Alberto Mucignat

random thoughts around web stuffs (è tutto un equilibrio sopra la follia…)

Blog e siti editoriali

Scritto il a proposito di WebDev - 10 Commenti

Non è la prima volta che sento qualche dubbio sul sistema di consultazione temporale dei post di un blog. Tiziano lancia la discussione e quindi prendo la palla al balzo.

A posteriori, mi rendo conto di aver generalizzato un po’ e di non aver risposto esattamente alla domanda di Tiziano, ma ormai il pippone è scritto.

Blog e siti editoriali

Ho sempre sostenuto la differenza tra blog e siti editoriali (tipo Repubblica.it, per capirci), a partire dallo strumento software e dalle diverse esigenze redazionali. La scelta dipende da molti fattori soggettivi e quindi non parlerò di questo.

Piuttosto mi rendo conto che, per tipologia e quantità di contenuti, tecnicamente alcuni blog sono paragonabili ad un sito editoriale. Per questo, chi si occupa di network di contenuti prima o poi arriva a sentire l’esigenza di una riorganizzazione e di un miglioramento della navigazione.

Filosofia editoriale

Devo dire però che la differenza tra sito editoriale e blog è ancora più sottile. Il blog è aperto per definizione, i contenuti vengono sindacati da una marea di motori, vengono riaggregati da software e servizi esterni, si relazionano con altri contenuti remoti (trackbacks), fanno un ampio uso di link che appaiono di rimando anche negli altri blog, ecc.

Invece, per sua natura un sito editoriale è un ambiente chiuso: i contenuti sono protetti da copyright, non sono molto aggregabili (spesso non vengono nemmeno aperti i feed rss), non usano i trackbacks e non linkano molto volentieri siti esterni.

Contenuti

Nei blog i contenuti sono legati all’ispirazione dell’autore, mentre per i sistemi editoriali c’è un preciso piano editoriale: temi che diventano categorie, molteplici autori e rubriche che generano ulteriori classificazioni, ecc.

È quindi normale pensare che dei contenuti editoriali siano più facilmente organizzabili rispetto ad un flusso di contenuti piuttosto casuale prodotto dall’interesse momentaneo di un blogger.

La cosa in comune è che il web moderno, con i suoi standard e nuove tecniche, ha reso molto più facile creare collegamenti tra contenuti, attraverso keywords, link e altre diavolerie semantiche.

Sistemi di navigazione

Nel caso dei blog, le strutture di navigazione vengono utilizzate solo in consultazione diretta. Ma se vogliamo ritrovare un post che ci interessa, dobbiamo per forza utilizzare servizi tipo Bloglines, Delicious, la ricerca sui preferiti di Technorati o altri servizi simili.

Insomma, non è concepibile che torniamo su ogni blog che conosciamo per fare una ricerca o una consultazione. Però la “portabilità dei contenuti” di un blog fa in modo che ci siano strumenti di ricerca e organizzazione dei contenuti al di fuori del blog stesso.

Invece, nei siti editoriali i contenuti vengono continuamente riorganizzati e ristrutturati dalla redazione e la loro reperibillità (trovabilità, direbbe qualcuno) è affidata principalmente alle strutture di navigazione del sito. E il motore di ricerca è spesso una delle chiavi per un buon sito editoriale.

Per i blog, i sistemi di navigazione classici sono categorie e tag, dove però appare tutto il post e obbliga il lettore ad una lunghissima navigazione paginata, sempre in ordine temporale. Ultimamente stanno emergendo i post simili, basati su un’attinenza prodotta dai tag o da parole chiave in generale.

In ogni caso, una volta analizzati, i contenuti si possono classificare attraverso i sistemi classici (card sorting, faccette, categorie, mappe, ecc). Evidentemente per i network di blog con molti contenuti può essere utile iniziare un percorso del genere.

Dove andiamo

La tendenza che vedo è quella di andare verso un web aperto, dove ci sarà il riutilizzo di contenuti su molteplici servizi, che ne consentiranno la ricerca e la fruizione in diversi modi.

Da un certo punto di vista potrebbe sembrare un superamento dei sistemi di navigazione, ma una parte cospicua della navigazione avviene comunque sempre nel sito originario.

Per un editore o per un semplice blogger è importante accettare questo futuro e prepararsi ad essere aperti. Per esempio utilizzando i giusti standard o microformati, senza però tralasciare l’architettura del proprio sito, specie quando raggiunge una dimensione notevole.

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10 commenti ↓

  • #1 Daniele Minotti 12/07/2006 10:36

    Mi verrebbe da aggiungere… che, secondo il noto giudice di Aosta, le differenze dal punto di vista giuridico sono minime, quasi inesistenti ;-)

  • #2 Alberto 12/07/2006 10:38

    notevole ;-)

  • #3 ludo 12/07/2006 11:50

    Argomento interessante. Come ho già scritto sul blog di Tiziano, su qix ho fatto alcuni esperimenti con i box in alto a destra che evidenziano con titolo e/o immagine alcuni post, e per ora sembra funzionare bene. Prima o poi mi decido ad estendere l’esperimento.

    Non sono molto d’accordo con te su due punti:

    * che i contenuti siano più facilmente reperibili sui “sisti editoriali”, la mia esperienza è esattamente l’opposto; su un blog tra tag e categorie navighi facilmente all’interno degli argomenti che interessano, sui siti tipo Repubblica è un’incubo, in parte per l’ansia da portale che affolla le pagine di contenuti, in parte per la classificazioni troppo rigide e poco evidenti rispetto all’attualità

    * che sui blog le pagine di navigazione per categorie/tag e dei risultati della ricerca espongano i contenuti per intero; non è sempre così, su Lightpress ad esempio ci sono dei plugin apposta per dimnuire (o eliminare completamente) i contenuti dalle pagine di navigazione; la stessa cosa con altri motori di blogging; dipende dalle competenze tecniche dell’autore del blog, e da quanta attenzione ha (di solito poca) all’organizzazione dei contenuti.

  • #4 Alberto 12/07/2006 12:24

    ho citato repubblica per far capire cosa intendo con “sito editoriale”. nella fattispecie, a parte alcuni contenuti correlati, repubblica ha una pessima navigabilità, concordo. esistono però altri siti editoriali dove invece la navigabilità è buona.

    anch’io conosco la possibilità di limitare i dati presenti sulle pagine lista di categoria/tag. ma rimane il fatto che i contenuti vengono esposti temporalmente, non esiste cioè una “priorità” del contenuto, anche se sulla priorità (o criterio di ordinamento) si potrebbe scrivere un altro post ;-)

    a margine, mi piacerebbe installare lightpress e stressarlo un pochettino, magari prima o poi ;-)

  • #5 Tiziano 13/07/2006 00:07

    Raccogliendo l’invito di Ludo, proporrei di [url=http://www.fogliata.net/2006/07/13/skypecast-nuove-forme-navigazione-blog/]fare due chiacchiere sull’argomento[/url].

  • #6 Dario 14/07/2006 03:35

    Spesso nei siti editoriali il motore di ricerca è pessimo e non si trova nulla,mentre magari nei blog è più facile tra categorie,tag,barcamenarsi nei post. Per quanto riguarda la struttura son convinto che la regola dei “tre click” sia ormai giunta a “due,se non un click”: i contenuti quando finiscono indietro sono quasi definitivamente persi in un blog per l’utente che fa sempre meno distinzione tra “diario personale,blog” e “sito editoriale”. Per questo secondo me le prossime piattaforme blogging andrebbero organizzate diversamente dal punto di vista del layout non so se nella direzione dei cms.

  • Io penso che qualcuno stia pensando un po’ troppo. Non sono d’accordo sull’importanza attuale dei feed e di conseguenza tutte queste discussioni, dal mio punto di vista, non hanno ragione di esistere.

  • #8 Stefano Gorgoni 27/07/2006 02:33

    Un paio di settimane fa questo post affrontava i problemi dell’architettura dei blog, focalizzando l’attenzione soprattutto sul fatto che il feed RSS trasformava il blog visitato via web, sostanzialmente, in un duplicato. Da qui l’esi…

  • [...] qui leggi Alberto Mucignat (conciso e preciso).qui leggi Sante J.Achille (mi é piaciuto molto il finale aperto). [...]

  • #10 noa 10/11/2009 13:52

    Ciao, molto interessante.
    Segnalo a questo proposito un nostro lavoro appena terminato e pubblicato, si tratta di una “rivista” online basata su piattaforma WPMU, wordpress multiuser.
    In pratica, invece di inserire il blog (o i blog) in un sito/portale, abbiamo inserito il portale, il forum, e pure lo shop, dentro a un multiblog.
    La gestione è unica, con un unico db per tutto. Questo da un punto di vista tecnico. Dal punto di vista editoriale, invece, si sta cercando il giusto compromesso tra struttura aperta e collaborativa, tipica dei blog, e struttura chiusa e controllata, tipica editoriale dove – oltretutto – c’è un direttore responsabile.
    Non è semplice, si imparerà, correggendo la rotta, cammin facendo. A me sembra interessante comunque il fatto che persone che non possono considerarsi (vuoi per età, vuoi per background) “nativi digitali”, artisti e giornalisti che provengono dalla carta stampata, abbiano deciso di mettersi in gioco in modo così diverso.
    Ah, la rivista: http://www.fingerpicking.net

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