Alberto Mucignat

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ottobre: 2019
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D’Alema nel bene e nel male

AlbertoAlberto

Scusate, ma mentre faccio le faccende di casa (eh, noi freelance tuttofare) mi ha preso questo hype politico.

Interessante teoria. Di parte, ovviamente. Ma la matematica non è un’opinione, si dice.

Dunque facciamo parlare i numeri: partecipanti al voto erano 319 senatori cioè i 313 ordinari (perchè Rossi e Turigliatto non hanno partecipato) + 6 senatori a vita (Scalfaro era malato ed assente). Quindi il quorum per approvare la mozione di D’Alema era 160 voti favorevoli. Però sono stati solo 158, cioè due meno del necessario. Facile ed automatico dire “cavolo, proprio i due voti di quei due dissidenti!”

Sennonchè, e torna a parlare la matematica, se i due avessero partecipato al voto i votanti sarebbero stati 321 anzichè 319 e il nuovo quorum sarebbe salito a 321 diviso due, cioè 161. Ma i voti sarebbero stati solo 158 + 2 cioè 160.

Quindi, tanto per amor di verità, sembra proprio impossibile dire che Turigliatto e Rossi hanno fatto cadere il governo.

Non sono un esperto, ma il ragionamento lascia pochi dubbi.

In rete trovo anche un’analisi sulla strategia di D’Alema, che ognuno può piacevolmente confrontare con la sua mozione sulla politica estera, che ha portato alla caduta del governo. D’altronde la strategia è ammessa dallo stesso D’Alema.

Quindi, la risposta è: D’Alema, sempre lui.

Può piacere o meno, ma questo è quello che abbiamo ci meritiamo, baby.

Comments 5
  • Cristian Conti
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    Cristian Conti Cristian Conti

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    La matematica non lascia scampo..infatti il governo è andato sotto in quanto sono mancati i voti dei senatori a vita che mantenevano in vita il governo e, parete mio, appena c’è stato un evidente rischio per gli interessi della Chiesa e per quelli statunitensi, è venuto a mancare.

    L’affermazione del senatore di De Gregorio, il senatore che ha votato contro (ex Italia dei Valori, passato nel gruppo misto appena ha visto che poteva essere determinante, quindi per proprio tornaconto) non lascia dubbi: voterò la fiducia se spariscono i dico.

    In sostanza togliendo i dico, approvando la base di vicenza, la tav, i rigassificatori, riforma delle pensioni, e altro ancora non so cosa sia rimasto di sinistra in questo governo.
    La DC ha vinto, in fondo non era mai andata via.

    Peccato per la partita con la Scozia..


  • Cips
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    Cips Cips

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    L’epilogo della crisi, però – almeno sembra – è stato un rinserrare le fila intorno a Prodi. I 12 punti sono, in sintesi: “zitti e buoni che parlo io”.
    Quanto alla questione Dico e balle varie: anche Vendola ha detto che era meglio se su una questione etica così profonda si esprimesse il Parlamento. E poi, il Ddl è già stato approvato dal Governo e verrà calendarizzato. adesso non diciamo che è una priorità assoluta, altrimenti se siamo con le pezze al culo ma liberi di sposare un gay io m’incazzo di brutto…


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    volevo dire che penso che il regista di tutta questa fase sia stato D’Alema. con il benestare di Prodi, s’intende.

    ps: peccato perchè? la scozia è stata sbaragliata 😉


  • Cristian Conti
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    Cristian Conti Cristian Conti

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    Avevo dovuto lasciare la partita quando ancora eravamo sotto e si sbagliata troppo..e chi si immaginava che sarebbe finita così..meglio così allora, la guardo in differita sempre da ora!


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    ma cosa dici!!?? siamo partiti con un 21-0 in 6 minuti! per una volta che non siamo sotto… cioè: non confondiamo il rugby con il masochismo della sinistra italiana 😉