Alberto Mucignat

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Dai motori al sito: la legge di Google

31/05/2006

WebDev

Mi si è accesa la lampadina, colpa del Quintarelli che mi trascina in chattate notturne più grandi di noi.

A me pare che IA si occupi un po’ troppo solo del sito, a partire dall’homepage, e non si ponga molto il problema della provenienza degli utenti. Un utente che arriva dai motori non arriva necessariamente nella homepage del sito, ma ad una pagina secondaria. Se non ha trovato quello che cercava e se non trova qualche link che lo avvicina al suo obiettivo, l’utente torna indietro col tasto back.

Le foglie di contenuto, ma anche le pagine intermedie di un sito dovrebbero essere curate come l’homepage, perchè l’utilizzo dei motori di ricerca che viene fatto oggi porta l’utente ad una qualsiasi parte del sito. Questo accade perchè spesso le parole chiave meglio indicizzate si trovano nelle pagine secondarie e non nella homepage.

Insomma, la mia percezione è che andiamo verso (ci siamo già) un web in cui l’homepage non è la pagina che viene visitata da tutti, nemmeno quella che viene visitata più spesso. Gli utenti arrivano dai motori direttamente al contenuto. Da qui si aspettano di proseguire la navigazione.

Questa visione, che chiamo legge di Google, significa che SEO e IA sono oggi due sfere di competenza che si sfiorano e che non possono essere trascurate da chi realizza siti web.

6 commenti ↓

  • #1 morbìn 01/06/2006 02:17

    no sta a iniziar a scriver co lo stile tipo granieri o zetavu, te prego. che me copo

  • #2 Alberto 01/06/2006 02:39

    no dai, è un pensiero, no posso copàr i pensieri! e poi non è così metafisico come sembra. no?

  • #3 Miriam Bertoli 02/06/2006 02:11

    Due cucchiaiate di marketing su un letto di metafisica?…
    Ora, il mio punto di vista è tutto dalla parte del SEO/SEM (insomma, non tutto, ma quello faccio) e se si vuole un sito efficace in termini di ritorno sull’investimento si deve spostare l’attenzione - anche - verso chi arriva dai motori.
    Chi arriva dal motore di ricerca atterra nella pagina con contenuto più vicino a ciò che ha cercato –> non sempre la pagina in questione è la home, anzi –> la foglia pagina deve soddisfare l’aspettativa creata + guidare il navigatore verso l’azione di conversione. Qui rientra anche il discorso delle breadcrumbs che facevi qualche post fa.
    I motori di ricerca ci mettono in un certo senso davanti alle potenzialità dell’ipertesto e ci ricordano che l’ipertesto può stare insieme anche senza la copertina cartonata (magari lucida di Flash). Basta, che che ogni biel bal al stufe…

  • #4 Alberto Mucignat 21/07/2006 08:10

    Una conferma alla legge di Google viene da Rosenfeld e Morville, che ne parlano a proposito della navigazione contestuale:

    When designing a contextual navigation system, imagine that every page on the site is a main page or portal in its own right. (da

  • #5 Ste 24/07/2006 06:55

    sin troppo d’accordo con quanto scrivi. io, statistiche alla mano (globali, di una dozzina di siti, di tipo e settore differente), ho accessi direttamente a pagine interne per almeno il 70% del totale…

  • #6 Alberto Mucignat 06/12/2006 08:14

    Tempo fa ragionavo ad alta voce sulla possibile convergenza tra IA e SEO.

    Un post di SeoTopic dimostra come le due cose si stanno pericolosamente avvicinando. Da parte del SEO c’è l’esigenza di aumentare le performance dei siti nei motori di ricerca, m

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