Monday, July 10. 2006
 Nonostante i buoni propositi, non ce l'ho fatta. Alla fine ho guardato tutte le partite, lo ammetto. Mi sono incazzato, ho goduto come uno scemo, ho avuto la tachicardia con la Germania, ho sonnacchiato tutta la finale aspettando i rigori e poi ho attraversato Roma in scooter, clacsonato per tutta la strada e ballato all'Alberone, dove un gruppo di afro-italiani teneva in ostaggio l'incrocio con bonghi e ritmi ubriacanti.
Poi sono andato a letto, finalmente contento, alla fine tutti i conti sono tornati. Ma manca qualcosa, mi sento ancora troppo poco appagato, in realtà gli ultimi 20 anni meritavamo di più. Ci siamo solo ripresi qualcosa che ci hanno tolto, o che ci era sfuggito di poco. Per questo ho festeggiato moderatamente.
Seguono altre considerazioni.
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Tuesday, June 13. 2006
Grande Italia del rugby, che ieri ha piallato il Giappone. Tra le altre, un paio di mete di Bergamasco, mio idolo personale di quest'anno. Ma sabato c'è il match -quello vero- con le Fiji, le isolette dove uno su due gioca a rugby, sarà durissima.
Come dici? Sabato c'è Italia-USA? Pensavi parlassi di calcio? Mah. Capiamoci, i ragazzotti di stasera dovevano farne almeno 5 di reti, non catenacciare tutto il secondo tempo come al solito. Per dire, dopo l'uscita di Toni ho contato 9 difensori con la maglia azzurra. Brera sorriderebbe. Che se non ci pensava un errore di quel povero cristo, avevamo vinto di misura.
Friday, June 9. 2006
Sale la febbre per i campionati mondiali. Manca ancora un anno e poco più, ma ce la faremo ad aspettare, sperando che almeno questo sport rimanga intatto.
Intanto seguo le istruzioni di Ludo, utili anche perchè domenica sarò ad un matrimonio e non potrò seguire il test match col Giappone.
Per recuperare, domani cercherò di andare allo stadio dei marmi (ci saranno anche i tuttineri) e per il prossimo 6nations penso al Tempio: formiamo un gruppetto in trasferta?
ps: i mondiali, quelli della palla tonda (banale), quelli in terra-ti-ghermania, li seguirò, forse. Ma è uno sport che mi fa incazzare, mi intristisce, mi svoglia, farei volentieri a meno. Se solo qualcuno dei ragazzotti in trasferta avesse solo un decimo della grinta -non dico le palle- di un Troncon...
Friday, May 12. 2006
Io invece mi sono appassionato a leggere le intercettazioni sul calcio. Un momento di verità in uno sport finto: finalmente qualche torbido intrigo alla Ellroy, voci umane, frasi vere.
Amo leggere di calcio, ma non guardarlo. Ormai non mi affascina più. Leggo di calcio per leggere altro, storie di vita per esempio. Soriano, per dire, il più grande. Ma anche il nostro Ezio Vendrame che oggi allena i bambini e scrive libri.
Ho appena finito Figli di un Rio minore, forse il migliore libro italiano sul calcio, dove il calcio è solo un pretesto per parlare di altro. Dopo Brera, si contano sulle dita di una mano.
Uno è Gianni Mura: il suo meglio, Sette giorni di cattivi pensieri la domenica su Repubblica, non appare mai in rete e forse è meglio così. Oggi in libreria sono inciampato sulla sua prefazione a Il sogno di Futbolandia e ho dovuto comprarlo.
Finirà male tutta sta storia. Speriamo. Magari qualcuno spegne la tv e inizia a leggere.
Parto per il friùl, ci si rilegge con calma. Mandi
Monday, February 20. 2006
Il braccio sinistro di Dio è tornato in azione e mio fratello l'ha visto.
Una cosa eccezionale, stando a quanto mi ha raccontato.
Parlando di braccio sinistro, mi sovviene la man de dios che gli inglesi si ricordano bene. E di conseguenza mi trovo a pensare ad uno sport minore e superato, il calcio.
Insomma, uno si fa in quattro per costruire una squadra attorno al numero 10. E questo, a pochi mesi dal mondiale, si rompe una gamba.
Ora, noi che abbiamo sudato e goduto la notte di Madrid. Noi delle notti magiche svanite nel nulla (magiche, appunto). Noi che abbiamo poi sofferto cose indicibili, tipo il rigore alto di Baggio, il gol di Wiltord, il fischietto di Moreno, ecc ecc.
Dico, noi che ne abbiamo passate di tutti i colori. Noi, come dovremo chiamarla, questa? Sfiga? Va beh che siamo abituati a stare in ansia per 90 minuti, ma così mi sembra un po' troppo.
Scusate la parentesi, torno a pregare il dio degli wood spoons.
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