si hanno moolti documenti, molte fonti, molti utenti). Da quel che vedo, Lucene si presta molto ad integrare la ricerca su molteplici contenuti e deliverando su più client e device, grazie a numerose implementazioni.
All'eZ conference 2006 è stato rilasciato il Lucene search plugin per eZ publish, che molti vedono come valida alternativa all'attuale motore di eZ, per la verità poco performante e senza molte features. Ne parla anche il suo creatore, Paul Borgersman.
Anche il progetto Midgard, un cms che mi sembra avere parecchie carte in regola per entrare nel mondo enterprise, utilizza Lucene (nativamente) come proprio motore di ricerca interno.
All'eZ conference 2006, Martin White, nel suo keynote sull'enterprise content management, ha focalizzato molto sulla ricerca, descrivendola come componente chiave per la realizzazione di una intranet.
Spesso il mondo opensource ha già le risposte pronte a molte delle esigenze che incontriamo quotidianamente.
Wednesday, May 31. 2006
Mi si è accesa la lampadina, colpa del Quintarelli che mi trascina in chattate notturne più grandi di noi.
A me pare che IA si occupi un po' troppo solo del sito, a partire dall'homepage, e non si ponga molto il problema della provenienza degli utenti. Un utente che arriva dai motori non arriva necessariamente nella homepage del sito, ma ad una pagina secondaria. Se non ha trovato quello che cercava e se non trova qualche link che lo avvicina al suo obiettivo, l'utente torna indietro col tasto back.
Le foglie di contenuto, ma anche le pagine intermedie di un sito dovrebbero essere curate come l'homepage, perchè l'utilizzo dei motori di ricerca che viene fatto oggi porta l'utente ad una qualsiasi parte del sito. Questo accade perchè spesso le parole chiave meglio indicizzate si trovano nelle pagine secondarie e non nella homepage.
Insomma, la mia percezione è che andiamo verso (ci siamo già) un web in cui l'homepage non è la pagina che viene visitata da tutti, nemmeno quella che viene visitata più spesso. Gli utenti arrivano dai motori direttamente al contenuto. Da qui si aspettano di proseguire la navigazione.
Questa visione, che chiamo legge di Google, significa che SEO e IA sono oggi due sfere di competenza che si sfiorano e che non possono essere trascurate da chi realizza siti web.
Tuesday, October 18. 2005
Interessante spunto di Maurizio Pellizzone, che mi permetto di analizzare per amor di entropia. La questione (semplificata) è la seguente: il cliente vuole un motore di ricerca che dia un peso maggiore alle keywords presenti nel titolo piuttosto che nella descrizione.
In pratica, si vuole che il motore faccia uscire prima i risultati che contengono nel titolo la keyword ricercata e poi quelli che la contengono nella descrizione.
La soluzione di Maurizio è interessante e va bookmarkata, per averla pronta all'occorrenza.
Anch'io spesso ho avuto la tentazione di pensare a questo metodo, ma ora tento di risolvere la questione in altro modo: di solito sconsiglio questo approccio.
Non sono un profondo conoscitore di algoritmi di ricerca, pur avendo realizzato alcuni motori, ma sono un empirico, quindi mi baso sull' esperienza.
Le cose principali che ho imparato nel tempo sono le seguenti:
1. Non posso decidere al posto dell'utente
Non posso sapere a priori se e come un utente ha l'esigenza di ricercare una parola all'interno di un database. Non posso sapere se lui darebbe più peso a quella parola in base al fatto che appaia nel titolo piuttosto che nella descrizione.
Questo è un corollario della regola base su internet: il filtro è sempre l'utente, a lui spetta la scelta finale e ogni tentativo di sostituirsi all'utente è vano.
2. Non esiste un'algoritmo perfetto
La ricerca di un algoritmo perfetto è una battaglia persa. Cercando con diversi algoritmi le 100 keywords più ricercate nel vostro sito noterete che ci sono dei casi particolari per cui gli accorgimenti che avete adottato per migliorare i criteri di ricerca creano dei comportamenti inaspettati. Non c'è soluzione a questo problema, la perfezione non la fa nemmeno Google.
3. Il "miglior risultato" deve essere contenuto nei primi 10
La Google rulez garantisce una possibilità di errore senza impazzire troppo. Se i primi risultati non soddisfano pienamente, c'è la possibilità che comunque uno dei primi 10 risultati sia esattamente quello che si aspetta l'utente o che ci arrivi molto vicino.
4. Il motore di ricerca non è la soluzione totale
Se il risultato perfetto è una chimera, è però possibile che quello che ho trovato sia molto vicino a quello che cerco. Quando consulto un contenuto e trovo che non è esattamente quello che cerco, la ricerca deve poter continuare: un meccanismo di risultati correlati è un buon approccio per far avvicinare l'utente al suo obiettivo.
Gli ultimi due punti aiutano a capire che in realtà l'importante è avvicinare l'utente a quello che cerca. L'utente deve avere sempre la percezione di avvicinarsi al suo obiettivo. Il resto -secondo me- è pura accademia.
Per concludere, segnalo la ricerca fulltext di MySQL: applicata a tutti i campi di un database (titolo, keywords, descrizione, testo, categorie, ecc) è un'ottima ed economica soluzione di facile implementazione.
Le possibilità che offre sono molto varie e in futuro sono in programma nuove interessanti features.
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