Alberto Mucignat

Alberto Mucignat


Random thoughts around web stuffs (è tutto un equilibrio sopra la follia)

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Stimare il costo dei progetti

AlbertoAlberto

Torno a parlar de schei, tema caro a noi del nordest, anche se trapiantati ovunque.

I ragazzi di Blue Flavor ci spiegano per benino come stimano i costi di un progetto (leggi bene anche i commenti perchè sono molto interessanti).

L’iniziativa chiarisce ai clienti come si lavora nel mondo 2.0, in quello vero intendo. Qui da noi, anche se spieghi in dettaglio ore e costi, ti chiedono lo sconto. Il principio invece è un altro: ti faccio vedere quanto mi costa, così non discutiamo di sconti, ma di cose da fare e di obiettivi. E questo credo sia un buon punto di partenza per una trattativa: si parla di cose da fare ad un costo ragionevole.

Nel paese dei sogni, forse. Nel paese delle banane senza alberi di banane, il problema è ancora a monte: capire che non si parla di fare solo del lavoro materiale, ma che ci sono persone e aziende che creano valore e per questo devono essere pagate.

Ad ogni modo, negli ultimi tempi ho lavorato stimando i task e le ore di lavoro. Trovo che sia un bel sistema, tranne per il fatto che quando il progetto si evolve è difficile modificare i costi. O meglio, qui in mezzo alle banane, i clienti si aspettano di modificare continuamente il progetto senza che cambi il costo. Non c’è soluzione, ci vuole la capacità di un buon manager e un contratto flessibile.

A tal proposito mi piacerebbe sentire anche la l’opinione di te che non hai un blog e mi leggi di nascosto. Dai amico lurker, lascia un commentino. 😉

Comments 9
  • Totanus.net
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    Totanus.net Totanus.net

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    Se chiedi quanto costa significa che non te lo puoi permettere.
    Non ricordo chi l’ha detto ma è una sacrosanta verità. Io a esempio chiedo sempre il prezzo…
     
    Ma quanto costa realizzare un progetto web? Non si…


  • fullo
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    fullo fullo

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    ciao, sono il tuo amico lurker… cmq concordo che effettivamente la valutazione economica di un lavoro è un dei maggiori incubi di chi fa il freelancer IT (e non solo).

    Definire a tavolino le specifiche di un sito/programma/quelchelè è spesso insufficente perchè come ben sai su internet tutto evolve SEMPRE ed imporre dei paletti troppo stretti nel contratto farà non solo lamentare il cliente ma nel peggiore dei casi farti entrare in un vortice di sviluppo forzato di funzionalità non più utili a causa di uno shifting delle necessità.

    Anche io ho lavorato (e lavoro) a task e ore ma la cosa porta ad alcune incongruenze.

    Considera che lavori già fatti non posso ri-valutarli in h. di lavoro perchè cmq la prima volta che li ho realizzati c’è un costo di ricerca/sviluppo, mentre se li ripropongo c’è solo un costo di personalizzazione o ancora meglio (per me) di pura installazione.

    Quindi cosa succede? Che magari ad un cliente la prima volta che gli prensenti il prodotto chiedi 1000, la seconda volta chiedi 500 e la terza volta addirittura 100 (ok poi nel caso ci metti i vari costi di manutenzione annua, gestione, assistenza, etc).

    Siccome viviamo nello stato delle banane non tutti comprendono la tua “buona fede” dovuta all’ammortamento del costo di produzione e ti considereranno essenzialmente un truffatore (ma come.. io ho speso 1000 ed ora me lo dai a 100? Ma allora la prima volta mi hai fregato! [cosa realmente accaduta]).

    Il che comporta che si consideri dalla seconda volta il progetto come un “task” cioè io per fare questo voglio 1000 a prescidere dalle h di lavoro fatte. Ottimo se sei nel caso di riproposizione (senza ulteriore lavoro) di un qualcosa già fatto pessimo se devi creare qualche nuova funzionalità “from scratch”.

    In ogni caso… se scopri l’uovo di colombo a riguardo fammelo sapere.. 😉


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    ciao amico-lurker! tu però hai un blog (che per me è un motore di ricerca), io mi rivolgevo ad altri lurker… ;-P

    sulle tue idee direi che non è il caso di incazzarsi troppo se i clienti se la prendono. ma non ci capiamo su un punto: se tu devi fare solo un lavoro materiale, allora prendi 100 e basta.

    se devi fare anche altro oltre allo sviluppo (analisi esigenze del cliente, benchmark, ecc) allora devi farti pagare anche per quello.

    se poi ci metti anche del tuo (un po’ di [i]businness developement[/i], insomma), significa che fai anche qualcosa che va al di là del mero lavoro materiale. che non ha un vero prezzo di mercato: dipende dai casi e dalla tua capacità a vendersi.

    per essere più chiari: se dovessi chiedere a te un lavoro, lo farei perchè conosco il tuo valore e [b]mi aspetto parecchio[/b]. mi aspetto anche di pagare il giusto, altrimenti prenderei il primo che passa, no?


  • fullo
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    fullo fullo

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    okappa pero’ considera che dal business development poi derivano dei lavori materiali (ho già strizzato il cervello e vendo il succo che avanza). Ma come puoi quantizzarlo questo succo? Boh..


  • Michele
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    Michele Michele

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    Il tuo lurker blog-less eccolo quà 🙂 ma purtroppo totanus è arrivato prima di me al tuo post ed ha rassunto i concetti che avevo in testa; non li ripeto ma sono in linea con quello che [url=http://www.totanus.net/quanto-costa/]dice[/url]. Secondo me questo [url=http://www.monthlydollar.com/startup/]business model[/url] (anche se è per sole startup) potrebbe essere una soluzione.


  • Davide Bocci in…
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    Davide Bocci in… Davide Bocci in…

    Author

    Sembrerebbe che l’articolo circa i costi di progettazione apparso sul blog di Blue Flavor, web agency di Seattle tra i cui membri troviamo Keith Robinson, abbia riscosso un certo interesse nella blogosfera. Cameron Moll dice la sua giocando, si …


  • Matteo Moro
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    Matteo Moro Matteo Moro

    Author

    […] Aggiungerei però che, per stimare un prezzo e trovare un accordo, sia necessario valutare anche quanto il prodotto incida economicamente sull’attività del cliente. Se un certo prodotto, valutate le caratteristiche richieste, si trova ad avere un prezzo stimato molto diverso (in positivo o in negativo) dal beneficio economico che il cliente ne trarrà, bisognerà in qualche modo rivedere il prezzo del prodotto o rinunciare alla realizzazione. […]


  • christian
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    christian christian

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    Qual’è la differenza tra costi di gestione, e quali sono questi, e i costi di produzione, e anche questi quali sono???
    Grazie


  • cocò
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    cocò cocò

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    c’è differenza tra ” costi di gestione” e “costi di esercizio” ?
    chissà se mi arrivare la risposta