Getting Real è una bella lettura estiva. Il libro è uscito da un sacco di tempo, ma vale la pena rileggerlo perchè è sintetico, essenziale, zen.
E poi aiuta a mantenere i piedi per terra. Leggetelo anche a pezzi, ma leggetelo.
Nella sua semplicità, un capitolo fondamentale è
Interface Design, dove si spiegano pochi chiari concetti che dovrebbero essere alla base della progettazione di ogni servizio web.
A mo' di mantra riporto i punti più importanti:
-
Epicentric Design: iniziare (e
focalizzare) il design a partire dal core della pagina. Ne parlo da diversi anni anche in termini di
page paradigm.
-
Context over Consistency: in ogni pagina ci vanno le informazioni giuste, sulla base di quello che l'utente può decidere di voler fare. Un esempio classico sono i menù: non è detto che uno stesso menù debba apparire in ogni pagina del sito, ma questa è invece una convenzione comune nel costruire siti web.
-
Three state solution: disegnare le pagine web pensandole nei 3 stati: regular, error, blank. In particolare lo stato blank viene spesso tralasciato (anche dal sottoscritto, sigh). Si tratta di pensare la pagina a come appare la prima volta che un utente la visita. La prima impressione di un'applicazione web è spesso la cosa più importante (remember:
"you never get a second chance").
-
Get defensive: migliorare l'esperienza dell'utente in caso di errore o altri problemi. Questa regoletta è stata poi ampliata per bene dagli autori nel libro
Defensive Design.
-
Copywriting is Interface Design: per finire in bellezza, se non fai copywriting, non stai facendo design. Fondamentale.
In queste regole manca forse qualche accento in più
sull'utente, sugli scenari di utilizzo e sui task, che sono fondamentali per stabilire quali cose siano centrali e funzionali a una data pagina. Ma per il resto, lo trovo formidabile.