Ho convinto Oli ad aprire un microblog chiamato Ipse Dixit per metterci alcuni highlights di diritto costituzionale, che sta studiando per un esame.
L'idea mi è venuta perchè a volte mentre studia mi dice cose tipo: "ma lo sai che non è vero che non esiste la non eleggibilità per i condannati?" (per esempio)
Un giorno in macchina abbiamo letto tutta la prima parte della costituzione, che è bellissima. A parte l'art. 7, che alla lunga si è dimostrato un limite ai diritti civili nel nostro paese (soprattutto sui temi della famiglia).
La nostra costituzione è un atto di civiltà stupendo, che dovremo sicuramente conoscere meglio.
Avevo detto che "Nell'anno dei video generati dagli utenti questo è un tipico esempio di quello che si vedrà".
Zoro, a dire il vero, non mi invita più a bere na birra da mesi, quindi non se lo meriterebbe. Però questo è un pezzo di storia che merita di essere raccontato.
Ogni militante sa che quando il Partito chiama non si può far finta di niente, anche se il Partito che ti chiama ancora non esiste, anche se tu di fatto non militi più da tempo. Ma il richiamo l'ho sentito, lo ammetto.
[...]
Come accennavo nel post precedente, il disimpegno di questi tempi è un lusso che non possiamo permetterci, qualcosa va fatto, un contributo alla discussione va portato.
È la quarta persona che recentemente mi ha detto questa frase: "il disimpegno è un lusso che non possiamo permetterci".
Sono stanco, anche se non ho avuto la stessa (lunga) storia di Zoro. Quindi ci penso ancora un po', ma per ora sono solo sfavato. Però con un sorriso triste grazie a Zoro, che -perlomeno amaro- mi fa sorridere.
A Londra mi hanno perquisito per mezz'ora, semi-smontato la valigia, requisito profumi e creme per la barba. Grazie a dio, Gaspar segnala che c'è qualcuno che sta pensando di mettere fine a questa idiozia. Troppo tardi per il mio costoso profumo...
Ora io capisco il bisogno di sentirsi sicuri, ma capisco anche che se cerchi a tentoni e a casaccio significa che non hai la minima idea di cosa e chi stai cercando. E questo mi rende ancor più insicuro.
Poi, c'è un limite a quello che dobbiamo essere disposti a sopportare per garantirci una (presunta) sicurezza. Cioè, credo, una società civile deve garantire la sicurezza, a patto però che non diventi in ogni momento stressante vivere e viaggiare. È di questi limiti che parliamo, quando discutiamo di democrazia, ricordatelo.
It's for your safety, ti rispondono. Se permetti, la mia sicurezza è anche quella interiore, di tranquillità e serenità nella vita, di poter passare una frontiera senza essere trattato come un presunto criminale.
Ma c'è dell'altro, a partire dalle cose più gravi. Tutte queste a prescindere dal fatto che secondo me, ripeto, la sicurezza si garantisce con la prevenzione e le intelligence giuste, non con l'idiozia o con la durezza alle frontiere (peraltro solo in UK, mentre in Italia sono passato senza problemi, mah!).
1. Perquisirmi alla stregua di un presunto terrorista e, tanto per essere chiari, anche nelle parti intime, mi pare perlomeno una cosa per cui ci dovrebbero essere dei buoni motivi. Insomma, passo attraverso il metal detector, non suona niente e mi perquisisci lo stesso? Cioè: sai chi sono, dove vivo, mi fai i raggi e poi, non contento, mi dai pure una massaggiatina? Forse pensi che mi piaccia?
2. Perquisire le mie mutande (usate e non) a mani nude, come quelle di tutti gli altri, mi pare una cosa perlomeno anti igenica. Ora, tornato a casa, devo lavare tutto, anche i capi puliti.
3. Se l'unico sacchetto trasparente è quello che avevo nella borsa, credo che un po' di buon senso sia necessario. Dopo mezz'ora di fila, perquisizione, ecc, sarebbe il caso che, se non ho il giusto sacchetto trasparente, me ne fornisci tu uno, senza che debba rifare tutta la trafila.
Invece no, devi rifare tutta la fila. E la perquisizione? Anche quella, ovviamente. È chiaro che uno preferisce perdere il profumo che continuare a farsi il fegato amaro. Soprattutto, non mi è chiara sta storia del sacchetto: hai in mano le mie creme, che cazzo ti costa ripassarle sotto il metal detector? No, it is the law. È la legge, oh my god. Rispondo che c'è una proposta italiana per cambiarla, ma non c'è verso.
Mi controllano cellulare e ipod come fossero detonatori e poi basta, posso andare, a patto che lascio le creme e il profumo, sperando che qualcuni li usi, perlomeno.
Va beh, dirai tu, lo sapevi: era la vigilia dell'11 settembre, sono inglesi, ecc ecc. Certo, ma continuo ad avere le balle girate, anche dopo i massaggi. Soprattutto, se alla fine riesco a passare tutti i controlli, perlomeno mi farebbe piacere un piccolo "grazie" o uno "scusi il disturbo".
C'è poi da dire che questi fastidi non fanno che aumentare le incazzature e di conseguenza l'odio, verso tutti. Nei confronti dei controlli (che ho sempre accettato con serietà e rispetto per le forze dell'ordine, ma ormai si è passato il limite), nei confronti dei terroristi veri (che se non ci fossero non ci sarebbero questi controlli) e di riflesso nelle istituzioni, per la loro incapacità di essere rispettosi dei cittadini. E per la loro (ahimè questa sì non presunta) impotenza.
Un'ultimo consiglio per chi viaggia per convegni a Londra. Evitate di portarvi a casa tutti quei gadget dentro la valigia, perchè ogni pallina antistress, ogni spilletta, ogni cazzo di pennetta potrebbe essere travisata per un possibile ordigno.
E voi potreste essere guardati di traverso, come un presunto terrorista. Cari maccheroni dei miei stivali!
Mauro del blog "Idee per Cordenons (e non solo)" ha videointervistato Sergio Bolzonello, sindaco di Pordenone. Un politico serio e aperto ai cittadini, che ha dedicato il proprio tempo ad un blogger, accettando senza problemi di rispondere pubblicamente a delle domande.
Nell'intervista, Bolzonello spiega con parole semplici la situazione di rifiuti e servizi, su cui è in corso una querelle tra i comuni di Pordenone, Cordenons e Zoppola.
Ieri Il Gazzettino ha ripreso l'intervista sottolineando alcuni passaggi, anche piuttosto forti. Il che dimostra che in una piccola realtà locale, anche un blogger può aiutare a fare informazione.
Infine, ci sono degli amministratori che non hanno problemi a spiegare pubblicamente il loro operato, ma anzi ne sono entusiasti. Un buon segno per il futuro, una piccola battaglia che dobbiamo continuare a portare avanti.
Qualche giorno fa è morto Luigi Meneghello. Assieme a Zanzotto, Rigoni Stern e su fino a Noventa e Calzavara, per me è una pietra fondamentale della cultura veneta del secolo scorso.
Oltre all'arcinoto I piccoli maestri (come al solito, il libro imparagonabilmente più bello del film), chi conosce il dialetto veneto deve leggersi Libera nos a malo, un capolavoro semisconosciuto che si dovrebbe studiare, o perlomeno leggere, a scuola.
Io ringrazio il Testa, che me l'ha fatto conoscere, assieme a tutti gli altri scrittori e poeti veneti. Ringrazio anche i tòsi che un compleanno di qualche anno fa mi hanno regalato Trapianti, una geniale traduzione dei classici inglesi in dialetto veneto by Meneghello.
Da quest'ultimo, trapianto anch'io qualche riga, qua sotto. A salutare l'uomo, lo scrittore, il poeta.
In sti ultimi tempi, tusi, ma no so parchè, go
perso tutto el morbìn, go stralassà le me usanse,
e me sento cussì malmesso che a mi sta bela
fabrica dela tera la me pare na scuàlida
protuberansa... Sto ecelentissimo baldachìn de
l'aria, tusi, sta maraveia de barchessa de 'l
firmamento cuà parsora, sto gran coerto ricamà
de lucete de oro: ciò, a mi no la me pare gninte
altro che na turbia e pestilenta congregassiòn
de vapuri.
Casso, un omo! che capo d'opera ch'el zé, che
nobile el so giudissio, che infinite le capacità!
de figura e de ati, co che l'è s' ceto e amirevole!
in assiòn, cuanto vissìn ai angeli! de
comprendonio, cuanto someiante a un dio! La
belessa del mondo! el pì togo de tuti i animai...
Sì, ma par mi cossa zè che la zè sta cuintessensa
de pòlvare? A mi l'omo NO ME PIASE: nò, e la
dona gnanca... Vedo ca fè un soriseto, ma ve
sbaliè...
(Amleto, da Trapianti, Rizzoli Editore)
Li celebriamo un po' troppo, 'sti anni 70 (*). Immagino sia stata un'esperienza unica per chi li ha vissuti. Io ci sono nato, ma ho difficoltà a sentirmi parte di quella storia.
Mi chiedo solo cosa ci sia ancora da raccontare. Forse non abbiamo ancora superato gli anni '70. Non li abbiamo sostituiti con qualcos'altro.
Significa che sono passati 30 anni senza molte idee nuove.
(*) oggi a Trastevere ho visto la mostra di fotografie sul '77. Il solito Tano D'Amico, già visto varie volte, e poche cose nuove...
I muloni di Bora.la mi segnalano un'intervista a Paolo Rumiz, fatta da Valerio Fiandra. Ormai di Rumiz ne parlano tutti, ma uno come me non può esimersi in questa occasione: in questi giorni esce il suo nuovo libro, La leggenda dei monti naviganti, imperdibile per noi che abbiamo la montagna dentro.
Per la prima volta avevo trovato un telefilm che mi appassionava, perchè i nostri investigano sulle motivazioni dei criminali piuttosto che sulle azioni.
In pratica, gli investigatori di Criminal Minds sono i cosiddetti profiler: cercano di entrare nella testa del killer, ne sviluppano il carattere, trovano i suoi punti deboli e alla fine lo infioppano allegramente.
A me e alla Oli piaceva un sacco, ma la prima serie è finita da mesi e noi siamo ormai in crisi d'astinenza. L'ultima puntata finiva in modo allucinante, lasciandoci sospesi con il killer in casa della bella investigatrice. Mi chiedo da mesi cosa sarà successo a quella poveretta. Sadici, questi autori.
Per un po' ho mi sono rifugiato in NCIS. I ragazzi di NCIS sono simpatici, ma le storie sono banalotte. Per cui mi è tornato il tarlo... criminal minds... Criminal Minds!
Ora, secondo voi cosa devo fare? Mi scarico la seconda serie in inglese? Vado con S02x01?
In breve: 34 anni, friulano, vivo a Roma, lavoro nel web come user experience consultant.
Nel tempo libero mi dedico alla fotografia e alla natura.
Puoi contattarmi via mail e Skype.