Alberto Mucignat

random thoughts around web stuffs (è tutto un equilibrio sopra la follia…)

Blog succubi dei mainstream media?

Scritto il a proposito di WebLife - 21 Commenti

Da qualche giorno, in homepage su BlogBabel c’è una lista dei link di cui si parla tra i blog. La cosa che ho notato da subito è che una buona percentuale (30-40%) dei meme principali parte da articoli di Repubblica, Corriere, Grillo (ormai assunto a mainstream media) e qualche blogger famoso.

E se avessimo possibilità di allungare la timeline o vedere l’archivio giornaliero/settimanale dei meme (speta che pingo Ludo), mi sa che emergono ancora più pesantemente i grossi giornali online.

Come dire, i blog parlano parlano, ma alla fine sempre di quello che decidono i grossi si va a parlare. O, per vederla in un’altra maniera, i temi del giorno, l’agenda delle discussioni online è inevitabilmente e costantemente influenzata dai mainstream.

Certo, qualche blogger come Quintarelli ha la capacità di influire sull’agenda, il che è un risultato notevole. E rimane sempre un 60-70% di discussioni che non sono influenzate dai mainstream media, che è un secondo risultato notevole. O no?

Ma soprattutto, tra blogger e mainstream, non mi pare di vedere spesso altri siti di informazione. Dove sono finiti Libero, Excite, ecc? Non se li fila nessuno?

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21 commenti ↓

  • #1 Stefano Quintarelli 14/05/2007 05:41

    Grazie per l’apprezzamento.
    ..
    gia’ che ci sono, ci provo.. postare “LA FIBRA CHE RIDE” anche su studenti.it ?

    i nostri politici hanno figli…

  • #2 Marco 14/05/2007 06:06

    Secondo me sbagli il punto di vista sulla questione.
    Da web content manager di un sito di informazione volevo segnalarti che i blog hanno più voce in capitolo di quanto indichi nel tuo post, non perché parlano di questioni che i media classici non trattano, ma perché hanno allargato la conoscenza sulle notizie normalmente trattate dai media e, non ultimo hanno influenzato largamente l’approccio dei media alle notizie. La comunicazione avviene sulle notizie ed è naturale che il Corriere della Sera o La Repubblica continuino a essere le fonti italiane più citate. In fondo sono “aziende” con bacini di utenti nel settore “informazione” nell’ordine di milioni di persone…
    Interessante è invece proprio la presenza di Beppe Grillo che di fatto si è imposto per il suo approccio tecnologico, tanto da poter fare concorrenza alle “fonti” di informazioni.
    In questa chiave è interessante vedere che La Repubblica online è il maggior sito di informazione italiano perché è il primo quotidiano che si è buttato sul web e quello che maggiormente ci ha investito…

    PS
    colgo l’occasione per segnalarti che apprezzo molto il tuo blog…

  • #3 Alberto 14/05/2007 06:08

    eh, non lavoro più a studenti.it, non sono nemmeno più socio. ma mi fa lo stesso piacere che ti ricordi, anche se non ci siamo mai incontrati… ;-)
    ps: passo il link a qualcuno di studenti, sperando che recepiscano.

  • #4 Alberto 14/05/2007 06:19

    concordo. e ripensandoci, non dico molto di nuovo.
    quello che volevo dire è che i grossi media sono influenti sulle discussioni, perchè il 30-40% di queste sono “basate” sui grossi media.
    ma i blog, del resto, possono godere della lunga coda, ovvero centinaia, forse migliaia di discussioni, micro-meme.
    non so…
    forse il problema dell’informazione sta proprio nel mezzo. sono pochissimi i meme generati da network di notizie tipo libero ed excite, ma anche dai network di nanopublishing…
    o mi sbaglio?

  • #5 Senza Identità 14/05/2007 06:48

    triste ma vero

    prendiamone atto…e parliamo d’altro ;-)

  • #6 marco 14/05/2007 07:04

    Di fatto i vari libero ed excite hanno come fonti originarie le stesse che hanno i quotidiani (in genere le agenzie tipo Ansa o i comunicati stampa del tal ente, tal ministero o della tal azienda). Cosa cambia? Cambia che il loro lavoro – per quanto vogliano – non è quello di fare notizie…
    Una testata giornalistica ha una struttura che per quanto in Italia sia “decadente” è comunque efficace.
    Per quanto un’azienda si improvvisi editore dovrà faticare per ottenere l’investitura a “fonte di informazione”…
    I meme sono generati da chi per mestiere utilizza le informazioni a disposizione e le rielabora. Questo nel bene e nel male sarebbe il mestiere di giornalista…
    Se il web ha rivoluzionato la pratica è perché ha messo a nudo che molti dei cosiddetti giornalisti vendevano fuffa, non erano professionisti pur essendo iscritti ad un albo…
    Ora i blogger si nutrono di notizie di prima mano e le rielaborano, il loro apporto è notevole ma è naturale che abbiano bisogno di fonti a cui attingere la notizia originaria… e quali sono se non quelle di quotidiani che nel bene e nel male sono considerate fonti affidabili…

  • #7 mafe 14/05/2007 07:25

    Non sono tanto d’accordo: i blog parlano di notizie d’attualità che sono “forti” in quanto tali, in questo caso non è tanto che i media di massa dettano l’agenda, ma solo che fanno il loro lavoro, cioè evidenziare le notizie che interessano molti (e quindi anche molti blogger).
    Anche a me piacerebbe vedere non solo una timeline più lunga, ma anche più “cluster” di informazione, comunque.

  • #8 marco 14/05/2007 07:47

    “Anche a me piacerebbe vedere non solo una timeline più lunga, ma anche più “cluster” di informazione, comunque.”

    Sinceramente non capisco questa affermazione. Non da quando c’è il web almeno.
    Nell’era digitale la quantità di notizie a tua disposizione dipende unicamente da te. Se ti affidi a una sola fonte di informazione sei libero di cambiarla o di coadiuvarla con tutte quelle che vuoi. Se poi non ti bastano le notizie italiane, puoi andarle a pescare all’estero, ma dire che news le giornaliere sono limitate lo trovo riduttivo…

    Non credo neanche che i media dettino l’agenda. I media ogni giorno sfornano un numero di notizie abominevole. Che poi nelle loro homepage come nelle loro prime pagine ci siano un numero limitato di notizie dipende unicamente dalla loro struttura comunicativa. Che nel bene e nel male è efficace…

  • #9 Alberto 14/05/2007 08:01

    giusto (daltronde sui blog e i media hai sicuramente le idee più chiare delle mie ;-) )
    cosa intendi esattamente per “cluster di informazione”?
    se allunghiamo la lista dei meme troviamo quelli che io chiamo micro-meme. se allunghiamo la timeline su cui si basa la generazione di un meme, probabilmente ingrandiamo i meme e ne troviamo altri che nel tempo hanno generato una serie di link.
    tu cosa intendi esattamente?

  • #10 Andrea Martines 14/05/2007 08:51

    Beh, quello che non ho ancora sentito dire è che anche una lista di meme ha, per sua stessa natura, una linea editoriale, che consiste appunto nei modi di selezione e presentazione dei temi considerati rilevanti. Anche nel caso di un meccanismo del tutto automatico l’algoritmo che lo governa va considerato una linea editoriale a tutti gli effetti.
    Quindi in parte le ragioni che cerchi coinvolgono anche l’autore della rimediazione.

    In secondo luogo la lista di Blogbabel ha solo pochi giorni. E’ probabile che presto facciano capolino anche argomenti provenienti da fonti diverse.

    Bisogna anche considerare che, comunque, chi commenta un fatto tende a citare la fonte più autorevole tra tutte quelle che se ne sono occupate, ovvero i soliti noti.
    Il che lascia spazio nella lista a fonti alternative solo per i temi cosiddetti autoreferenziali.

  • #11 mafe 14/05/2007 10:05

    Marco, facevo semplicemente riferimento al numero di cluster presenti nell’home page di blogbabel, non a un limite della rete. Un’annotazione tecnica, non qualitativa.

  • #12 coseinfila 14/05/2007 13:26

    Caro Alberto,
    devo dire che questo è uno dei post da salvare nella categoria “tutto quello che non sapete sui blog italiani”. Sono decisamente d’accordo con la tua analisi. Torniamo come sempre alla consapevolezza del mezzo ecc ecc. ma è una “sfida” che va portata avanti, secondo me. http://www.coseinfila.it/2006/11/24/piu-internet-per-tutti/

  • #13 riffraff 14/05/2007 14:56

    albe’ ma tu ancora ti aspetti che esista il citizen journalism.it ?

    Mica avrai creduto davvero alla storia che la blogosfera.it crei contenuti e discussioni originali, siamo solo un mucchio di sbrodoloni che parla
    a) di notizie che stanno sui giornali
    b) di blogosfera
    c) di video su youtube.

    Non che non ci siano contenuti originali, ma la gente se ne frega, manca la massa di persone che vada davvero a linkarli e commentarli.

    Se ci pensi è lo stesso motivo per cui “meme”, che in origine significa “un’idea che si diffonde da sola” è diventato “catena di sant’antonio” nei nostri lidi, con inversione del meccanismo linker/linked

    (ah, hai scritto mainsteam nel titolo.. intendevi quelli che comandano il vapore o è un refuso? ;) )

  • #14 Marco 15/05/2007 00:20

    Chiedo venia Mafe, avevo frainteso…

  • #15 Alberto 15/05/2007 00:42

    sul citizen journalism, io credo che una parte del giornalismo locale verrà fatto coi blog, in futuro. e -in parte- anche quello nazionale, visti alcuni blog politici di opinione.
    ma qui non si parla di citizen journalism in senso stretto, bensì di generare delle discussioni su temi diversi da quelli proposti dai media mainstream. tipo quelle proposte da quintarelli, per capirci.
    in generale, hai ragione tu, siamo una “massa di sbrodoloni”, ma almeno sui temi tecnici ci sarebbe qualcuno in italia qualcuno capace di influenzare l’agenda dell’informazione. solo che…
    ps: grazie, ho corretto il refuso;-)

  • #16 mafe 15/05/2007 04:31

    Sicuri che non sia più un problema dello strumento che dei contenuti? Proviamo a ragionare al contrario: ci sono temi diversi da quelli proposti dai media che varrebbe la pena di approfondire? Se sì, quali? Per quante volte puoi ri-approfondire il tema dell’infrastruttura di rete? Ce ne sono altri caldi che vengono evitati?
    (domanda assolutamente non retorica, però mi piacerebbe andare sul concreto)

  • #17 Alberto 15/05/2007 14:32

    mafe, non so. oggi ho letto che il blog è come il telefonino, all’inizio chi ce l’aveva faceva il figo, adesso è una comodity.
    tra qualche anno avere un blog (probabilmente) sarà come avere un telefonino, quindi nessuno si stupirà di tutte queste discussioni e potremo parlare più liberamente (forse).
    insomma, la tua domanda non è poi così banale, ma nemmeno il mezzo lo è. :-)

  • #18 Alberto 15/05/2007 14:36

    andrea non esageriamo. quella è la lista dei link (interni o esterni) più linkati dai post spiderati da BB nelle ultime ore. non c’è una grande rimediazione, quindi. a dire il vero, e in parte mi contraddico, pare che non ci sia tutta sta lunga coda… a meno forse di non allungare la timeline, come proponevo.

  • #19 riffraff 16/05/2007 08:47

    il problema imo non è che i contenuti non vengano prodotti, ma che non ci sia gente a recepirli.

    Nella blogosfera in inglese, un post su django può generare una ventina di risposte da altri programmatori-blogger. Il che ne genera altre e così via, finché non si innesca il meccanismo che le porta alla ribalta.

    In italia qualsiasi interesse più di nicchia si ritova con pochi ascoltatori, per cui le conversazioni nascono più difficilmente.

    A questo punto, c’è il fenomeno della discussione sul portabiciclette[1], la gente finisce per parlare di cose su cui pensa di poter dire la sua: politica, scandali, blogosfera.

    Almeno credo.

    [1] http://www.freebsd.org/doc/en_US.ISO8859-1/books/faq/misc.html#BIKESHED-PAINTING

  • #20 Alberto 16/05/2007 13:52

    giusto, il problema è anche nella massa critica. daccordo.
    però non è vero che ci sono pochi ascoltatori di nicchia (io che ho un blog “di nicchia” ho oltre 550 iscritti ai feed, oggi). bensì ci sono pochi blogger tra i lettori.
    proprio oggi pensavo che preferirei avere la metà (ma anche un quarto) dei miei lettori, se ognuno di loro avesse un blog e fosse disposto a “discutere online” con me…

  • #21 Alberto Mucignat 05/07/2007 04:35

    Enrico di EdTv parte dal livello di fiducia che gli utenti danno al blog come fonte di informazione (80%) e analizza il comportamento dei suoi utenti a proposito di un ipotetico “effetto Corona”. Quindi arriva alla seguente conclusione:

    Io sono un pro

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