Alberto Mucignat

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Servizi poco segreti

13/07/2006

Società

Sullo sfondo del mondiale, non mi sono perso nessun articolo sullo scandalo del Sismi (il servizio segreto militare).

Per prima cosa mi ha colpito (ma non sorpreso) che avvenimenti tra loro apparentemente scollegati (Telekom Serbia, Nigergate, Abu Omar, le intercettazioni Telecom, ecc) siano in realtà legati da un filo sottile che porta direttamente ai vertici dei nostri servizi.

In generale, sui metodi del Sismi la penso come Ferrara (in breve: inutile lamentarsi troppo dei metodi dei servizi, fanno un lavoro sporco per garantire la sicurezza nazionale), ma in questo caso non mi pare si siano occupati di problemi di sicurezza nazionale.

Mi pare piuttosto che abbiano dedicato una cospicua parte del loro tempo a curare la propria immagine e a depistare. E anche, chini e devoti, ad aiutare i nostri alleati (o conquistatori) americani a compiere azioni illegali sul nostro territorio, per compiacerli. E pensare che, dopo Calipari, mi aspettavo che i politici ridiscutessero questi rapporti…

Quello che abbiamo letto significa proprio che i nostri servizi facevano cose, oltre che fuori legge (anche i servizi hanno delle regole che devono essere supervisionate politicamente), completamente al di fuori dell’interesse del paese.

Dal punto di vista politico-organizzativo, ci sono due possibilità che vanno chiarite:
- non hanno riferito nulla ai loro referenti politici (Letta, Berlusconi), nel qualcaso mi preoccupa il fatto che non c’è un controllo politico su quello che fanno i nostri servizi
- hanno riferito tutto o in parte ai loro referenti politici. In questo caso mi preoccupo ancora di più, perchè significa che i politici hanno avvallato questa idiozia.

Ora, io penso e voglio che i servizi segreti del mio paese lavorino -in segreto, appunto- per garantire la nostra sicurezza. Non mi preoccupo molto dei mezzi, se i vertici politici li ritengono importanti per la nostra sicurezza e se ne assumono la responsabilità. Voglio però che il potere politico ne risponda degli errori ed eviti pericolose concetrazioni di potere nelle mani di funzionari segreti.

Soprattutto, vorrei essere un po’ fiducioso che qualcuno di questi cerchi nel tempo libero di scoprire se ci sono terroristi o altre azioni pericolose nel nostro territorio, le riportino ai loro superiori e vengano prese le adeguate contromisure.

3 commenti ↓

  • #1 Marco Cattaneo 13/07/2006 03:35

    Sono perfettamente d’accordo con te. Penso che, ad ogni modo, non sia lecito sindacare sui loro mezzi, in considerazione del fatto che non conosciamo territori e ambiti nei quali operano. Serve fiducia, necessariamente.

  • #2 Alberto 13/07/2006 04:46

    scusa, ma non ho detto questo. secondo me i mezzi sono “leciti” quando:
    - perseguono i fini previsti dalla legge sui servizi
    - vengono vagliati e autorizzati dal controllo politico
    - non sono contrari alla costituzione italiana
    il caso abu omar e i fatti conseguenti dimostrano come tutti questi punti siano stati bellamente tralasciati. per il resto, la fiducia, purtroppo, tocca avercela.

  • #3 Francesco Rustichelli 15/07/2006 14:05

    Sono d’accordo su tutto quello che hai scritto.
    E hai scritto tutto quello che avrei voluto dire io.

    Ribadisco anch’io che maggiore è la libertà di azione di un servizio o di un sistema, più forte e definito deve esserne il controllo.

    E’ una necessità - oserei dire - matematica; altrimenti, non solo il sistema non è utile, ma “diverge”.

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