Alberto Mucignat

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Educazione del cliente

Scritto il a proposito di WebMarket - 7 Commenti

Tempo fa mi lamentavo del mercato italiano, dicendo che il problema era culturale della piccola e media impresa italiana.

In Norvegia ho parlato con molte aziende e ho capito che anche all’estero esiste questo problema, solo che le aziende hanno realizzato che è importante aiutare il cliente a migliorare la propria cultura IT. In poche parole, educare il cliente aiuta le aziende a creare un rapporto di fiducia e di mutua convenienza.

A pensarci bene, parte del mio lavoro con i clienti è sempre stato quello di far capire quello che stavamo facendo, le intenzioni, il vantaggio della tecnologia, ecc. Insomma, perchè ci lamentiamo noi? Fa tutto parte del nostro lavoro, anche se spesso vorremmo la pappa pronta.

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7 commenti ↓

  • #1 Fabrizio Gentili 02/07/2006 05:32

    Il problema è secondo me anche in chi dovrebbe istruire… spesso chi improvvisa ha paura dell’uomo nero – leggasi concorrenza – e quindi gli fa più comodo far sì che il cliente capisca poco e misuratamente quello che succede. Salvo poi borbottare perchè il cliente non firma il preventivo con cui si potrebbe andare tranquilli in vacanza.

  • #2 fullo 02/07/2006 13:56

    in italia però c’è anche il problema del cliente che non vuole imparare, perchè tanto “non è il suo lavoro”.

  • #3 GaetanoAnzisi.com 03/07/2006 02:48

    E se invece il Cliente avesse un esperto di comunicazione e un responsabile IT competenti? MAGARIIII!!!! Li dobbiamo formare? Istruire? Educare? Ma chi lo deve fare? Il project manager, l’account oppure un’altra figura dedicata? Non so ma in questo periodo i sento come un venditore di batterie di pentole ma il mio articolo è FUFFA DIGITALE…
    Devo andare in vacanza ma per molto tempo e facendo un LUNGO viaggio!

  • #4 Alberto 03/07/2006 03:09

    secondo me siete un po’ fuori pista. il mercato è così dovunque, però le cose stanno cambiando e finalmente la gente inizia un po’ a capire internet e il nostro lavoro. il fatto è che comunque non possiamo pretendere che capiscano tutto, quindi tocca spendere una parte del nostro tempo in “spiegazioni educative”.

    e poi, sinceramente, l’autore qui pensa che non sia il caso di far firmare preventivi per poi andare finalmente in vacanza: se vogliamo raccogliere dobbiamo essere i primi ad essere corretti.

  • #5 Alberto 03/07/2006 03:10

    se non sai spiegare la “fuffa” che proponi, vuol dire che non sei fatto per questo mestiere ;-) . c’è sempre un modo per spiegare e devo dire che ultimamente questo mi appassiona molto.

  • #6 Fabrizio Gentili 03/07/2006 03:56

    Quello che dici è giustissimo, ma è innegabile che a fronte di una “poca cultura informatica” da parte dei clienti, a mio avviso fa da contraltare non solo una “pigrizia” nell’educare il cliente, ma molte volte una “scelta mirata” nel tenere il cliente all’oscuro di certe cose.
    Diciamo che moltissime volte si privilegia proprio il cliente che dice “non so niente, non è il mio lavoro, pensateci voi” perchè ti lascia una certa libertà di movimento, se così vogliamo chiamarla. Il risvolto della medaglia è che poi diventa difficile fargli digerire certi investimenti se non gli si fornisce nessuno strumento per valutare le proprie prospettive di crescita.

    Delle due bisogna sceglierne una, e anche se ognuno crede di agire in modo giusto e corretto, credo sarebbe giusto domandarsi se SEMPRE approcciamo con una “visione lungimirante”, o se cadiamo nella tentazione di scegliere noi quali leve azionare e quando farlo.

    Non voglio apparire come un disonesto volpone, ma è un dato di fatto, se la situazione è questa non possiamo pensare che sia solo “pigrizia nel non spiegare”.

    A pensar male si fa peccato, ma quasi sempre… ci si indovina ;-)

  • #7 Alberto 03/07/2006 04:15

    ho argomento qualcosa a riguardo, nel mio ultimo post. ;-)

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