Oggi ho trovato un articolo interessante in un mensile che mi arriva a casa. Parla della scrittura e viene citato Il principio dell’iceberg di Hemingway, un saggio sull’arte di scrivere e narrare.
Cito il maestro:
Cerco sempre di scrivere secondo il principio dell’iceberg: i sette ottavi di ogni parte visibile sono sempre sommersi.
Tutto quel che conosco è materiale che posso eliminare, lasciare sott’acqua, così il mio iceberg sarà sempre più solido. L’ importante è quel che non si vede. Ma se uno scrittore omette qualcosa perchè ne è all’oscuro, allora le lacune si noteranno.
Genio d’un Hemingway: puoi togliere solo ciò che conosci bene, altrimenti si capisce che non scrivi qualcosa perchè non la sai. Raffinatissimo.
La sicurezza per riuscire a togliere è data dalla consapevolezza che, per quanto poco è rimasto, sotto sotto c’è un solido iceberg di conoscenza.
Corollario applicato al web design: per praticare l’arte del less is more è necessario conoscere molto bene e in profondità quello di cui si scrive o di cui si progetta. Se non abbiamo solide basi, rischiamo di togliere senza riuscire a dare qualcosa in più.
Corollario finale: più sai, più le tue basi sono solide, più riesci a togliere.
Fino a scrivere un libro di poche righe, o raccontare storie brevi.
Come proponeva Calvino nelle Lezioni americane. Libro importante per me, che Luisa ha opportunamente e sapientemente accostato all’attività di scrittura per il web.
E così chiudo il mio personalissimo cerchio. Pazzesco.
ps: nello stesso articolo, manco a farlo apposta, una citazione di Marquez:
Un bravo scrittore non si riconosce tanto da quello che pubblica quanto da quello che butta nel cestino della carta.
15 commenti ↓
proprio ragionando sul web design, non moltissimo tempo fa, ne ho tratto quella che resta la mia sintesi più sintesi: posta la certezza (matematica) che “less” is more, “minimo” è una cosa e “minimale” nè è un altra.
con, a segnare il distacco, la reale “conoscenza operativa” che hai raccontato con tutta l’efficacia che io non saprò usare mai. grazie!
interessante la trasposizione matematica. grazie a te!
- = +
sarebbe curioso vedere dove questo porterebbe la teoria dei numeri… eh eh
comunque concordo appieno.
Alberto se ti piace la scrittura essenziale leggi Carver ha portato all’estremo la sintesi hemingwayiana…
non l’ho scritto, ma nell’articolo dopo emingway citava anche carver. li vedi anche tu i cerchi che si chiudono uno dietro l’altro?
Bellissimo post, bellissimi commenti.
Avete mai notato che i grandi messaggi filosofico-religiosi sono sempre estremamente sintetici? Poi è chi li usa/travisa che li diluisce…
Ciao!
Provo a ribaltare la visione partendo dall’ultima citazione: quello che butti via rappresenta sempre una raffinazione verso qualcosa di migliore. Identifica gli errori, evidenzia i problemi, in un percorso di continuo miglioramento.
Così, ad un certo punto quello che cestini magari è ottimo, ma leggermente peggio di quello che hai tenuto.
Sviluppo Agile forse?
Immense grazie per il post, la riflessione e la segnalazione del libro. Me lo farò girare ancora un po’ per la testa…
Splendida soprattutto la tua evidenziazione: “Tutto quello che conosco”. Proprio tutto, anche i dettagli, le cose inutili. Tutto fa parte dell’iceberg e non è detto che quel dettaglio insignificante un giorno…
ecco, il mio metodo di scrittura è sicuramente iterativo.
sempre in “Lezioni americane” pag 87-88 (*) c’è un momento in cui Calvino spiega come Leonardo Da Vinci abbia riscritto 3 volte una frase, ottenendo alla fine una sintesi che la prima versione non aveva.
ecco, il “modello leonardesco” è quello che applico continuamente alla mia scrittura (blog, preventivi, report).
iterativo, più che agile. jacopo concorderebbe, ma sulla differenza tra iterativo e agile, mi prendo tempo per scrivere un altro post
(*) vi ho messo il numero di pagina perchè so che in questo periodo bazzicate in libreria e quindi se vi capita di volerlo prendere in mano senza comprarlo…
(anche se VA comprato)
Si, mi è stato citato recentemente troppe volte da troppe persone valide: sarà sicuramente un acquisto, grazie.
Altro ottimo spunto, sul quale però attendo il post (in quanto non mi reputo affatto un esperto di metodologie Agili, ma di ottimizzazione e minimalismo si
).
bellissimo blog!! complimenti
Ciao Alby, anche io ho usato all’epoca la metafora hemingwayana, ma per le presentazioni
http://presentazioniefficaci.splinder.com/post/7372510
Ciao
eh infatti, dovevo saperlo che tu sei sempre più avanti
(e cmq i cerchi continuano a chiudersi)
[...] giorni dopo Alberto Mucignat propone altre riflessioni su ciò che si può [...]
Thank you so worked this blog I am following the information perfect …
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[...] il passaggio su Leonardo Da Vinci, descritto da Calvino in Palomar (insomma, il caro vecchio less is more). E alla fine le parole contano quanto le immagini e spesso, assieme, producono effetti [...]