Questo post si sbaglia un pochino a proposito di Studenti.it. Essendo uno dei fondatori, mi permetto di rispondere:
- su Studenti.it ci sono più di 25.000 appunti, per la maggior parte gratuiti
- per esempio, se uno cerca qualcosa tipo seconda guerra mondiale ottiene più di 600 risultati di cui circa 40 a pagamento
- una parte degli appunti, infatti, sono selezionati e risistemati dalla redazione. I soldi servono quindi a ripagare il lavoro di queste anime pie.
- il sistema di pagamento è trasparente e richiede diverse conferme all’utente
Studenti.it ha scelto da tempo la strada dei contenuti free + pay, ovvero un modello di businness che accontenta tutti e garantisce che il più grande database appunti italiano possa rimanere disponibile su web.
Ad ogni modo, l’idea di Matteo a proposito di utilizzare il wiki non è molto interessante e forse dovrebbe essere proprio un sito come Studenti.it che si fa portavoce di un’iniziativa del genere.
5 commenti ↓
Più che giusta la puntualizzazione sul modello di business di studenti.it (ho emendato l’articolo). Ma perché l’idea se proposta dalla comunità non è interessante e se la propone studenti.it diventa interessante?
Il modello di studenti.it e quello di wiki(pedia) vanno in due direzioni opposte…
Sono di ritorno da Palermo dove, con orari massacranti, ho curato un corso e un laboratorio. Il corso, che ha riguardato Internet e le tecnologie della creatività, mi ha dato occasione di stimolare un gruppo di brillanti ragazzi del DAMS…
anzitutto grazie per le tue correzioni.
> Ma perché l’idea se proposta dalla comunità non è interessante e se la
> propone studenti.it diventa interessante?
scusami era un errore, adesso ho corretto. l’idea è molto interessante, ovviamente studenti.it è molto conosciuto e per questo il progetto può avere un impatto diverso. purtroppo io non mi occupo della parte editoriale, quindi se vuoi ti posso mettere in contatto con la redazione.
> Il modello di studenti.it e quello di wiki(pedia) vanno in due direzioni opposte…
mah sai… anche wikipedia è una fondazione e probabilmente i soldi li fanno in qualche maniera (donazioni, ecc). senza soldi non puoi mantenere i server, i sistemisti, ecc.
che ci piaccia o meno, persino il mondo opensource vive grazie ai soldi di IBM e altre multinazionali.
il problema alla fine è solo quella che viene chiamata “etica aziendale”.
sullo strumento Wiki: personalmente lo uso anche con i clienti, lo ritengo uno degli strumenti più potenti per la condivisione delle informazioni, anche se è un po’ difficile gestire la struttura dei contenuti e la navigabilità.
ciao
si sa che gli studenti in questo paese sono una categoria di serie B… se non fosse per studenti.it non esisterebbe nessun mezzo di comunicazione che, in qualche maniera, tenta di rappresentarli o di farli auto-rappresentare…
ci sarebbe solo il career-book del gruppo l’espresso che è, nella sostanza, una guida all’università pensata per i genitori degli studenti e che, nella sostanza, non serve a un fico secco visto che le università non si differenziano in qualità da nessuna parte.
perchè non si differenziano in qualità?
perchè i docenti hanno da scrivere i loro editoriali sui quotidiani (di bassa qualità come i nostrani), fare la loro ricerca universitaria (di bassa qualità), fare politica nei partiti (politica di bassa qualità, visto come siamo ridotti), eccetera eccetera eccetera…
sob.
ben detto fratello, aggiungerei anche che i docenti putroppo devono scrivere i loro libri autoreferenziali che poi vendono a costi pazzeschi ai loro stessi studenti.