Una conferma alla legge di Google viene da Rosenfeld e Morville, che ne parlano a proposito della navigazione contestuale:
“When designing a contextual navigation system, imagine that every page on the site is a main page or portal in its own right.” - Polar bear, pag. 118
Morale: la navigazione può iniziare in ogni pagina del sito, che vanno curate amorevolmente come l’homepage.
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Il fatto che Morville e Rosenfeld dicano di curare le pagine interne per la navigazione contestuale non ci dice in realtà nulla sulle abitudini degli utenti e sul modo in cui questi raggiungono i contenuti profondi di un sito.
Ad ogni modo, anche assumendo che attraverso motori di ricerca e forse ancora di più feed RSS gli utenti atterrino direttamente ad una pagina interna, rimane attuale un forte problema di information architecture: organizzare i nostri contenuti affinchè, secondo un approccio di circolarità dell’informazione, sia possibile continuare a navigare rifinendo la proprio ricerca, identificando contenuti correlati e scoprendo nuovi temi affini a quello della ricerca.
Disegnare concretamente questo task richiede una competenza che può essere vista come una sorta di IA ad un livello superiore, una sorta di social information architecture: permettere al blogger ma più in generale agli utenti di creare collegamenti dinamici traversali tra i contenuti e disegnare dei flussi di navigazione a partire da questi collegamenti in modo tale da arricchire l’esperienza utente.
Cheers,
Emanuele
Riflessione interessante.
Risulta opportuno, quindi, avere sempre un link alla propria home, magari in calce a ogni articolo del proprio blog
concordo con te su tutto, tranne forse sull’osservazione finale. io credo che l’architettura delle informazioni non sia una cosa che parte solo dall’homepage, ma questo non significa che debba per forza basarsi su “logiche sociali”.
non credo si risolva tutto solo con un link
Forse mi sono espresso male: non ho mai pensato che progettare l’IA di un un sito (portale, vortale, blog,etc.) significhi concentrarsi sull’homepage.
Una IA progetta un’ossatura, un’architettura per l’intero artefatto fatta di due fasi: una fase di analisi ed una fase di sintesi. Ciò significa creare un’organizzazione top-down ed una bottom-up che si incontrano producendo l’esperienza di navigazione.
I legami bottom-up servono proprio a creare quelle relazioni associative che servono a fornire meccanismi di esplorazione diversi dalla navigazione principale e da quella secondaria (generalmente realizzati top-down tramite una gerarchia).
Thesaurus e tag sono due strumenti diversi ma tuttedue utili ad ampliare le relazioni tra contenuti.
direi proprio di no
secondo me è *fondamentale* progettare bene le pagine interne. la mia piccola esperienza mi dice che almeno 3 visitatori su 4 arrivano al sito su pagine interne, e non necessariamente passano per l’homepage.
a volte, addirittura, può essere mio interesse che non passi per l’homepage.
ovviamente ci vuole equilibrio in ogni scelta, ma bisogna sia rendere piacevole l’esperienza di navigazione dell’utente (con tutte le considerazioni che avete già fatto) sia anche puntare ad un buon tasso di conversione (se abbiamo lo scopo di trasformare la visita in qualcos’altro). mi pare sia addirittura un controsenso, questa necessità di conciliare le due cose. l’equilibrio può aiutare a trovare la strada migliore. oppure no.
Sono tornato da Berlino con molti pensieri in testa. Molte idee, alcuni bei contatti. Ma andiamo per ordine.
Berlino
Niente soliti discorsi di quanto infinitamente sia migliore la qualità della vita rispetto all’Italia, persino anche nelle metropoli t