Thursday, July 5. 2007
Enrico di EdTv parte dal livello di fiducia che gli utenti danno al blog come fonte di informazione (80%) e analizza il comportamento dei suoi utenti a proposito di un ipotetico "effetto Corona". Quindi arriva alla seguente conclusione:
Io sono un prolungamento dell’immaginario televisivo. Sono l’ambiente digitale dove prolungare il servizio di Lucignolo e mantenere viva l’agenda setting del Caso Corona.
Ne avevo parlato qualche tempo fa, interpretando a naso i meme di BlogBabel.
La cosa interessante è che a questo punto possiamo osservare che non esistono due sfere di informazione disgiunte e contrapposte, cioè i mainstream media e i blog. Forse semplicemente il sistema dell'informazione è completamente cambiato.
Corollario: il web è la piattaforma dove avviene la discussione delle notizie lanciate dai mainstream media.
Come una volta il bar, oggi c'è la piazza globale. Welcome, dude.
ps: rileggendomi, mi sono accordo che però queste idee contrastano con un mio post di un paio d'anni fa. Ecco, per come sono incline al cambiamento, questa cosa non mi dispiace per niente, anzi.
Friday, May 12. 2006
Io invece mi sono appassionato a leggere le intercettazioni sul calcio. Un momento di verità in uno sport finto: finalmente qualche torbido intrigo alla Ellroy, voci umane, frasi vere.
Amo leggere di calcio, ma non guardarlo. Ormai non mi affascina più. Leggo di calcio per leggere altro, storie di vita per esempio. Soriano, per dire, il più grande. Ma anche il nostro Ezio Vendrame che oggi allena i bambini e scrive libri.
Ho appena finito Figli di un Rio minore, forse il migliore libro italiano sul calcio, dove il calcio è solo un pretesto per parlare di altro. Dopo Brera, si contano sulle dita di una mano.
Uno è Gianni Mura: il suo meglio, Sette giorni di cattivi pensieri la domenica su Repubblica, non appare mai in rete e forse è meglio così. Oggi in libreria sono inciampato sulla sua prefazione a Il sogno di Futbolandia e ho dovuto comprarlo.
Finirà male tutta sta storia. Speriamo. Magari qualcuno spegne la tv e inizia a leggere.
Parto per il friùl, ci si rilegge con calma. Mandi
Thursday, May 11. 2006
Dopo le poche anticipazioni sul mio blog, arriva la rivelazione.
Thursday, May 4. 2006
Paolo Rumiz, giornalista di Repubblica, vive a Trieste. Ogni anno compie dei viaggi estivi che diventano esperienze di vita. I suoi reportage mi hanno sempre fatto sognare, anche se possono sembrare semplici: per me viaggiare è una condizione mentale. Per questo gli ho chiesto una piccola intervista per il mio blog, che trovate di seguito e che svela qualcosa del prossimo viaggio che farà in agosto. Ringrazio Paolo per la cortesia e la simpatia.
Dove andrai esattamente quest'anno non puoi dircelo. Cos'altro puoi dire per farci bollire nell'attesa?
Sto pensando ad un viaggio italiano, un po' più leggero rispetto a quello dell'anno scorso che è stato molto impegnativo. Specie per la scrittura: è stato un racconto che ha legato assieme dei luoghi particolari e ho speso molta energia, tanto che alla fine avrei avuto bisogno di una vacanza!
Vorrei tornare a fare un viaggio lento, perchè l'Italia è un paese che si vede meglio viaggiando lenti. Quest'anno penso che andrò un po' a cercare l'Italia arcana, la pancia del paese, luoghi fuori rotta. Vorrei "ubricarmi di curve": l'Italia è un gomitolo di strade, che se lo distendi è lungo come la Cina. Non credo che farò le grandi città, solo nomi sconosciuti.
Che tipo di lettori hai? Quanti giovani leggono i tuoi reportage di viaggio?
Di solito capisco i lettori in base alle email che ricevo. Il viaggio dell'anno scorso pensavamo avrebbe interessato soprattutto i religiosi, ma invece è stato letto tantissimo anche dai laici. Il viaggio che ha avuto più successo tra i giovani è stato quello in treno. Mi hanno scritto perfino dei ragazzi di 13 anni dicendomi che sognavano di fare un viaggio simile.
Quanto usi internet per organizzare un viaggio e gestire i tuoi contatti?
Sicuramente meno di quello che potrei. In genere mi muovo attraverso una catena di contatti tradizionali. Li chiamo "presidi della memoria di un racconto". Negli anni ho collezionato talmente tanti contatti che sono arrivato al limite, per cui passo molto tempo a gestirli. E, preferendo fare da solo il lavoro, devo in qualche modo limitarli.
Sono arrivato al punto in cui ho quasi paura di conoscere altra gente. E un po' mi dispiace, perchè in italia c'è tantissima bella gente che ha ancora il senso della cosa pubblica e crede in una società aperta. Poi ci sono quelli che credono solo nella loro tribù, sono chiusi nel loro maso. Sono due italie che convivono assieme, come ho potuto vedere da vicino nel viaggio fatto in treno.
La Montalcini nel suo ultimo libro definisce i giovani come i "nuovi magellani" sulle vie di internet. Cosa consigli a un giovane viaggiatore?
Difficile diventare adulti se non si fa un viaggio da soli. È un modo per superare la paura dell'altro e anche di se stessi, in cui ci si trova a fronteggiare la nostalgia, si arriva alla riscoperta delle radici. Finchè non fai un viaggio da solo non impari a rapportarti con gli altri: chi si presenta da solo è più inerme, ma viene anche accolto meglio dalle persone che si incontrano.
Bibliografia di contorno:
- Gerusalemme perduta di Monika Bulaj e Paolo Rumiz
- La polvere del mondo di Bouvier Nicolas
- In Afghanistan di Rory Stewart
Friday, March 24. 2006
Una volta mi armavo di Yashica o Canon EOS e facevo le foto alle manifestazioni. Poi è arrivato il digitale. Le foto delle manifestazioni francesi degli ultimi giorni. Alcune sono veramente spaziali.

Lancio di molotov candelotto incendiario (?). Il circolo dei fotografi d'azione parigini ringrazia.

Poliziotti illuminati da una macchina incendiata.
Tutto questo via Flickr, ormai lo specchio digitale del mondo.
Per dire che ormai i media sono completamente cambiati, perchè queste foto una volta le avevano solo le agenzie di stampa. Forse siamo arrivati al paradosso che ci sono quasi più fotoreporter digitali che manifestanti.
Così ognuno può dire di esserci stato. E noi possiamo farci un'idea di quello che è successo veramente, senza troppi filtri.
Le foto delle manifestazioni italiane un'altra volta, quando avrò superato lo shock del salvataggio del mio scooter, sabato scorso in via Cavour.
Technorati: citizen journalism
Thursday, March 2. 2006
Paolo annuncia l'apertura del blog di Nòva24, in cui evidentemente ha messo lo zampino
Da quel che si vede sarà un blog collettivo (con nomi di tutto rispetto) e pieno di *cast. Ne parla anche Mauro Lupi. Forse è la prima volta che un giornale di peso apre un blog per gestire la comunicazione su internet.
Sono molto incuriosito dall'uso che ne faranno e ho già sottoscritto i feed rss. A proposito, segnalo una piccola stranezza: BlogLines non riconosce automaticamente i feed rss. Misteri di typepad?
Technorati: nova24
Thursday, January 12. 2006
Siccome i cents mi stanno a cuore, segnalo questo istruttivo post di Mantellini.
Cose già note e che in Italia non scandalizzano molto di più di un caffè da 1 euro e 10 cents o dei bagni della stazione Termini a 70 centesimi.
Già. Se siete in stazione Termini a Roma e vi scappa, sappiate che fare la pipì costa 70 cents. Dopo esservi ripresi dalla sorpresa, potete fare come me: andare al bar, chiedere che vi cambino 10 euro (sempre stringendo le gambine) e scoprire che Grandi Stazioni SpA (*) stampa un simpatico pamplet patinato che distribuisce gratuitamente in tutti i negozi del zentro commezial Roma Termini.
 Che abbiano preso i fondi anche loro? D'altronde il titolo - "in altri TERMINI, cultura e attualità"- non lascia spazio ai dubbi, così come la foto in copertina indica il chiaro intento culturale. Certo, come utente preferisco non pagare i bagni pubblici e avere una rivista inutile in meno. Ma sono un sognatore, lo so.
Non ne avete abbastanza? Continuo.
Il venerdì di Repubblica della scorsa settimana riportava un trafiletto di Curzio Maltese, il quale fa presente che ogni anno vanno a vedere teatro 12 milioni di italiani. Più di quelli che vanno negli stadi di serie A. Peccato che il teatro veda sempre meno sovvenzioni statali (mi dicono che hanno tagliato ormai gli ultimi fondi), mentre per i decoder e il digitale terrestre vengono fatte leggi ad hoc e conseguenti finanziamenti.
Allegri amici! Comunque vada, il 10 aprile non sarà cambiato niente.
Forse dobbiamo iniziare a cambiare noi, cavolo, ed incazzarci un po' di più, anche per pochi cents.
(*) rel=nofollow, causa intro in flash
Friday, December 9. 2005
Ho letto saltuariamente Nova24, l'inserto tecnologico del giovedì del sole24ore, uscito qualche settimana fa.
Considerato gli sforzi per diventare un giornale aperto al mondo dei blogger, direi che come prima cosa... gli manca il sito. Infatti non sono ancora riuscito a trovarlo (qualcuno mi aiuta?).
Visto che il progetto era partito con buone intenzioni, tento di dare un paio di idee, aggratis, ai ragazzi della redazione.
Rendere scaricabili gli articoli (magari dal giorno dopo)
La vita degli articoli sarebbe più lunga (come la fantomatica coda) e soprattutto ci sarebbe qualcosa a cui linkare. (In realtà era stato già proposto da Giuseppe Granieri.)
Aprire un wiki
Dove mettere le anticipazioni degli articoli e dove gli utenti possano pasticciare le loro idee, mischiarle con quelle dei giornalisti, fornire spunti e riflessioni.
Ogni tanto
Leggersi technorati e nova24
Ne ho altre di idee, ma per ora basta e avanza.
Ce la faranno i nostri eroi? Buona fortuna.
A cura dell'osservatorio Weinberger
"I blog sono scritti dagli autori con la loro voce, mentre le scuole di giornalismo insegnano a parlare tutti allo stesso modo. I giornalisti, si dice in quelle scuole, non devono lasciarsi coinvolgere dalle storie che raccontano e si devono limitare a riferire i fatti. [...] Il risultato è che molti articoli sono noiosi. I blog non lo sono. Sono pieni di passione e di punti di vista. [...] Bene o male, internet e i blog finiranno col fare apparire la voce professionale dei giornalisti come un suono primo di umanità."
David Weinberger oggi su Nova24, a proposito del rapporto tra blogger e giornalisti.
Technorati: nova24
Sunday, November 27. 2005
idee per un regalo di natale
Paolo Rumiz mi segnala che il 2 dicembre uscirà il suo libro del viaggio-reportage verso Gerusalemme, fatto assieme a Monika Bulaj, di cui potremmo ammirare finalmente le foto grandi. Il testo è stato anche riveduto e ampliato rispetto a quello apparso sulle pagine di Repubblica.
Un must per tutti i viaggiatori.
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