Paolo Rumiz, giornalista di Repubblica, vive a Trieste. Ogni anno compie dei viaggi estivi che diventano esperienze di vita. I suoi reportage mi hanno sempre fatto sognare, anche se possono sembrare semplici: per me viaggiare è una condizione mentale. Per questo gli ho chiesto una piccola intervista per il mio blog, che trovate di seguito e che svela qualcosa del prossimo viaggio che farà in agosto. Ringrazio Paolo per la cortesia e la simpatia.
Dove andrai esattamente quest’anno non puoi dircelo. Cos’altro puoi dire per farci bollire nell’attesa?
Sto pensando ad un viaggio italiano, un po’ più leggero rispetto a quello dell’anno scorso che è stato molto impegnativo. Specie per la scrittura: è stato un racconto che ha legato assieme dei luoghi particolari e ho speso molta energia, tanto che alla fine avrei avuto bisogno di una vacanza!
Vorrei tornare a fare un viaggio lento, perchè l’Italia è un paese che si vede meglio viaggiando lenti. Quest’anno penso che andrò un po’ a cercare l’Italia arcana, la pancia del paese, luoghi fuori rotta. Vorrei “ubricarmi di curve”: l’Italia è un gomitolo di strade, che se lo distendi è lungo come la Cina. Non credo che farò le grandi città, solo nomi sconosciuti.
Che tipo di lettori hai? Quanti giovani leggono i tuoi reportage di viaggio?
Di solito capisco i lettori in base alle email che ricevo. Il viaggio dell’anno scorso pensavamo avrebbe interessato soprattutto i religiosi, ma invece è stato letto tantissimo anche dai laici. Il viaggio che ha avuto più successo tra i giovani è stato quello in treno. Mi hanno scritto perfino dei ragazzi di 13 anni dicendomi che sognavano di fare un viaggio simile.
Quanto usi internet per organizzare un viaggio e gestire i tuoi contatti?
Sicuramente meno di quello che potrei. In genere mi muovo attraverso una catena di contatti tradizionali. Li chiamo “presidi della memoria di un racconto”. Negli anni ho collezionato talmente tanti contatti che sono arrivato al limite, per cui passo molto tempo a gestirli. E, preferendo fare da solo il lavoro, devo in qualche modo limitarli.
Sono arrivato al punto in cui ho quasi paura di conoscere altra gente. E un po’ mi dispiace, perchè in italia c’è tantissima bella gente che ha ancora il senso della cosa pubblica e crede in una società aperta. Poi ci sono quelli che credono solo nella loro tribù, sono chiusi nel loro maso. Sono due italie che convivono assieme, come ho potuto vedere da vicino nel viaggio fatto in treno.
La Montalcini nel suo ultimo libro definisce i giovani come i “nuovi magellani” sulle vie di internet. Cosa consigli a un giovane viaggiatore?
Difficile diventare adulti se non si fa un viaggio da soli. È un modo per superare la paura dell’altro e anche di se stessi, in cui ci si trova a fronteggiare la nostalgia, si arriva alla riscoperta delle radici. Finchè non fai un viaggio da solo non impari a rapportarti con gli altri: chi si presenta da solo è più inerme, ma viene anche accolto meglio dalle persone che si incontrano.
Bibliografia di contorno:
- Gerusalemme perduta di Monika Bulaj e Paolo Rumiz
- La polvere del mondo di Bouvier Nicolas
- In Afghanistan di Rory Stewart
13 commenti ↓
Dopo le poche anticipazioni sul mio blog, arriva la rivelazione.
Bella intervista, purtroppo breve. Mi ha colpito particolarmente l’ultima risposta. Non sono mai riuscito a spiegare in maniera così chiara come ti cambia un viaggio in solitaria.
mi sono permesso di riprenderlo sul mio poco aggiornato blog
https://patrickcolgan.wordpress.com/2006/06/27/il-viaggio-in-solitaria-paolo-rumiz/
Paolo Rumiz è uno dei miei scrittori di viaggio preferiti. Pochi sono in grado, come lui di fondere in un racconto pensieri, immagini, luoghi, suoni. Forse è anche troppo bravo, forse talvolta è in grado di trasportare i suoi viaggi in una dimensio…
A me è capitato di capire il senso del tempo, mentre scendevamo da Rocca Pendice -io e Mike- in un afoso pomeriggio di fine estate.
I gesti erano rallentati, inebriati dal piacere di quello che avevamo fatto. La strada a tornanti era percorsa solo da q
Ci provo ma è difficile…. "Difficile diventare adulti se non si fa un viaggio da soli. È un modo per superare la paura dell’altro e anche di se stessi, in cui ci si trova a fronteggiare la nostalgia, si arriva alla riscoperta d
Vorrei potere inviare una mail a paolo rumitz per una comunicazione divertente su un piccolo gruppo di triestini trapiantati in Liguria.Grazie Maria luisa Buffatto
vorrei poter avere la mail di Paolo Rumitz per comunicargli una presenza divertente di una coppia di triestini che vivono in Liguria.Gtrazie Maria Luisa Buffatto
Perchè non pubblicare una cartina geografica decente accanto a questi bellissimi articoli sui viaggi sopra i silenti rumori dei …terremoti?
Vorrei avere la mail di Paolo Rumitz se possibile perchè avrei da proporli una cosa interessante…mi potete aiutare?
vorrei conoscere meglio Rumiz
Se mi permetti, dico due cose di me. Forse un blog non lo richiede, tanto meno un blogger.Ma io vorrei essere libera di muovermi nella rete come nella vita reale. Con le stesse regole. E se non sempre ci sono, vorrei restaurarle. Ho bussato nel tuo blogger perchè cercavo notizie su Paolo Rumiz e la rete mi ha portato da te. Già tempo fa Rumiz mi aveva incuriosita e avevo fatto delle ricerche su di lui, ma non ricordavo più nulla. La settimana scorsa ascoltando Radio 24, Il sole 24 ore (la mia radio preferita), ho sentito il conduttore accennare a Rumiz, come conoscitore del mondo dell’interculturalità, delle convivenze tra etnie, e scrittore su questo tema. Da lungo tempo sono un’appassionata dell’argomento, delle minoranze etniche, religiose…il tema della frontiera (Magris). Sono udinese ma nel 1994 sono andata per la prima volta in vacanza estiva a Trieste, e leggendo i libri dell’amica che mi ospitava, mi sono avvicinata a questo mondo, e non l’ho più abbandonato. Devo dirti che negli anni ’90 già ero appassionata di mondo indio dell’America latina. Avevo letto Galeano in spagnolo. Da quel soggiorno a Trieste ho seguito con trasporto le vicende delle minoranze. Ho una laurea in lingue, e amo i dialetti italiani, fare confronti, mi incuriosisco appena sento una lingua straniera, non conosciuta, al punto di chiedere”che lingua parla?” La vita mi ha portato su altri percorsi, diciamo che per vivere faccio tutto un altro lavoro.
Chiudo qui, e appena avrò un po’ di tempo, andrò a rileggere con l’intervista a Rumiz.
Grazie
daisy
PS
daisy, rumiz ha scritto diversi libri, quindi credo che potrai conoscerlo meglio cercando in libreria…
ciao
LASCIATE PERDERE i viaggi da soli.
Finchè state in Europa o in paesi molto turistici può pure andare ma fuori dell’Europa un viaggiatore solitario rischia tantissimo.
E poi avvertite la solitudine. Generalmente trovate tutte coppie o famiglie con bimbi al seguito che non hanno nessuna voglia di fare amicizia con un singolo, anzi lo guardano con sospetto.