Sunday, January 13. 2008Playful UX: progettare user experience giocoseTrackbacks
Trackback specific URI for this entry
No Trackbacks
Comments
Display comments as
(Linear | Threaded)
Ma sai che è un po' che ci penso? Volevo preparare anche una presentazione per uno dei prossimi barcamp cercando un mash-up tra la mia esperienza come game designer e quello che sto imparando in termini di UX e design di applicazioni web.
Magari ci scrivo un post... ecco, bravo, dovresti leggerti tutto quello che scrive Kars, perchè sostanzialmente lui fa questo
Sono perfettamente d'accordo con te quando dici che in fondo è l'utente che detta le regole del gioco e decide come "crearsi" il divertimento.
Mi vien da pensare che proprio per questo motivo la situazione per noi progettisti diventa quasi incontrollabile perchè gli utenti troveranno mille e uno modi per "giocare" con la nostra applicazione. Ogni utente troverà il suo angolo di gioco. Prendi flickr: c'è chi si diverte rincorrendo numeri immensi di "photo-view", c'è chi cerca di craccare il sistema e scomporre l'argoritmo di flickr per far entrare le sue fotografie nell'elite di Explorer, oppure c'è chi perde i pomeriggi a promuovere il suo gruppo spammando medaglioni con il link sulle foto degli altri. L'utente ne sa sempre una più del diavolo, noi dobbiamo solo dargli gli strumenti e poi stare a guardare con curiosità cosa riesci ad inventarsi per giocare Grazie Alberto, post molto utile! e da dove si comincia a "predisporre al gioco" l'applicazione secondo te?
Forse... dalle regole. In fondo sono le limitazioni che sviluppano la creatività... le regole si fanno e si inizia subito a pensare a come romperle... le regole sono fondamentali, ma non devono essere troppo limitanti.
per esempio a monopoli hai un budget (soldi), a risiko anche (carroarmatini), ma puoi farci ciò che vuoi, più o meno. un po' come in second life se però metti solo regole e non c'è divertimento, l'utente perchè dovrebbe partecipare? Certo, non devono esserci solo regole.
Ma è nel giusto rapporto tra esse e i gradi di libertà che ottieni quello cerchi... o no? Il football americano è più facilmente comprensibile del rugby e attira più spettatori ad un primo contatto. Il rugby è più complesso e per un intenditore è un "gioco" più interessante. Ora gli utenti di uno sport (o in questo caso di un gioco) possono crescere con il crescere della complessità del gioco e di conseguenza con l'aumentare delle regole... Per iniziare, mi sembra giusto che le regole siano semplici e facili da comprendere, ma con il tempo anche quelle potrebbero evolversi (nel calcio diatriba tra fuorigioco sì, fuorigioco no che ha portato a distinzione tra fuorigioco attivo e passivo...) Mi sembra una riflessione molto interessante più ampia della interazione giocosa o meno. La questione è quella della co-evoluzione, dell'equilibrio tra apertura e chiusura del sistema, della sua modificabilità da parte degli utenti in modi anche imprevisti e come farci i conti. Cresce la quota di imprevedibilità da tollerare ma allo stesso tempo bisogna dare una identità, un insieme di regole, una strutturazione minima al sistema in modo che si comunque "qualcosa" da usare o da modificare ma una identità.
Sì lo penso anch'io.
Le regole minime sono quelle che disegnano il contorno di una identità. Poi quella identità evolve anche in base all'interazione tra gli "attori" della comunicazione... Ma ritornando all'idea iniziale di Alberto forse più che sul gioco si dovrebbe ragionare sulla relazione tra le regole della comunicazione web (le regole che definiscono il sito nella fattispecie) e ciò che spinge all'interazione gli utenti del web.
O meglio, quali elementi della dimensione ludica vengono tirato in ballo in questo tipo di comunicazione? Ispirata da questo post ho scritto qualcosina anch'io a questo proposito:
http://www.sketchin.ch/it/blog/2008/01/18/le-regole-della-playful-experience/ Add Comment
|
MySelf
In breve: 34 anni, friulano, vivo a Roma, lavoro nel web come user experience consultant.
Nel tempo libero mi dedico alla fotografia e alla natura. Puoi contattarmi via mail e Skype. Descrizione completa Linkedin profile Bookmarks Fotografie PublicBrain View blog reactions Scambio link, no grazie! Mail indesiderate, no grazie! QuicksearchLavora con meWeb user experience[17/07/08] Cosa togliere (less is more)
[16/07/08] Scorecards per definire le priorità [10/07/08] Design Epicentrico [04/07/08] Internet Explorer e i costi della compatibilità browser [26/06/08] Form in linguaggio naturale [13/05/08] Definire le priorità di un progetto [29/04/08] Slide dell'IA Summit 08 americano e video del FOWD [28/04/08] Swimlanes: deliverable da collezione [23/04/08] Prima gli utenti (Last.fm blues) [07/04/08] Web giocoso e Bruno Munari !EvenzCategoriePenso e faccioTags6nations , adsl , ajax , apple , arrampicata , aziende , barcamp , beppe grillo , blog , business , calcio , cms , community , comunicazione , cordenons , donne , ecommerce , elezioni , ezpublish , firefox , flickr , folksonomy , foto , framework , friuli , futuro , gaudio , giornalismo , google , google analytics , iasummit , information architecture , italia , lavoro , libri , linux , mercato , microformats , mondiali , montagna , motori di ricerca , musica , myblog , nova24 , olipal , opensource , php , politica , politiche2006 , privacy , project management , prototipazione , prototyping , roma , rss , rubyonrails , rugby , scalability , self , seo , skype , skypecast , snoopy , social network , soldi , spam , stats , technorati , telecom , tempo , trasporti , trekking , tumblelog , usabilità , usability , user centered design , user experience , user king , vacanze , viaggi , video , web 2.0 , web application , web design , webdays , weinberger , wiki , yahoo , zen
|