Alberto Mucignat

random thoughts around web stuffs (è tutto un equilibrio sopra la follia…)

Comunicazione locale con strumenti globali

Scritto il a proposito di Società - 3 Commenti

Vivendo a Roma, da qualche tempo seguo tramite internet quello che succede a Cordenons, il mio paese di residenza in provincia di Pordenone.

Principalmente mi arrivano molte mail e alcuni commenti al blog.

Mi aiuta anche il sito InsiemePerCordenons.org, che andrebbe ristrutturato, credo, perchè è un po’ incasinato e perchè manca dei feed rss (mannaggia!).

Di recente Mauro ha lanciato Idee per cordenons, blog politico di area centrosinistra. Sul suo blog sto seguendo quello che succede in consiglio comunale e in giro per la città. Mauro riporta anche contributi di altri che non hanno un blog, ma che capiscono il valore della comunicazione su internet.

Insomma, internet e i blog li vedo bene per fare anche comunicazione locale. La cosa potrebbe apparire strana, ma internet è uno strumento importante per superare le barriere di comunicazione e far interessare anche i più giovani alla vita sociale e politica.

Ne parlavo anche con il mio amico Enrico Maria, che ha più lucidità di me sull’antropologia internettiana:

Il triestino fa parte della mia identità. Penso che internet possa essere una salvezza per le piccole culture locali. In questo modo si annulla anche l’idea di internet imperante e globalizzante che appiattisce le diversità.

Enrico parla del dialetto, ma intende anche qualcosa di socialmente importante: il dialetto rappresenta un’idea di appartenenza ad un gruppo ben definito, che ha una localizzazione e una storia.

Possiamo iniziare a cambiare il mondo partendo da quello che ci sta vicino, anche se siamo lontani o non sempre presenti. Esistono i forum, le mailing list, i blog, i wiki. Si potrebbe iniziare, dico, a cambiare anche la cultura locale di un paese storicamente molto conservatore.

I politici ci provano timidamente: qualcuno compra i domini con i nomi delle vie, altri aprono blog che non vengono mai aggiornati. Magari stavolta è il caso che iniziamo noi a creare la rete, i politici ci verranno dietro.

È un’occasione, cerchiamo di sfruttarla, vedo molta energia in giro. Vediamo cosa riusciamo a fare.

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3 commenti ↓

  • #1 Miriam Bertoli 04/05/2006 05:03

    Ciao Alberto, condivido con te l’idea che la rete e le reti di persone possano dare voce alle comunità locali.
    E poi mi trovo a tornare dai miei genitori, sempre in Friuli ma questa volta in un paesino a cinque minuti da San Daniele, patria del prosciutto crudo, ed accorgermi che come in ‘Cristo si è fermato a Eboli’, Telecom si è fermata a San Daniele. Quindi niente ADSL. 56K che occupa la linea telefonica di casa. Come cominciare a cambiare proprio da questo tipo di limiti?

  • #2 Alberto 04/05/2006 05:18

    hai detto bene. avevo appunto pensato di chiedere ai nostri nuovi amministratori che si attivassero in tal senso. :-)
    ps: viva el prosiutto

  • #3 ilaria 05/05/2006 00:57

    come per il triestino che citi, anche in friulano -come di certo ben sai- esistono diversi blog che, tra il serio e il faceto, tengono le fila di quello che succede nella “patrie”. Persone che vivono in posti d’italia anche molto lontani tra loro che si ritrovano online con la marilenghe come strumento d’unione. Riuscire a trasformare tutto questo anche in strumenti di comunicazione politica sarebbe auspicabile, e sarebbe un ulteriore strumento per avvicinare le amministrazioni alla gente anche in realtà piccine come quelle che riempiono il friuli…e, in fondo in fondo, l’italia intera.
    …tutto questo solo per dire che sono pienamente d’accordo. :-)

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