Tuesday, April 24. 2007Cercasi sviluppatore tuttofareTrackbacks
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Ormai sembro un disco rotto, ma in un paese che ogni volta che Eurostat [ec.europa.eu/eurostat] pubblica una statistica europea anche lontanamente correlata con l'ICT si trova regolarmente in fondo questo non mi sorprende affatto, anche se ovviamente produce un certo sconforto, acuito dal passare degli anni.
Il mercato non è maturo perché le condizioni generali (culturali, etc) non sono mature, e le speranze (mie, certamente) per l'immediato futuro son poche. Quando il mercato é fatto da piccole e micro imprese che devono pagare 100 per lasciare 50 in tasca al lavoratore é piuttosto ovvio che si finisca a cercare il tuttofare. Che comunque, per alcune realtà, esiste e risolve molti problemi.
Se poi la qualità del prodotto/servizio é bassa la colpa é da dividere equamente fra: a) l'imprenditore (incapace di scegliere i professionisti b) i professionisti (che, forse, così esperti non sono) c) le società committenti/destinatari dei servizi (che non sono in grado di valutare ciò che hanno/stanno acquistando) Molte aziende di media grandezza sono zeppe di dipendenti raccomandati, cioè in gran parte inadatti al ruolo che sono chiamati a svolgere. Di conseguenza, i pochi chiamati a tener su la baracca devono di necessità essere polivalenti.
Il problema principale però è che la gran parte del mercato è letteramente avulsa dalle sane dinamiche di produzione. Tempo fa parlavo con un programmatore belga che lavora in italia, che ovviamente si stupiva di come i suoi consigli per spendere molto meno (e avere di più) fossero costantemente ignorati nella sua azienda. Sforzi che, invece di portare credito, provocano in genere l'emarginazione. Abbiamo avuto un bel daffare a spiegargli che in Italia i soldi non vanno risparmiati, ma spesi. Il dizionario italiano pare sia semanticamente ostico a chi non frequenta queste paludi. Dicesi "produzione" il processo di giustificazione su basi economiche del trasferimento di capitali su basi politiche. La qualità richiesta al prodotto di conseguenza è quella minima necessaria a non perdere formalmente la commessa. E da questo deriva la richiesta di basse professionalità, ma estese. Vorrei fare una piccola nota però: dal lato del singolo (che cmq si inserisce nella dinamica che hai descritto) ci sono due figure, BEN DISTINTE:
- Il programmatore (o designer, o..) che per forza di cose si trova costretto a conoscere anche altro. - La figura ibrida, che per formazione e tipologia E' per sua natura interdisciplinare. La differenza a basso livello non si percepisce, probabilmente, perché non emergono i talenti: se io dico di scrivere un CSS, lo farà sia il primo come il secondo. Se però diamo in mano al primo uno sviluppo software più tosto e al secondo la strutturazione di un processo di sviluppo interdisciplinare (come ormai è inevitabile) allora si che escono competenze differenti. ...suppongo però che davvero pochi riescano a cogliere la differenza. Add Comment
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