Sunday, September 30. 2007
Dopo la partita di ieri, uno scozzese triste mi ha fatto i complimenti perchè meritavamo di vincere noi. Dura deglutire con la bocca secca, perchè la birra era finita da tempo e gli ultimi minuti li ho passati a stritolare il bicchiere vuoto.
Però è giusto dire che abbiamo perso per imprecisione, contro un cecchino implacabile, contro una squadra che non ha fatto una meta. E abbiamo dominato il gioco, il campo era nostro. Nel rugby spesso questo significa che in qualche modo non sei stato sconfitto e puoi uscire dal campo a testa alta.
Detto questo, ringrazio Troncon, di cui non devo dire nulla che non abbia già detto. Se non che ormai Troncon è l'Italia del rugby e noi siamo Troncon. Il suo più grande successo è stato trascinare in mischia anche noi.
Troncon ha finito la carriera ieri sera, dopo 101 partite in nazionale e con una meta che mi ha fatto toccare il soffitto. Resterà sempre un riferimento, per il rugby e per lo sport in genere, per tutto quello che ha insegnato, nel campo è fuori.
"Giocare a rugby è così bello che non ci sono cose brutte, nemmeno le sconfitte"
Ciao vecio, grassie!
Monday, July 10. 2006
 Nonostante i buoni propositi, non ce l'ho fatta. Alla fine ho guardato tutte le partite, lo ammetto. Mi sono incazzato, ho goduto come uno scemo, ho avuto la tachicardia con la Germania, ho sonnacchiato tutta la finale aspettando i rigori e poi ho attraversato Roma in scooter, clacsonato per tutta la strada e ballato all'Alberone, dove un gruppo di afro-italiani teneva in ostaggio l'incrocio con bonghi e ritmi ubriacanti.
Poi sono andato a letto, finalmente contento, alla fine tutti i conti sono tornati. Ma manca qualcosa, mi sento ancora troppo poco appagato, in realtà gli ultimi 20 anni meritavamo di più. Ci siamo solo ripresi qualcosa che ci hanno tolto, o che ci era sfuggito di poco. Per questo ho festeggiato moderatamente.
Seguono altre considerazioni.
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Tuesday, June 13. 2006
Grande Italia del rugby, che ieri ha piallato il Giappone. Tra le altre, un paio di mete di Bergamasco, mio idolo personale di quest'anno. Ma sabato c'è il match -quello vero- con le Fiji, le isolette dove uno su due gioca a rugby, sarà durissima.
Come dici? Sabato c'è Italia-USA? Pensavi parlassi di calcio? Mah. Capiamoci, i ragazzotti di stasera dovevano farne almeno 5 di reti, non catenacciare tutto il secondo tempo come al solito. Per dire, dopo l'uscita di Toni ho contato 9 difensori con la maglia azzurra. Brera sorriderebbe. Che se non ci pensava un errore di quel povero cristo, avevamo vinto di misura.
Friday, June 9. 2006
Sale la febbre per i campionati mondiali. Manca ancora un anno e poco più, ma ce la faremo ad aspettare, sperando che almeno questo sport rimanga intatto.
Intanto seguo le istruzioni di Ludo, utili anche perchè domenica sarò ad un matrimonio e non potrò seguire il test match col Giappone.
Per recuperare, domani cercherò di andare allo stadio dei marmi (ci saranno anche i tuttineri) e per il prossimo 6nations penso al Tempio: formiamo un gruppetto in trasferta?
ps: i mondiali, quelli della palla tonda (banale), quelli in terra-ti-ghermania, li seguirò, forse. Ma è uno sport che mi fa incazzare, mi intristisce, mi svoglia, farei volentieri a meno. Se solo qualcuno dei ragazzotti in trasferta avesse solo un decimo della grinta -non dico le palle- di un Troncon...
Monday, February 20. 2006
Il braccio sinistro di Dio è tornato in azione e mio fratello l'ha visto.
Una cosa eccezionale, stando a quanto mi ha raccontato.
Parlando di braccio sinistro, mi sovviene la man de dios che gli inglesi si ricordano bene. E di conseguenza mi trovo a pensare ad uno sport minore e superato, il calcio.
Insomma, uno si fa in quattro per costruire una squadra attorno al numero 10. E questo, a pochi mesi dal mondiale, si rompe una gamba.
Ora, noi che abbiamo sudato e goduto la notte di Madrid. Noi delle notti magiche svanite nel nulla (magiche, appunto). Noi che abbiamo poi sofferto cose indicibili, tipo il rigore alto di Baggio, il gol di Wiltord, il fischietto di Moreno, ecc ecc.
Dico, noi che ne abbiamo passate di tutti i colori. Noi, come dovremo chiamarla, questa? Sfiga? Va beh che siamo abituati a stare in ansia per 90 minuti, ma così mi sembra un po' troppo.
Scusate la parentesi, torno a pregare il dio degli wood spoons.
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