Wednesday, December 19. 2007
Per i soliti appassionati (ma quest'anno saremo ancora di più), segnalo che è uscito da tempo il calendario del 6nations.
Si può sottoscriverlo su Google cliccando sull'iconcina apposita, oppure cliccando qua per scaricare in formato iCal. Io ho già impostato i reminder via sms/mail
ps: hai voglia di organizzare la trasferta al Millenium Stadium? oppure vieni a Roma a vedere qualche partita? let me know!
Update: i biglietti per il Flaminio sono già tutti finiti, a quanto pare, sia in ricevitoria, che alla Fedarazione... As usual, toccherà inventarsi qualcosa...
Sunday, September 30. 2007
Dopo la partita di ieri, uno scozzese triste mi ha fatto i complimenti perchè meritavamo di vincere noi. Dura deglutire con la bocca secca, perchè la birra era finita da tempo e gli ultimi minuti li ho passati a stritolare il bicchiere vuoto.
Però è giusto dire che abbiamo perso per imprecisione, contro un cecchino implacabile, contro una squadra che non ha fatto una meta. E abbiamo dominato il gioco, il campo era nostro. Nel rugby spesso questo significa che in qualche modo non sei stato sconfitto e puoi uscire dal campo a testa alta.
Detto questo, ringrazio Troncon, di cui non devo dire nulla che non abbia già detto. Se non che ormai Troncon è l'Italia del rugby e noi siamo Troncon. Il suo più grande successo è stato trascinare in mischia anche noi.
Troncon ha finito la carriera ieri sera, dopo 101 partite in nazionale e con una meta che mi ha fatto toccare il soffitto. Resterà sempre un riferimento, per il rugby e per lo sport in genere, per tutto quello che ha insegnato, nel campo è fuori.
"Giocare a rugby è così bello che non ci sono cose brutte, nemmeno le sconfitte"
Ciao vecio, grassie!
Tuesday, May 29. 2007
Dubbi doping a parte, quando questi arrivano sulle montagne, dalle dolomiti verso est, non ce la faccio a trattenermi.
Domenica il tappone dolomitico mi è parso addirittura una cosa fuori dal tempo. Sarà che adoro quelle montagne, ma sono riuscito ad appassionare anche chi non gliene fregava nulla (non era Oli, lei dormiva pacifica).
E domani c'è lo Zoncolan, detto anche il Kaiser. Puro masochismo ciclistico, la salita più dura d'Italia: 1200mt di dislivello in 10km, pendenza max 19%, media dell'11%, manto dissestato. In Friuli non tutte le cose sono perfette. (*)
L'ultima volta (2003) ha vinto Simoni, secondo Garzelli, Pantani quinto, Ottavo Eddy Mazzoleni. Pantani non c'è più, Simoni non è più quello di una volta, Mazzoleni ha già dato molto. Garzelli è in formissima, ha vinto oggi, ma avrà speso molto anche lui. Non so, io tifo Mazzoleni, perchè De Luca è un robot, come Armstrong e Basso prima di lui.
Morale, se potete, domani non perdetevi gli ultimi 10km. Dal meteo vedo tempo nuvoloso. Già è durissima così, ma se piove sarà una carneficina.
(*) Ila nei commenti segnala che il Furlanist (grande Dree!) dice che il manto stradale è stato sistemato per l'occasione. Quindi, cari amici, une buine ocasion par meti in mostre lis bandieris cu li acuilis. Mandi.
Saturday, March 17. 2007
Appurato che vincere a San Patrizio contro gli irlandesi (seppur al Flaminio) è paragonabile a una vittoria della nazionale di calcio americana contro l'Italia a Napoli il giorno di San Gennaro, beh, il sottoscritto ha deciso di correre il rischio. Esco di casa, direzione Flaminio. Voi mortali, invece, su La7 alle 14.30. E dopo tutti a piazza del Popolo.
Monday, March 12. 2007
In curva sud del Flaminio, sugli ultimi gradini, a sorseggiare birra e urlare per 80 minuti. Grazie all'amico che mi ha fatto un regalo inaspettato.
Indescrivibile. Prima vittoria italiana nel 6 Nazioni che vedo dal vivo. Scozia e Galles degli anni scorsi me le sono sciaguratamente perse, tutte le altre volte a prendere botte da orbi e complimentarsi con gli altri. Ma stavolta c'ero, al Flaminio.
Il Flaminio, uno stadio stupendo, sembra una nave colma di emigranti dello sport. Il Flaminio un po' freddino nel primo tempo, una bolgia dantesca nel secondo. All'inizio gli inni composti, poi i canti e i cori, infine gli urli. Il Flaminio con un vento in faccia a noi della curva sud, ma che sospinge un calcio e una volata da 60 metri. Il tifo del Flaminio, che mi vede in mezzo tra le due tifoserie, a gestire anche i rapporti con gli amici Gallesi. Il Flaminio, una coda continua: per entrare, per la birra e per il bagno, dove ci si scambiano opinioni rigorosamente in inglese.
Il Flaminio dove parli con tutti, sei amico di tutti. Il Flaminio dove passi gli ultimi minuti in piedi abbracciato agli altri, perchè non ce la fai più a stare seduto, ma non ti reggi nemmeno da solo. Sarà l'emozione, o la birra. L'ultima meta, in lontananza, la criniera di Mauro, l'ho visto, era lui che schiacciava in meta! Allora urli e salti come un matto, quasi a cadere di sotto.
E poi la difesa finale, sotto la curva sud del Flaminio. Mancano 15 secondi, lo vedo nel tabellone, con un calcio sarebbe pareggio. Invece sono 10 o forse 2, i secondi. Capitano gallese e arbitro inglese, parlano la stessa lingua senza capirsi. O forse è stato uno scherzo del Flaminio, un furbesco raggiro, tipico italiano. Non importa, a rugby conta tutto, si vince con tutto. Il giro di campo finale, al Flaminio, grazie ragazzi, una cosa infinita. Troncon e Parisse, per me i migliori. E Mauro Bergamasco, un fuoriclasse assoluto, planetario.
Non riesco più ad andarmene, vago attorno al Flaminio per un bel po' dopo la partita. Telefono agli amici, non mi capiscono, sono senza voce. Quando torno allo scooter, mi tolgo la giacca per rimettermi la felpa. I passanti gallesi, andandosene, sbirciano la maglia azzurra. Si avvicinano, mi salutano, mi battono sulla spalla, mi fanno i complimenti. Al Flaminio vincono tutti, anche noi abbiamo spinto in mischia.
Monday, February 26. 2007
(Troncon in meta con tutta la sua mischia. Da Ludo, a cui rubo anche l'aggettivo del titolo)
Per un minuto, ieri, la domenica sportiva ha dedicato la copertina alla storica prima vittoria fuoricasa dell'Italia nel 6 nazioni. Azzerati gli highlanders, a cui neghiamo la meta finale, coltello tra i denti.
Dicevo, la domenica sportiva. Si tenta di coinvolgere Scanavacca in discussioni penose ("tu che calci le punizioni dell'Italia, cosa ne pensi dei rigori sbagliati da Totti?"), senza però dedicare un vero e prorio servizio alla partita dell'Italia. Andava bene magari anche un commentino tecnico, invece delle solite cazzate dello sport diverso, il fair play che nel calcio non c'è, l'inno che cantano tutti, invece nel calcio, ecc ecc. Almeno, niente fino a quando mi sono addormentato sull'ennesima discussione inutile su Totti o Ronaldo, non ricordo più. Basta calcio, lasciamoli piangere.
Invece a me, di questo sabato incredibile, rimarranno indelebili:
- Mauro Bergamasco e i suoi 17 placcaggi! Gli ho visto gestire anche tre uomini in un colpo solo. Ne placca uno, sale sul secondo in mischia, placca il terzo che aveva preso la palla. Nel secondo tempo, gioca ala, ma continua a macinare placcaggi. Monumentale lui, con tutti i nostri avanti.
- Lo Cicero che ne placca due anche lui, e il secondo lo trascina fuori campo, perchè ha deciso che di qua non si passa.
- i 6 minuti iniziali che ci hanno portato a un parziale di 21-0 grazie a 3 intercetti. Il pub in delirio.
- Scanavacca, che stavolta non ha sbagliato nulla, e ha marcato 20 punti.
- capitan Bergamasco, lì in mezzo, a fare il lavoro sporco, assieme a Dallapè. Che non ha sbagliato niente, tranne quel buco lasciato a Paterson, una leggerezza dovuta allo sfinimento.
- il giro di campo di Castrogiovanni, col ginocchio slogato, ma il dolore non esiste
Ma è anche il sabato di Irlanda-Inghilterra, giocata nello stadio che vide l'inizio del Bloody Sunday. Presente il primo ministro irlandese, a far capire che è un giorno speciale. Gli irlandesi durante l'inno, bisonti che piangono come bambini. E poi cazzotti in mischia, da entrambe le parti, e l'arbitro che capisce e fa finta di niente, solo qualche pacca nella spalla "dai adesso basta, su". Una vittoria storica, per l'Irlanda, e tutto il pub era un applauso continuo.
E infine lui. Troncon uomo partita per la seconda volta di seguito. Troncon che spinge in mischia gli avanti, come in guerra, tutti in prima linea. Troncon una parola per ognuno. Troncon anche una carezza per il mediano di mischia scozzese e due parole che suonano "sorry, ma oggi vinciamo noi". Troncon che non sbaglia un passaggio. Troncon che insegue Bergamasco in meta, dopo 20 secondi. Troncon che negli ultimi minuti ha giocato senza i trequarti, abilmente ignorati. Troncon che ha deciso di andare in meta con la sua mischia. Troncon che alla fine gli infilano la palla sotto il braccio e lui si infila a schiacciare in meta, con tutta la mischia. Troncon che urla ai suoi, allo stadio, al cielo. Troncon, per me una cosa mai vista, forse roba de altri 'misferi. Troncon presidente del consiglio! Tuto Troncon! Grazie, Alessandro.
Friday, February 23. 2007
Purtroppo domani non sarò a Edimburgo (*). Ma ci sarò col cuore, a lottare anch'io contro i guerrieri scozzesi. Si, perchè gli scozzesi sono un popolo guerriero. L'ho capito quando ho sentito il loro inno al Flaminio, una cosa che ti ghiaccia le vene.
Intanto l'ultima volta, anche se non meritavamo di vincere (per quello ci vuole la meta, baby), abbiamo schiacciato gli inglesi nella loro metà campo per quasi tutto il tempo. Troncon uomo partita, è un chiaro giudizio degli esperti. Come dire: non hanno vinto, ma sono loro che hanno fatto la partita. D'altronde, abbiamo perso anche per colpa dei calci. E degli errori, as usual.
Bene. Domani torna Mauro, torna anche Masi trequarti centro. Confermato capitan-Troncòn mediano di mischia. Anche se Ludo non è daccordo, a me Troncon piace per come carica la mischia, per come alimenta l'adrenalina nei compagni. Certo mi piace anche la rapidità di Griffen, ma deve migliorare in esperienza, altrimenti è dura vincere con questi.
Morale, ci vediamo domani alle 16 al Finnegan's, appena fuori della metro Cavour a Roma. Non dite che non vi ho avvertito.
(*) il sottoscritto, assieme a un manipolo di valorosi, aveva pianificato di andarci, ma poi è saltato tutto...
Friday, February 2. 2007
Stavolta ci riproviamo in un campo da rugby. Torna Troncon, il mio idolo personale. Scanavacca al posto di Pez. Io gioco estremo, as usual, al Finnegan. Niente Flaminio, stavolta. Di solito quando non ci vado vinciamo
Friday, December 15. 2006
Se volete passare un'oretta di video arrampicata, ho scovato diversi 9a su youtube, roba da rimanerci secchi.
- Tomas Mrazek su Underground (8c+/9a): un gatto sul soffitto
- Chris Sharma su Realization (9a+): quando la magnesite serve davvero
- Klem Loskot (9a): una cosa da nulla
- Ramon Julian su Rambla original (9a+): calma e magnesite (il mio preferito)
- Action Direct: il primo 9a della storia (aperto da Gullich nel 1991!), con un lancio iniziale su monodito!
- Fred Rouhling su Akira (9b!): questo non è credibile, non è sicuramente umano, è un fotomontaggio
Ci sono anche le donne, sugli 8c:
- The optimists: una donna su un 8c+
Per concludere segnalo la serie di Wolfgang Gullich (occhio al click!), il primo vero matto, precursore dell'arrampicata moderna:
- Parte 1: impressionante senza corda
- Parte 2: gli allenamenti nel bosco, le trazioni su un solo dito, equilibrismi vari ( impressionante)
- Parte 3 e parte 4: Yosemite park
Poi, un giorno, i miei 6a
Settimana lavorativa durissima, domani matrimonio (non mio), poi domenica mi sfogo. Eheh, con Manuel come ai vecchi tempi!
Tuesday, October 10. 2006
 In ritardissimo, segnalo l'uscita di Meridiani Montagna di settembre, interamente dedicato alle dolomiti friulane e, soprattutto, al Campanile di Val Montanaia.
Non manca la solita intervista a Corona, ma poi c'è anche una bella descrizione delle varie vie, la storia, ecc. Insomma, per quelli come noi è un must!
ps: ieri era l'anniversario del Vajont, chi ha visto non dimentica.
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