Alberto Mucignat

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Ludovico Van e i suoi fratelli

AlbertoAlberto

Ultimamente sono stato a qualche concerto di musica classica, merito anche della fatina ricciolina che vanta genitori pianisti. Insomma, ho visto un paio di pianisti molto bravi e devo dire che la classica mi piace, anche se a volte alcuni pezzi sono un po’ pallosi.

Poi è successo che nel mio iTunes si sono infilati una serie di concerti, tra Mozart e Beethoven, che giocano alla guerra tra di loro. Due, in particolare, forse i più noti.

Mozart, Sinfonia n. 40 in Sol minore
A parte il secondo movimento, gli altri tre sono assoluti. Mi aprono scenari nella mente, mi sale l’adrenalina, devo alzarmi in piedi, il cervello inizia a creare connessioni assurde. Impazzisco a tal punto che il terzo movimento, in particolare, mi ricorda alcuni passaggi progressive della PFM. Certo, io l’avrei fatto un po’ più veloce, ché sarebbe rimasto perpetuo come il quarto, per dire. Ma non sono Amadeo, purtroppo.

Beethoven, Sinfonia n. 9 in Re minore
E-che-te-lo-dico-a-ffare? Noi bravi ragazzi, quando parla Ludovico Van, stiamo ad ascoltare in religioso silenzio, mentre il corpo e la mente vagano nel vuoto. Per me quel zan-zaaan è fantastico. Specialmente il breve silenzio che segue. Dico, quello che a me risulta essere nella traccia 11 (perchè iTunes mi ha spezzettato la sinfonia in 39 tracce). L’inno alla gioia lo trovo invece un po’ inflazionato. Quasi scontato, se mi permettete, dopo tutto quello che accade prima. Per farti un esempio, quel che accade, prima e dopo, a me sembra la sceneggiatura di Pulp Fiction.

Amadeo e Ludovico Van mi hanno aperto la testa, in effetti. Ora bramo di ascoltare nuove cose. Ieri ero ad un concerto jazz e pensavo al blues e alla classica, a un certo punto pensavo che stavo ascoltando tutte queste musiche assieme.

La musica classica, che partitura enorme, infinita.

ps: consigli e suggerimenti su cosa ascoltare sono auspicati. Anche l’opera, per dire, che mi manca.

Comments 5
  • Andrea Martines
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    Andrea Martines Andrea Martines

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    Almeno finisci un primo giro di classica a volo d’uccello! 😉
    Beethoven, ad esempio: la mia Sinfonia preferita è la settima. Poi ci sono le varie sonate per pianoforte (Waldstein, Patetica, Appassionata…). E poi magari le ultime cose (tipo il quartetto d’archi Razumovsky), con cui decomponeva i suoi stessi canoni classici (gli orchestrali la prima volta pensavano fosse uno scherzo!).

    Poi Mozart ha tutta la cameristica. Ad es., guarda come giocano fra loro violino, violoncello e piano nel trio K542. Ma capiti sempre bene su Mozart.

    Rimanendo nella sinfonica “classica ma non pallosa” potresti provare Rachmaninoff (concerto n. 2, ad es.), o la quarta di Brahms, o ancora il conc. per violino e orchestra (op. 35) di Caikovski. Non difficili ma robusti, e molto soddisfacenti.

    Poi salterei indietro alla musica barocca. Tipo i concerti brandeburghesi di Bach (ma anche le raccolte di autori vari vanno bene, Vivaldi, Haendel, Clementi, Paradisi, Cherubini ecc…).
    Poi potresti approfittarne per andare sulle raccolte per tastiera, dal primo libro del Clavicembalo Ben Temperato (sia in originale – sembra quasi metal ante litteram – che per piano nella ver. di Gould) riandando poi in avanti con Chopin (Preludi e Studi su tutto).

    Dai, che così mi sono fatto perdonare le ironie sugli skypecast! 😉


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    grazie di avermi ricordato la mia ignoranza in materia. così è la seconda volta che mi riprendi. e un samurai come me non perdona 😉


  • Gaspar
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    Gaspar Gaspar

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    Certo che cominciare con Andras Schiff… non mi meraviglio se trovi che “alcuni pezzi sono un po’ pallosi!
    🙂

    Sono contento che ti stia avvicinando alla Musica. Vedrai che ti farà bene.


  • Francesco
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    Francesco Francesco

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    Mi associo al coro di gioia (con relativo inno?!?).
    E al di là dell’oggetto specifico (che non è argomento da poco), è bellissimo sapere che siamo sempre in tempo di scoprire cose nuove e stupirci.
    (pensa che c’è gente che a 50 anni non ha ancora visto le Dolomiti…)
    🙂


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    gaspar: shiff a me non è dispiaciuto, anzi mi ha impressionato molto. però ho visto un altro pianista quotatissimo (di cui non ricordo più il nome) suonare alcuni pezzi pallosi: a metà concerto ero mezzo addormentato….

    francesco: beh, il paragone regge, per cui potremo discutere a lungo se siano meglio le Dolomiti oppure le mie amate Giulie 😉