Alberto Mucignat

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Wireframe accessibili e non solo

AlbertoAlberto

Segnalo questo recente articolo apparso su Boxes and Arrows: Practical plans for Accessible Architectures, dove si parla di come l’accessibilità debba essere considerata al momento della realizzazione dei wireframe, mentre si lavora sull’architettura della navigazione.

Da tempo il wireframe è considerato il punto centrale della progettazione di un sito. In effetti, questo articolo conferma che nel wireframe possono devono confluire una serie di informazioni anche tecniche e di supporto ad altre attività (per esempio informazioni SEO, semantiche, ecc).


(esempio di wireframe dal sito Boxes and Arrows)

In pratica il wireframe fissa direttamente la struttura semantica della pagina. A questo punto, aggiungerei che al wireframe dovrebbero contribuire non solo esperti di architettura delle informazioni e designer, ma anche sviluppatori, esperti di accessibilità e SEO.

Comments 5
  • Fabrizio Azzali
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    Fabrizio Azzali Fabrizio Azzali

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    Caro Alberto
    sono perfettamente d’accordo con te quando aggiungi che che al wireframe dovrebbero contribuire non solo esperti di architettura delle informazioni e designer, ma anche sviluppatori, esperti di accessibilità e SEO. Il problema è che quando presenti un Wireframe al cliente lo stesso rimane disorientato perchè pensa che il sito sia quello che tu gli stai proponendo. Quando invece lo presenti internamente alla tua struttura il wireframe viene considerato come un inutile spreco di tempo e di risorse. Io uso Axure per fare i wireframe dei progetti e devo dire che nom è male. L’unico accorgimento nella realizzazione del Wireframe è di non oltrepassare la frontiera tra impostazioni/funzioni ed impaginazione grafica grafica.
    Ciao
    Fabrizio Azzali


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    beh, non è detto che tu debba proporre il wireframe al cliente, dipende… però convengo che può essere un po’ disorientante. e attenzione che ci sono wireframe ad alta o bassa fedeltà: la scelta di quale utilizzare dipende da “a chi si rivolge”.

    se invece la tua struttura non lo considera è un problema serio, visto che spesso è l’unico modo per sintetizzare la comunicazione di quello che si deve sviluppare. no?


  • Fabrizio Azzali
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    Fabrizio Azzali Fabrizio Azzali

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    La comunicazione è duplice: interna verso il gruppo di lavoro ed esterna verso il cliente.
    Avere uno strumento unico di lavoro ci permette di abbreviare i tempi. Il difficile è imporlo.
    Ritengo, anche per esperienza vissuta, che per un corretto sviluppo del progetto ed una ottimizzazione delle lavorazioni il wireframe debba essere condiviso prima internamente da tutto il gruppo di lavoro ed in seguito portato in presentazione al cliente.
    In questo modo si riescono ad ottimizzare le risorse di produzione e si evitano incomprensioni dovute ad aspettative disattese.
    Ho visto progetti contenenti strutture di navigazione presentati con dei Power Point. (sigh).


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    mah, sai, anche con PP si possono fare cose egregie… 😉

    cmq _per_me_ il wireframe è più un deliverable per la progettazione e la lavorazione, piuttosto che per la comunicazione al cliente. anche se talvolta l’ho utilizzato anche col cliente, senza problemi.


  • Fabrizio Azzali
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    Fabrizio Azzali Fabrizio Azzali

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    E tu cosa preferisci per la presentazione al cliente?
    Io inizio con il wireframe per poi passare alla grafica. Anche perché a volte il cliente, vedendo grafica e navigazione, pensa che il più è fatto e che il suo progetto sarà online entro breve.