Monday, December 10. 2007Bassa fedeltàTrackbacks
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Sono d'accordo.
Mi viene in mente un passaggio del libro I dieci volti dell'innovazione di Tom Kelley (fondatore di Ideo): Sono certo che alcuni lettori staranno pensando: "Certo che ci piacerebbe realizzare più prototipi, ma non possiamo permetterci di spendere così tanto per la sperimentazione." E' proprio questa la ragione per cui dovete abbassare l'asticella, decidendo di produrre prototipi in tempi e a costi inferiori che in passato. Certo è che non son tutte rose e fiori. Ne abbiamo discusso a lungo sul come "abbassare l'asticella", il rischio di essere fraintesi e far la figura di approssimativi pasticcioni è sempre dietro l'angolo. Soprattutto quando il cliente si trova di fronte altre offerte a 3000 euro tutto compreso e costruite a colpi di template commerciali lucidi lucidi. Qui sta al cliente capire che quelli, per quanto lucidi e carini, sono una paccottiglia colorata che non c'entra nulla con quello di cui ha veramente bisogno. Il cliente deve saper comprendere le proposte. Ma questa è tutta un'altra storia. Alla fine abbiamo deciso di presentare sempre "solo" un paio di bozze sufficientemente curate, ma precedute da un'analisi più accurata ancora. Investiamo di più quindi sul tempo del project con due e, se servono, tre incontri. Certo, poi project e designer devono parlarsi e capirsi. E questa è ancora tutta un'altra storia. Agli inizi "carriera" lavoravo molto ad alta fedeltà. Al cliente proponevo 3 diverse soluzioni alternative (tipicamente di un sito web) tutte ad un ottimo stato di avanzamento dal punto di vista grafico, praticamente pronte per essere convertite in pagine web vere e proprie.
Oggi mi accorgo sempre più che non è necessario, in alcuni casi addirittura disorienta il cliente se non è in grado di recepire questo tipo di analisi. Spesso al cliente è meglio presentare la soluzione migliore delle 3 (esiste sempre, e la si intuisce sempre a colpo d'occhio, ha quel qualcosa in più che appare subito agli occhi che sarà "la prescelta") e partire da quella per costruire poi la soluzione definitiva. Inoltre il lavoro di rifinitura grafica porta, per chi è perfezionista (e chi fa questo lavoro spesso lo è!) a concentrarsi molto sugli aspetti meramente grafici e di aspetto complessivo della pagina/interfaccia/ecc. e le giornate volano, e noi ci accorgiamo di aver perso un pomeriggio per decidere il giusto tono di grigio da dare al bordo di un box. L'utilizzo di carta e penna invece permette fin dalle prime fasi di consegnare e far percepire al cliente qualcosa di concreto (e qui si crea il corto circuito con le metodologie agili) e di lavorare assieme al cliente, in modo veloce e molto produttivo, e spostare in una seconda fase il momento delle pippe mentali sull'RGB di background, quando però i confini sono più definiti, e lo spazio alle divagazioni è decisamente inferiore. Risultato: minore sforzo mentale e creativo, maggiore efficienza e clienti più contenti. Confermo la tua esperienza, da noi ormai da parecchio tempo lavoriamo in bassa fedeltà, wireframe realizzati con axure e pure navigabili, senza alcuna elaborazione grafica.
Dopo una approfondita fase di analisi di user needs e task presso il cliente, incontrando di persona molti futuri utenti ( 1 ogni 15 dipendenti in questo caso, essendo una intranet di una azienda di 1300 persone) siamo alla fase di prima consegna di wireframe e stiamo ragionando con lui sulla opportunità di farli con tablet grafico e Denim, quindi a bassa fedeltà. Vi farò sapere
Ho sempre lavorato con wireframe a bassa fedeltà e prima ancora di creare il modello digitale ho sempre disegnato prima degli schizzi su carta.
Anche se sono mancino e non so disegnare Purtroppo però il wireframe a bassa fedeltà non è apprezzato per vari motivi: l'agenzia dove lavori si preoccupa di fare un'economia di tempi,risorse e costi (il wireframe diventa anche un simil-layout-specifiche); il committente è in grado di valutare "solo" i colori e gli effetti grafici senza sapere che la disposizione degli elementi per la navagazione e gli ancoraggi visivi da fornire agli utenti sono la base che sta sotto il vestitino colorato. Quando ho lavorato con Cristiano Siri ho assitito a delle scenette in cui il committente voleva solo dei layout grafici per il semplice motivo che correva dal mega direttore generale che gli concedeva 30 secondi del suo prezioso tempo per sentenziare se andava bene il verde o il blu. Ovviamente tutto quello che era navigazione utente, header, footer etc non era assolutamente valutato. Concludo dicendo che siamo un pò colpevoli, dovremmo imporre di più il modello wireframe a bassa fedeltà accompagnato da documenti come architettura dell'informazione, descrizione delle modalità di navigazione e accesso all'informazione, etc. Dobbiamo educare i nostri interlocutori. secondo me bisogna proprio educare il cliente. questo è il punto. io lavoro solo in bassa fedeltà all'inizio, poi man mano che il lavoro procede, si alza anche la qualità.
il problema del manager è proprio una cosa che non sta in cielo ne in terra. dobbiamo imparare a non subirla, ma a favorire condizioni diverse, spiegare a cosa servono i wireframe in bassa fedeltà (concentrarsi su informazioni e funzionalità piuttosto che colori e stile), spiegare quale sarà l'evoluzione della "fedeltà", ecc. guardatevi il link "dont make the demo look done", è illuminante su questo. Anche secondo me iniziare a lavorare a "bassa fedelta'", integrando gli elementi durante la fase di sviluppo puo' far perdere meno tempo ed energie a tutti.
Ho sempre trovato denigrante (nei miei confronti) l'idea di presentare per esempio "almeno 3 varianti" ad alta fedelta' al cliente. In primo luogo perche' non vendo quadri, ma un progetti mirati a soddisfare esigenze spesso molto articolate. Lo trovo in qualche modo poco utile, poiche' il cliente di fronte a un risultato che appare "stilisticamente finito" non solo fornisce indicazioni davvero marginali ("con quel testo centrato secondo me funziona meglio...") ma, nella stragrande maggioranza dei casi e per gli stessi motivi di sopra, non riesce a immaginare in che modo verra' impiegato il periodo di sviluppo da lui profumatamente pagato. Penso sia piu' logico partire da un'idea UNA, un wireframe (non necessariamente sul tovagliolo della pizzeria...) e procedere in modo costante, correggendo via via che si va avanti. in alcuni posti (Ideo, Lunar, etc) ancora si usano carta, matite, Pantone e light table per simulare menu' a tendina, pop-up e quantaltro. Auguri Confermo che vale la stessa cosa anche nel campo della progettazione meccanica.
Del resto, il design è design. Add Comment
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In breve: 34 anni, friulano, vivo a Roma e mi occupo della creazione di progetti web centrati sugli utenti.
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