Alberto Mucignat

Alberto Mucignat


Random thoughts around web stuffs (è tutto un equilibrio sopra la follia)

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Hemingway, Calvino, Marquez: less is more

AlbertoAlberto

Oggi ho trovato un articolo interessante in un mensile che mi arriva a casa. Parla della scrittura e viene citato Il principio dell’iceberg di Hemingway, un saggio sull’arte di scrivere e narrare.

Cito il maestro:

Cerco sempre di scrivere secondo il principio dell’iceberg: i sette ottavi di ogni parte visibile sono sempre sommersi.
Tutto quel che conosco è materiale che posso eliminare, lasciare sott’acqua, così il mio iceberg sarà sempre più solido. L’ importante è quel che non si vede. Ma se uno scrittore omette qualcosa perchè ne è all’oscuro, allora le lacune si noteranno.

Genio d’un Hemingway: puoi togliere solo ciò che conosci bene, altrimenti si capisce che non scrivi qualcosa perchè non la sai. Raffinatissimo.

La sicurezza per riuscire a togliere è data dalla consapevolezza che, per quanto poco è rimasto, sotto sotto c’è un solido iceberg di conoscenza.

Corollario applicato al web design: per praticare l’arte del less is more è necessario conoscere molto bene e in profondità quello di cui si scrive o di cui si progetta. Se non abbiamo solide basi, rischiamo di togliere senza riuscire a dare qualcosa in più.

Corollario finale: più sai, più le tue basi sono solide, più riesci a togliere.

Fino a scrivere un libro di poche righe, o raccontare storie brevi.

Come proponeva Calvino nelle Lezioni americane. Libro importante per me, che Luisa ha opportunamente e sapientemente accostato all’attività di scrittura per il web.

E così chiudo il mio personalissimo cerchio. Pazzesco.

ps: nello stesso articolo, manco a farlo apposta, una citazione di Marquez:

Un bravo scrittore non si riconosce tanto da quello che pubblica quanto da quello che butta nel cestino della carta.

Comments 15
  • vale*
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    vale* vale*

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    🙂 ho amato questo post. affronta un concetto che io trovo sottile e importantissimo, in qualsiasi ambito.
    proprio ragionando sul web design, non moltissimo tempo fa, ne ho tratto quella che resta la mia sintesi più sintesi: posta la certezza (matematica) che “less” is more, “minimo” è una cosa e “minimale” nè è un altra. 🙂 “il minimo” è un superlativo assoluto e “il minimale”… semplicemente indica il minimo. 🙂
    con, a segnare il distacco, la reale “conoscenza operativa” che hai raccontato con tutta l’efficacia che io non saprò usare mai. grazie!


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    interessante la trasposizione matematica. grazie a te! 🙂


  • marco
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    marco marco

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    – = +
    sarebbe curioso vedere dove questo porterebbe la teoria dei numeri… eh eh
    comunque concordo appieno.
    Alberto se ti piace la scrittura essenziale leggi Carver ha portato all’estremo la sintesi hemingwayiana…


  • Alberto
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    Alberto Alberto

    Author

    non l’ho scritto, ma nell’articolo dopo emingway citava anche carver. li vedi anche tu i cerchi che si chiudono uno dietro l’altro? 🙂


  • Jacopo Romei
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    Jacopo Romei Jacopo Romei

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    Bellissimo post, bellissimi commenti.
    Avete mai notato che i grandi messaggi filosofico-religiosi sono sempre estremamente sintetici? Poi è chi li usa/travisa che li diluisce…
    Ciao!


  • Folletto Malefico
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    Folletto Malefico Folletto Malefico

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    Provo a ribaltare la visione partendo dall’ultima citazione: quello che butti via rappresenta sempre una raffinazione verso qualcosa di migliore. Identifica gli errori, evidenzia i problemi, in un percorso di continuo miglioramento.

    Così, ad un certo punto quello che cestini magari è ottimo, ma leggermente peggio di quello che hai tenuto.

    Sviluppo Agile forse? 😀

    Immense grazie per il post, la riflessione e la segnalazione del libro. Me lo farò girare ancora un po’ per la testa… 🙂

    Splendida soprattutto la tua evidenziazione: “Tutto quello che conosco”. Proprio tutto, anche i dettagli, le cose inutili. Tutto fa parte dell’iceberg e non è detto che quel dettaglio insignificante un giorno… 😀


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    ecco, il mio metodo di scrittura è sicuramente iterativo.

    sempre in “Lezioni americane” pag 87-88 (*) c’è un momento in cui Calvino spiega come Leonardo Da Vinci abbia riscritto 3 volte una frase, ottenendo alla fine una sintesi che la prima versione non aveva.

    ecco, il “modello leonardesco” è quello che applico continuamente alla mia scrittura (blog, preventivi, report).

    iterativo, più che agile. jacopo concorderebbe, ma sulla differenza tra iterativo e agile, mi prendo tempo per scrivere un altro post 😉

    (*) vi ho messo il numero di pagina perchè so che in questo periodo bazzicate in libreria e quindi se vi capita di volerlo prendere in mano senza comprarlo… 😉 (anche se VA comprato)


  • Folletto Malefico
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    Folletto Malefico Folletto Malefico

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    Si, mi è stato citato recentemente troppe volte da troppe persone valide: sarà sicuramente un acquisto, grazie. 🙂

    Altro ottimo spunto, sul quale però attendo il post (in quanto non mi reputo affatto un esperto di metodologie Agili, ma di ottimizzazione e minimalismo si :D). 😛


  • seviyeli sohbet
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    seviyeli sohbet seviyeli sohbet

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    bellissimo blog!! complimenti


  • Giacomo Mason
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    Giacomo Mason Giacomo Mason

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    Ciao Alby, anche io ho usato all’epoca la metafora hemingwayana, ma per le presentazioni

    http://presentazioniefficaci.splinder.com/post/7372510

    Ciao


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    eh infatti, dovevo saperlo che tu sei sempre più avanti 😉

    (e cmq i cerchi continuano a chiudersi)


  • sohbet
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    sohbet sohbet

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