Sono già 2 volte che bookmarko i post di Paolo. Quindi passo a confutare.
Riguardo alla discussione sui
grassetti di Beppe Grillo, da qualche giorno ho iniziato a meditare seriamente sui grassetti che uso ampiamente nel mio blog. L'idea è di rendere più leggibile quello che scrivo, perchè
l'utente non legge, ma tende a "scansionare" la pagina, come ci insegna l'
amico Giacobbe.
Detto questo, credo che sia giusto distinguere l'uso dei bold a fini di usabilità e l'uso che definirei "eclettico".
Il blog è personale e questo si vede anche dallo stile di scrittura. Ai miei clienti consiglio un uso sapiente del bold, per evidenziare una parte importante del testo, eventuali parole chiave, per aumentare la leggibilità e la fruizione del contenuto.
Direi che i bold aiutano ad individuare i microcontenuti all'interno del testo (sottotitoli, parole chiave, ecc), ma
non devono
essere usati a
casaccio.
Forse Grillo è stato consigliato male?
La
seconda osservazione di Paolo, secondo la quale
"i blog sono blog anche senza commenti", mi ha lasciato perplesso per qualche giorno.
A me piace commentare i post, per avere un contatto diretto, più personale, con quelli che leggo. E amo ricevere commenti, ovviamente.
Però a volte, specie ultimamente, trovo più utile esporre le cose in un post e linkare il mio interlocutore attraverso un trackback (che non a tutti funzionano, ahi ahi). Anche perchè
è difficile seguire i commenti, mentre è più facile rimanere aggiornati sui post di chi leggiamo, attraverso i feed rss.
In pratica, è più semplice creare
relazioni editoriali basate sui post, le
pillole di conoscenza che vengono distribuite così efficentemente in rete, piuttosto che sui commenti.
Insomma, commenti o meno, è un modo diverso di interagire, ma sempre valido. Ora la domanda è:
chi glielo dice a Luttazzi?
Beh, grazie a Paolo, che mi dà di che meditare. Gli devo da bere, come minimo!