Monday, November 19. 2007
Un post di Cre8pc si chiede se possano ancora coesistere i forum in una rete ormai orientata ai social network.
Da anni sento direi che i forum sono morti, che sono web 1.0, ecc. La verità è che i forum sono vivi e vegeti e lo confermano le esperienze e il traffico di Studenti.it (mia ex azienda, ndb), di Html.it, di HW Upgrade, Taverniti, ecc.
Quindi, come dire... Visti anche i numeri (e gli accessi) dei blog italiani, fino a che non avremo tutti il nostro blog e non avremo strumenti molto avanzati per tracciare e ricercare le discussioni, dubito che i forum siano morti. Anzi.
Thursday, July 5. 2007
Enrico di EdTv parte dal livello di fiducia che gli utenti danno al blog come fonte di informazione (80%) e analizza il comportamento dei suoi utenti a proposito di un ipotetico "effetto Corona". Quindi arriva alla seguente conclusione:
Io sono un prolungamento dell’immaginario televisivo. Sono l’ambiente digitale dove prolungare il servizio di Lucignolo e mantenere viva l’agenda setting del Caso Corona.
Ne avevo parlato qualche tempo fa, interpretando a naso i meme di BlogBabel.
La cosa interessante è che a questo punto possiamo osservare che non esistono due sfere di informazione disgiunte e contrapposte, cioè i mainstream media e i blog. Forse semplicemente il sistema dell'informazione è completamente cambiato.
Corollario: il web è la piattaforma dove avviene la discussione delle notizie lanciate dai mainstream media.
Come una volta il bar, oggi c'è la piazza globale. Welcome, dude.
ps: rileggendomi, mi sono accordo che però queste idee contrastano con un mio post di un paio d'anni fa. Ecco, per come sono incline al cambiamento, questa cosa non mi dispiace per niente, anzi.
Friday, June 22. 2007
Finalmente possiamo dare un'occhiata alla prima indagine sui blog in Italia, a cui anch'io ho partecipato come blog-cavia.
Di seguito un video pazzesco delle perle migliori.
A quanto pare stasera saranno pubblicati tutti i dati. I dati sono online! Adesso me li studio, poi ti saprò dire cosa ne penso.
Wednesday, May 30. 2007
Oggi è stato lanciata ICTv.it, video-pillole on demand che spiegano il web, ma non solo. Lo ha annunciato Massimiliano Valente su Edit, il blog di Html.it. Ho fatto a Massimiliano alcune domande, a cui ha gentilmente risposto.
Ciao Massimiliano, potresti iniziare a dirmi in due parole come è nata l'idea e quali sono gli obiettivi di ictv.it.
ICTv è un'idea nata da una necessità: comunicare contenuti del network di HTML.it in formato multimediale, in particolare video. Inizialmente avevamo pensato a video da inserire nel flusso dei contenuti testuali, ma poi, capendo le potenzialità del mezzo, abbiamo deciso di intraprendere la strada del sito autonomo, che fosse allo stesso tempo anche la piattaforma multimediale di tutti i siti del network.
Per l'utente quale pensi sarà la differenza tra "corso testuale" e video? Perchè uno dovrebbe scegliere di guardare i video?
L'obiettivo non è di tradurre in formato video ciò che attualmente è testuale. Per il 98% dei contenuti di HTML.it (guide e articoli tecnici in particolare) sarebbe inutile, se non addirittura controproducente. Vogliamo creare nuovi contenuti, come le coperture di eventi e le interviste, ed estrapolare dai nostri siti quelli che meglio si adattano al formato multimediale. Le prove software per esempio. Ma anche le prove prodotto (cellulari, macchine fotografiche digitali, notebook ecc.). Quando si parla di tecnologia in video (specie via web, ndb), si corre il rischio di risultare prolissi o eccessivamente didascalici. E si paga con lo scarso interesse degli utenti.
Interessante... ("sospensione" alla Turani, ndb)
Se ci pensi, non esistono format televisi di tecnologia vincenti, perchè si parla ad un'utenza indefinita. Invece noi dobbiamo avere chiaro a chi parliamo.
Giusto. Cambiamo prospettiva. Rispetto a youtube... A mio avviso la "tv on demand" su internet è un'impresa ardua: il format è difficile da trovare, ancora non c'è niente di definito. Cos'è che ti fa pensare di essere sulla strada giusta?
Youtube ha aperto la strada. Ha sdoganato il video, rendendolo "normale". Però ha un limite: la qualità. Io non penso di competere sui numeri, sui volumi di utenti, ma sulla qualità sì. In edicola non esiste una rivista come HTML.it, e quelle 2-3 in qualche modo assimilabili vendono poco. Eppure HTML.it sul Web è uno dei primi siti in ambiti ICT. Questo vuol dire che l'utenza Web è diversa da quella normale. Ha esigenze differenti. ICTv vuole intercettare l'interesse degli utenti on line per la tencologia. Questo interesse certamente esiste e attende, me lo dice l'esperienza. Dobbiamo perciò trovare il giusto... contenitore. Oltre che la già citata qualità.
Forse il video è anche uno strumento che in maniera semplice può fare avvicinare alla tecnologia anche i meno portati. Questo dipende appunto molto dal formato. Ma, come dicevi prima, bisogna sempre tener conto anche del pubblico medio a cui vado a parlare. Come vi siete orientati su questo?
Abbiamo cercato l'equilibrio di interesse tra i nostri utenti "tradizionali" (i web developer), un profilo business e finalmente l'utenza consumer. Da qui la creazione di format orientati ai differenti target come, per esempio, i video scherzosi sulle classifica delle 5 cose che ci vengono in mente e che riguardano Internet e l'informatica (al momento on line ci sono i 5 motivi per passare a Mac). Contestulamente, le prove software e gli approfondimenti sono rivolti ad un'utenza più professionale. Su ICTv ognuno dei tre profili dovrebbe poter trovare il suo contenuto. I file di log ed i feedback degli utenti diranno se ci siamo riusciti.
Ultima domanda. Tempo fa mi dicevi che "lurki" (leggi di nascosto, ndr) alcuni blog. Oggi hai scritto in prima persona il post su Edit per lanciare ICTv, adesso rilasci un'intervista che metterò sul mio blog. Insomma, tra poco si parlerà spesso di te, che sei sempre stato un po' nascosto dietro il marchio Html.it. Non credi che il "metterci la faccia" sia il vero passaggio obbligato per molte aziende che oggi vogliono stare su web? Tu perchè l'hai fatto? Ma soprattutto, scriverai ancora su Edit oppure aprirai un tuo blog?
Non nascondo di essere persona caratterialmente schiva. Eppure in qualche modo si è "costretti" a comunicare. L'ideale piedistallo sul quale un tempo ci si poteva issare guardando gli altri con sufficienza è stato buttato giù a picconate dal Web. Il forum di HTML.it è aperto da 9 anni, e non c'è stata iniziativa che abbiamo preso che non sia passata al vaglio dei nostri utenti. Aprire un mio blog? Su Edit già scrivono persone molto più competenti di me. Ma da un po' di tempo credo che sia arrivato il momento di pianificare seriamente un corporate blog di HTML.it. Cosa che, tra l'altro, viene caldeggiata da chi lavora qui.
Grazie Massimiliano, alla prossima!
Detto questo, tiro un paio di conclusioni. Ah, quello che scrive è Alberto. Tanto per esser chiari, mi assumo la responsabilità di quel che dico
La definizione web tv, che molti hanno dato al nuovo prodotto editoriale, mi puzza un po' di bolla, almeno quanto il termine web 2.0. Sulla web tv, qualunque cosa sia, ho sempre pensato che tentare di replicare la tv su web sia una cazzata, anche perchè il mezzo è diverso. In particolare, credo che su web il palinsesto non funzioni.
Invece, questa di ICTv è una sperimentazione senza falsi entusiasmi, che però ha degli obiettivi che mi paiono alla portata. Magari con qualche aggiustamento, può diventare una piattaforma interessante per il mondo ICT italiano.
Con queste ultime considerazioni, spero di aver risposto anche a Lele.
Thursday, May 17. 2007
Dopo i post di Gaspar e Lele, ho deciso di fare outing.
Lele deve avermi inserito nella lista, perchè qualche giorno fa mi è arrivata una mail di Cisco che mi invitava al loro aperitivo. Per formazione culturale ho una certa difficoltà a rifiutare un invito a bere, però ho semplicemente declinato l'invito. Non ho postato, non ho sollevato polemiche.
Premetto che qualunque azienda può organizzare aperitivi e invitare chi vuole. La lista viene fatta da alcune persone, che spesso invitano amici, conoscenti o persone ritenute interessanti. Siamo in Italia, by the way, dove tutto funziona a contatti personali. Inevitabilmente resta fuori qualcuno, visto che grossa parte dei professionisti ict italiani non ha (ancora) un blog.
Magari però sarebbe il caso di smetterla di dire "invito 100 blogger". Invitate chi vi pare, ma non chiamateli blogger. Tra qualche anno - ho letto- il blog sarà una commodity come il telefonino e non si faranno più tante storie. Negli anni 80 chi aveva il telefonino era un alieno, oggi nessuno dice più "sono un cellularizzato".
Riferirsi ai blogger come gli esperti di riferimento per internet solo perchè ne parlano, è come pensare che siamo tutti allenatori solo perchè parliamo sempre di calcio. Tra gli invitati, molti come me lavorano su web da anni, altri invece sono probabilmente semplici appassionati. C'è una certa differenza, credo. Al di là del fatto che "è sempre interessante parlare con una persona intelligente", motivo per cui i barcamp proliferano.
A chi invece si sente escluso (il post fa schiantare, comunque) dico che in un paese come l'Italia, dove ti senti escluso per diritto di nascita, il blog è un potente strumento per comunicare quello che fai. E per crearti un tuo network, che non è necessariamente quello degli altri o quello di Lele o di Cisco.
Il blog è un mezzo, non quello che sei.
Monday, May 14. 2007
Da qualche giorno, in homepage su BlogBabel c'è una lista dei link di cui si parla tra i blog. La cosa che ho notato da subito è che una buona percentuale (30-40%) dei meme principali parte da articoli di Repubblica, Corriere, Grillo (ormai assunto a mainstream media) e qualche blogger famoso.
E se avessimo possibilità di allungare la timeline o vedere l'archivio giornaliero/settimanale dei meme (speta che pingo Ludo), mi sa che emergono ancora più pesantemente i grossi giornali online.
Come dire, i blog parlano parlano, ma alla fine sempre di quello che decidono i grossi si va a parlare. O, per vederla in un'altra maniera, i temi del giorno, l'agenda delle discussioni online è inevitabilmente e costantemente influenzata dai mainstream.
Certo, qualche blogger come Quintarelli ha la capacità di influire sull'agenda, il che è un risultato notevole. E rimane sempre un 60-70% di discussioni che non sono influenzate dai mainstream media, che è un secondo risultato notevole. O no?
Ma soprattutto, tra blogger e mainstream, non mi pare di vedere spesso altri siti di informazione. Dove sono finiti Libero, Excite, ecc? Non se li fila nessuno?
Tuesday, May 8. 2007
Segnalo anch'io The definitive guide to semantic markup (via Fulciniti@html.it), ottima reference per i professionisti dell'ottimizzazione dei blog.
L'autore è un grande esperto di ottimizzazione per Wordpress: ha sviluppato il tema Cutline che ha portato il suo blog ad un incremento del traffico sul proprio blog di ben 5 volte, grazie alle ottimizzazioni SEO.
Una delle cose interessanti è che c'è molta attenzione alla semantica per l'ottimizzazione nei motori di ricerca. Soprattutto, consolida ulteriormente l'idea che il titolo è la cosa più importante in termini SEO e deve essere impostato e valutato attentamente.
Certo, queste ottimizzazioni sono rivolte principalmente a blog professionali, ma sono utili anche per noi comuni mortali.
Detto questo, aggiungo la verifica semantica e l'ottimizzazione per i motori di ricerca ai consigli per il setup di un nuovo blog. Anzi, quasi quasi sposto tutto nel wiki...
Sunday, May 6. 2007
Nicola ha messo online il video girato allo Zenacamp, una specie di talkshow improvvisato in cui facciamo a gara a chi la spara più grossa. Per quanto mi riguarda, mi sono dato parecchio da fare.
Fonte: Nicola Mattina & friends #1
Tutto sommato a me pare sia venuta fuori una simpatica chiacchierata. Vero? Ovviamente, critiche e insulti saranno apprezzati, quanto prontamente censurati
Friday, April 20. 2007
Oggi ho fatto l' installazione e il setup di un nuovo blog e mi sono tenuto traccia delle cose che ho pensato e fatto. Considerato che è stato un esperimento e che alcune cose è difficile descriverle, credo che questo post sarà una specie di work in progress. Con il tuo aiuto, se vuoi, nei commenti.
Strategia
Per prima cosa, quando si vuole aprire un nuovo blog, consiglio di leggere alcuni piccoli consigli strategici. In pratica, si dice, considera bene 3 cose:
- la piattaforma che scegli: se scegli un servizio, verifica che sia possibile esportare tutti i tuoi dati, un giorno potrebbe servirti
- misurazione costante del blog: accessi al sito e posizionamento sui motori di ricerca
- individuare obiettivi del blog eaudience di riferimento: cosa vuoi ottenere dal blog? a chi ti rivolgi?
Comunicazione e informazioni
Velocemente alcune cose su cui ho ragionato:
- titolo e descrizione del blog
- meta informazioni e keywords
- alcune pagine statiche di descrizione (chi siamo, cosa facciamo, ecc)
- definizione del blogroll
- categorie dei post
- definizione del copyright
- politiche moderazione commenti (può servire per business blog)
Setup tecnico (software custom)
- installazione base
- url rewriting (se non è abilitato di default)
- installazione plugin + configurazione
- setup feedburner + configurazione feed rss (redirect 302, autodiscovery)
- setup google analytics + installazione js GA
- layout: scelta layout di base + togliere le cose inutili + test di utilizzo (iterare svariate volte)
- documentazione dei plugin e file modificati, configurazioni, ecc
- configurazione filtri e politiche antispam
- impostazione del backup (!)
Credo che, benchè sia una lista limitata e veloce (in fondo non si tratta di un blog professionale), può essere utile come traccia per chi si appresta ad affrontare questo lavoro.
Molto poi dipende dagli obiettivi e dalla strategia, nonchè dall'esperienza.
Monday, April 16. 2007
In corso l'assemblea degli azionisti Telecom. Ce la racconta live Quintarelli dal suo blog. Mi auguravo che uno come lui ci andasse, se non altro perchè è uno dei pochi in Italia che ha idee serie a proposito di rete e telecomunicazioni.
Un sano live blogging, mentre i mainstream media latitano, raccontando praticamente solo dell'intervento di Grillo. Come quando c'è una crisi di governo e i media si concentrano invece su qualcosa a caso tra calcio e veline.
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