Dopo i post di
Gaspar e
Lele, ho deciso di fare outing.
Lele deve avermi inserito nella lista, perchè qualche giorno fa mi è arrivata una mail di Cisco che mi invitava al loro aperitivo. Per
formazione culturale ho una
certa difficoltà a rifiutare un invito a bere, però ho semplicemente declinato l'invito. Non ho postato, non ho sollevato polemiche.
Premetto che qualunque azienda può organizzare aperitivi e
invitare chi vuole. La lista viene fatta da alcune persone, che spesso invitano amici, conoscenti o persone ritenute interessanti. Siamo in Italia, by the way, dove tutto funziona a contatti personali. Inevitabilmente resta fuori qualcuno, visto che
grossa parte dei professionisti ict italiani non ha (ancora) un blog.
Magari però sarebbe il caso di smetterla di dire "invito 100 blogger".
Invitate chi vi pare, ma non chiamateli blogger. Tra qualche anno -
ho letto-
il blog sarà una commodity come il telefonino e non si faranno più tante storie. Negli anni 80 chi aveva il telefonino era un alieno, oggi nessuno dice più "sono un cellularizzato".
Riferirsi ai
blogger come gli
esperti di riferimento per internet solo perchè ne parlano, è come pensare che siamo tutti allenatori solo perchè parliamo sempre di calcio. Tra gli invitati, molti come me lavorano su web da anni, altri invece sono probabilmente semplici appassionati. C'è una certa differenza, credo. Al di là del fatto che
"è sempre interessante parlare con una persona intelligente", motivo per cui i barcamp proliferano.
A chi invece si
sente escluso (il post fa schiantare, comunque) dico che in un paese come l'Italia, dove
ti senti escluso per diritto di nascita, il blog è un potente strumento per comunicare quello che fai. E per
crearti un tuo network, che non è necessariamente quello degli altri o quello di Lele o di Cisco.
Il blog è un mezzo, non quello che sei.