Non conosco personalmente Mafe De Baggis, ma trovo molto interessante quello che ha detto a margine dello IAB.
Sottoscrivo in pieno la tesi di fondo e aggiungo: la pubblicità su internet è in crescita semplicemente perchè è un surrogato della pubblicità offline (tv, giornali, radio) e perchè ha una vendibilità senza rivali. La pubblicità rende, punto e basta.
In realtà, secondo me la pubblicità online non genera il ritorno di investimento che uno si aspetta. Lo dico avendo vissuto per anni sulle spalle della pubblicità (banner e affini), quindi con un po’ di cognizione di causa. Per questo forse su internet conviene parlare di campagne di comunicazione, piuttosto che di campagne pubblicitarie.
Inoltre, ci sono alcuni passaggi di Mafe che voglio riportare perchè sono importanti:
1. Internet consente di comunicare senza dover per forza acquistare pubblicità
2. Gli investimenti per la presenza online sono a tutti gli effetti investimenti di comunicazione
La definizione “presenza online” rappresenta tutto: infrastruttura, sito, comunicazione, promozione. Quindi quando si parla di investire online non si parla solo di campagne pubblicitarie.
Personalmente ritengo che il budget per la presenza online debba essere gestito più dal marketing che dal reparto IT, ma mi pare che ci siano arrivati tutti. Il problema è che spesso il marketing lavora solo sulla pubblicità. Invece, il budget per la presenza online deve considerare anche i costi di sviluppo dei servizi e della gestione editoriale.
Per capirci, mi auguro che in futuro i soldi che vengono spesi per costruire una presenza online (sito, community, blog, ecc) siano considerati un valore come i soldi spesi in pubblicità.
Spesso invece il sito deve costare gratis, per poi spendere in pubblicità. Ma se il sito è fatto male, cosa diranno gli utenti che cliccano sul banner? A questo volevo arrivare, scusa la tirata.
ps: prima di pubblicare faccio leggere ad Oli che mi dice “cos’è un banner?”. Dopo che le ho spiegato, chiedo: “hai mai cliccato su un banner?”. Risposta: “No”.
2 commenti ↓
Grazie di aver capito di cosa parlavo (pare non fosse così immediato
Continuare a sottovalutare le differenze tra il comportamento d’acquisto online (continuo e immediato) e offline (frammentato e distante nel tempo) è secondo me il problema principale dell’interpretazione di Internet come mezzo. Come giustamente dici, se clicchi su un banner e vieni deluso, chi ha investito in quel banner ha buttato via i suoi soldi, perché il sito di destinazione è comunicazione almeno quanto il resto.
Speriamo di riuscire ad approfondire il discorso
forse non è così immediato per chi pensa solo (o principalmente) alla pubblicità.
quanto ad approfondire il discorso, ci sarà sicuramente occasione