Alberto Mucignat

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Pinhole day

30/04/2006

Società

Oggi è il Pinhole day, una giornata dedicata al foro stenopeico, ovvero una rudimentale macchina fotografica costituita da una scatola con un banale forellino.

Insomma, oggi ci sono eventi in tutto il mondo e anche in Italia gli appassionati si ritrovano per una giornata di foto. Ma se la tecnica antiquata può sembrare superata, vorrei segnalare su flickr una vera e propria community di appassionati del pinhole: l’evento rilanciato su flickr blog e un po’ di fotine taggate pinhole.

Ora, conoscendo la mia insana passione per la fotografia, ti starai domandando quando mi presenterò da te con la scatolina bucata. Ci sto pensando in effetti.

Per dirtene alcune:
- con il pinhole, hai una chiusura di diaframma tipo f/250 o f/350. Ovvero una profondità di campo infinita e un dettaglio spaziale. La chiusura di diaframma aumenta i tempi di esposizione e rende il pinhole particolarmente adatto per panorami e lunghe esposizioni.
- il problema è lo spessore della parete della scatola in cui viene fatto il buco: aumenta il rischio di vignettatura. A dire il vero, però, la vignettatura produce un effetto vintage molto carino.
- è una soluzione a basso costo per fare foto particolari. Non è una tecnica mordi e fuggi, ma piuttosto un esercizio zen.

Adesso sai che quando mi presenterò da te con la scatolina dovrai sorbirti dei pipponi galattici e annuire fingendo di essere interessato. Grazie.

ps: comunque ho già capito quale scatola trasformerò in pinhole e al momento sto riflettendo su come risolvere il problema dell’otturatore e del carica pellicole. Ovviamente mi servirà l’appoggio del Dante, il quale si cimenterà in un buco da 2 decimi di millimetro…

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