Friday, June 9. 2006Gradi e sensazioniTrackbacks
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Se mi chiami, rispondo
a proposito di limiti, sto leggendo messner: "Avere non significa nulla. E' osare ciò che conta". per dir. mandi
Ho recentemente concluso un corso di arrampicata (pur praticando da quasi una decina d'anni, ho deciso di reimparare correttamente tutto da capo) ed uno degli istruttori più bravi (leggasi il più bastardo) che ho avuto, durante una via abbastanza atletica e continua, mi ha esposto come la motivazione sia più utile della magnesite:
Tra malcelate imprecazioni di varia natura salgo oltre la metà della via, il passaggio chiave; inutile sottolineare che è obbligatorio. mi osserva e tace. Mi arresto e provo ogni geometria possibile a parte quelle a testa all'ingiù, ai piedi della via sono certo che mi hanno già scambiato per un bradipo ipercinetico; non sento più gli avanbracci, le dita iniziano ad aprirsi sulle prese... il morale mi attende ai piedi della via. Lui ride ed aggiunge 'ah si... non ti avevo detto... da lì c'è una sola presa svasata sulla quale accoppiare antrambe le mani, ma tranquillo adesso te son fora dal faziie...' (ndt: sei testè uscito dalla zona meno difficoltosa). Non avevo nemmeno più lacrime per piagere Un rest e passa la paura (ed anche l'accoppiamento sullo svaso). Bè, poi ci sono le donne, che non vedono ogni rinuncia come una sconfitta. Forse.
Non mi piace l'idea di VOLER superare il limite, non è molto zen. Credo che arrampicare sia cercare ogni volta di liberarsi da quello che ci blocca e ci condiziona (non dalle nostre paure) e fare esperienza di quella sensazione di ESSERE SENZA LIMITI, per qualche secondo, per qualche metro. Michele: Alberto ha insinuato che la tua ragazza arrampica da prima e io no.. Sfida?!! cercare di liberarsi... cercare il limite... superarlo... sono tutti sinonimi.
ps: fossi in te, a quanto mi dice michele, lascerei perdere la sfida. e poi è una ricerca personale, non una sfida. Il limite è (in) te. Lo Zen anche. Vederlo e lo volerlo superare è molto zen IMO.
Altro discorso è se ti dicono di farlo; il limite è sempre in te, ma l'altra cosa non si chiama più zen Riguardo alla sfida mi preme avvisarti che ho già scommesso e perso un set di rinvii nuovi (10 pezzi) sull'esito di un 6b+... anyway a causa del [i]signore di questo blog[/i](tm) a breve avremo modo di cimentarci in tutte le evoluzioni verticali che vorrete. io concordo con olipal, se vuoi superare il limite non sei zen. Sei zen se non ti importa del limite e finisci per superarlo. Forse dopo ti levano 5 punti però.
La tentazione di dare una definizione di Zen è tanta, ma non sarebbe Zen
Cercavo un frammento che mi fosse di aiuto ed ho trovato [url=http://www.macrolibrarsi.it/__manifesto_dello_zen_osho.php]questo[/url] di Osho che rende bene l'idea: [quote]La cosa grandiosa che lo Zen ha introdotto nel mondo è la libertà da se stessi. Questa è l’unica ribellione contro la mente, contro il sé, la sola ribellione che cancella ogni limite che vi imprigiona e che fa compiere un balzo quantico nel nulla. Ma questo nulla è assolutamente vivo, è la vita stessa, è l’esistenza.[/quote] Nel mio quotidiano l'arrampicata rientra esattamente in questo disegno di ricerca di libertà, ma gioco-forza ne fa parte anche il limite: la progressione verticale è già muoversi oltre il limite... ma non è questo il punto. Cosa ti muove [i]attraverso[/i] il limite rende diversa la tua esperienza, non il fatto di averla fatta. Gabriele ha ragione su una cosa: quanto detto non vale per l'autovelox non vi si può lasciare liberi 5 minuti che mi occupate il blog. gabriele poi che concorda con Oli, così è la fine...
però michele piazza un colpo con quella citazione, mi fa pensare: liberarsi della mente e dei pensieri, o razionalizzare il più possibile fino a fondere la mente con il corpo? su questo ho le mie idee, ma ci tornerò sopra i prossimi giorni. adesso continuate a discutere, se volete, io vi leggo interessato. Add Comment
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