Paolo Valdemarin mi attira in una discussione da cui è difficile sottrarsi, perchè mi
tocca sul vivo (i
skei).
Devo dire che concordo con lui sulla nostra pigrizia a tirar fuori il portafogli, salvo che per i
valori nazionali, ovvero
telefonino e calcio. Ma c'è sempre un
ma.
Se andare a un convegno è un
investimento diretto per il tuo lavoro, sei anche disposto a spenderci perchè lo puoi considerare un
costo di formazione. Se sei un giornalista e/o te lo paga l'azienda non discutiamo nemmeno.
Ma nel mio caso non è proprio un investimento diretto e l'azienda non mi da nemmeno le ferie per andarci, figuriamoci pagarmi l'ingresso. Quindi per me andare a Les Blog è
uno sfizio che costa quanto un mac mini.
Duro il mondo dei consulenti, se non navighi nell'oro. Ma non sono il solo in questa situazione, difatti a Parigi si sono iscritti
pochi italiani. E al Webdays,
gratuito, c'erano qualche decina di persone ad ascoltare De Kerckhove.
Diverso è il discorso dei servizi in Italia. Su questo concordo totalmente con Paolo, specialmente se compariamo quello che spendono gli italiani giornalmente per
mandare sms, scaricarsi
suonerie inutili o per guardarsi le
partite di calcio.
Purtroppo internet in Italia è visto ancora come un media gratuito oppure come quel posto dove ti
fregano i soldi con i dialer: figuriamoci se la gente oggi è propensa a spendere 5-10 euro al mese per un servizio...