Alle 13 metto a posto la camera e faccio la valigia. Alle 13.45, quanto tutto è pronto, per ultima cosa faccio una doccia gelata. Alle 14, in tenuta da spiaggia, esco di casa e vado a prendere la metro A fino a Termini.
Poi passo 1 ora circa alla libreria della stazione, dove mi rivestirò come un cristiano, per acclimatarmi all’aria condizionata. Poi prendo l’eurostar, a bordo del quale è nota una temperatura vicina allo zero assoluto. Al mio arrivo in Friuli, per la prima volta, mi auguro che piova, per limitare l’impatto con l’afa dopo 6 ore di AC a palla.
Ho calcolato che l’escursione termica totale sarà di 150 gradi circa. Il coefficente di difficoltà è alto sulla metro, un po’ più semplice invece il percorso libreria-treno.
Come diceva il biondo: se risparmi il fiato, uno come te ce la può fare.
Aggiornamento: siamo arrivati a Pordenone con 2 ore di ritardo. Sulla tratta Rm-Fi il locomotore era guasto e ci siamo fermati un po’ di volte. A Mogliano, poco dopo Mestre, si era invece guastata la centrale, quindi siamo stati fermi un’altra oretta. Sull’eurostar l’AC non è effettivamente troppo fredda, mentre le nuove vetture della metro di Roma hanno una temperatura di 14 gradi. Considerato che nel sottosuolo di Termini faceva 40 gradi con umidità del 90%… fate voi. Cmq sono sopravvissuto e mi è passata bene: in treno ho finito il nuovo libro di Granieri.
1 commento ↓
Sarebbe bello se in effetti facesse così fresca come dici sugli eurostar… Personalmente, in giacca e cravatta, non riesco a fare a meno della fronte imperlata, sempre. :-/