Alberto Mucignat

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Random thoughts around web stuffs (è tutto un equilibrio sopra la follia)

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Il senso del tempo

AlbertoAlberto

A me è capitato di capire il senso del tempo, mentre scendevamo da Rocca Pendice -io e Mike- in un afoso pomeriggio di fine estate.

I gesti erano rallentati, inebriati dal piacere di quello che avevamo fatto. La strada a tornanti era percorsa solo da qualche ciclista. E noi ci stavamo godendo quegli ultimi momenti sotto il sole caldo, come quando si assapora la persistenza di un buon bicchiere di vino.

Mentre in pianura la vita friggeva, quel giorno il lavoro e gli impegni attendevano qualcuno più disposto di noi. La persistenza di quei momenti dura tutt’ora: quel pomeriggio, quei pochi tornanti li posso ancora assaporare nella mia mente.

Per capirci, l’idea più vicina a questa senzazione me l’ha data il viaggio di Rumiz di quest’anno. Antonella Sassone su Webgol riassume bene quello che succede anche a me:

La pagina di Rumiz non la leggo come le altre. Ho bisogno di calma, di lentezza. Una lentezza parallela a quella che il “maestro” usa nel suo viaggio.

A me, qualche tempo prima, Paolo aveva detto:

Vorrei tornare a fare un viaggio lento, perchè l’Italia è un paese che si vede meglio viaggiando lenti. (*)

Da quando faccio il consulente ho più tempo libero. Il concetto di tempo libero è difficile da definire, ma posso dire che si tratta di quel tempo che mi capita per caso e genera un’ansia pazzesca, perchè mi trova impreparato ad approfittarne. Se non riesco a riempirlo, quel tempo diventa perso e mi sento in colpa.

Infatti, oggi lo spreco del tempo ha un’accezione negativa. Ma sprecarlo è una goduria, una libertà infinita. Qualcuno mi insegna che l’ozio, per gli antichi, era un’attività necessaria per pensare. L’ozio non è un tempo sprecato, è un investimento.

Idling or “doing nothingness” is important. Most of us, myself included, are obsessed with “getting things done.” We’re afraid to be “unproductive.” And yet, the big ideas often come to us during our periods of “laziness,” during those episodes of “wasting time.” We need more time away from the direct challenges of work. Long walks on the beach, a jog through the forest, a bike ride, spending 4-5 hours in a coffee shop with the Sunday paper. It is during these times that your creative spirit is energized. (You are creative, Presentation Zen)

Il mio consiglio è di provare a buttare via un giorno di lavoro. Il weekend non dà la stessa sensazione, perchè non è una contropartita valida, in termini convenzionali.

Provare a tuffarsi nelle vie poco battute, cercare dei tornanti, un luogo poco frequentato. Perdere tempo in un bar, fermarsi a parlare con uno sconosciuto ad una fonte, con un contadino mentre si attraversa un campo.

Certo, devi anche essere in compagnia di una persona speciale. Oppure da solo, ancora meglio. Questa ricerca del tempo perso non è per tutti e nemmeno per tutte le compagnie.

Se provi, se hai già provato, fammi sapere. Per me è importante.

ps: la prossima volta ti parlo di come questo tempo è spesso generato dall’imprevisto.

Comments 2
  • Solstizio
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    Solstizio Solstizio

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    Sono fortunato.
    Gestisco autonomamente il mio tempo lavorativo (leggi: lavoro meno che posso), ho una adorata Vespa Sprint del ’67.
    Andare a fare giretti è la mia passione, parlo con vecchietti bevendo spriz di rosso, mi riempio gli occhioni di paesaggi (ad esempio da Canebola a Prossenicco lungo 6 km. di sterrata tipo CamelTrophy, qui nel selvaggio est), lascio liberi di vagabondare la mia mente, il mio corpo, il mio spirito.


  • mapi
    Posted on

    mapi mapi

    Author

    Una ricerca sul tempo mi ha condotta fin qui. Ti sfoglio un pò perchè mi piace questo tuo blog. Ciao Mapi