Ho trovato alcuni spunti di peso a proposito del mio attuale interesse: le statistiche web come metriche per IA e UX.
Oltre al già citato PageViews are obsolete (un po’ generico, imho), segnalo alcuni articoli su Boxes and Arrows:
- Web Traffic Analytics and User Experience, dove si presenta un metodo e alcune annotazioni interessanti
- Quantifying User Experience – Part 1 e Part 2, dove si analizzano le metriche per UX e IA prodotte dall’analisi dei contenuti
Alla fine, tra varie cose, trovo alcune conferme e spunti nuovi sull’uso delle statistiche web:
- utili per essere utilizzate nel calcolo degli indicatori delle performance di un sito (KPI)
- dicono cosa, ma non perchè. Cioè non aiutano a capire il perchè del comportamento utente, però aiutano a capire dove andare a parare (anche per tarare i test di usabilità)
- rispetto all’analisi euristica, danno un risultato oggettivo e non soggettivo (quindi vanno utilizzati entrambi)
- nell’analisi dei contenuti cosentono di verificare l’efficacia dei sistemi di navigazione
- sono uno strumento per fare comparazioni: forniscono dati importanti su cui misurare i miglioramenti di un sito, prima e dopo un certo redesign. Possono infine dimostrare che lavorare sulla user experience porta a risultati tangibili.
Ma una delle cose più interessanti è che, per migliorare l’esperienza utente, le statistiche sono una delle componenti necessarie, ma non sufficienti. Comprendere bene l’utente richiede i seguenti elementi:
- statistiche web
- analisi dei dati CRM
- user testing
- some magics
Beh, l’ultimo tassello è soggettivo e personale, altrimenti noi non serviremmo. Secondo me l’esperienza e la sensibilità dei professionisti come noi, alla fine, sono il vero valore aggiunto.
2 commenti ↓
[...] passato me ne sono già occupato, ma vorrei ripeterlo ancora: le statistiche dicono cosa fa l’utente, ma non dicono il [...]
[...] già parlato diverse volte del problema dei dati a supporto delle scelte strategiche di un’azienda e continuo ad [...]