Alberto Mucignat

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Random thoughts around web stuffs (è tutto un equilibrio sopra la follia)

agosto: 2017
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UX vuol dire fiducia

AlbertoAlberto

Qualche settimana fa c’è stato un post di Marco Arment (il quale peraltro poi si è pentito di averlo scritto, ma questa è un’altra storia) ripreso da Joshua Porter con il titolo “Does Apple care any more?“:

Your product communicates how much you care. The user experience people have with your product is translated in their minds into how much you care about them as a customer. And people want to do business with companies who care. We look for signs that they care, whether it be how we’re greeted at the coffee shop, how a company packages their products, how salespeople treat us, how their Genius Bar geniuses help us, or how easily our Apple TV works with our iPad. The entirety of the user experience matters because of this. The best feeling is knowing that even if a product doesn’t work 100% you’ll be taken care of because you know the company cares. That is what is at stake here: the erosion of trust.

In effetti, Apple sta erodendo la fiducia che noi affezionati abbiamo nei suoi prodotti e quindi nel suo brand. E tutto comincia e finisce nelle piccole cose, nei piccoli difetti, nelle piccole disattenzioni che ti fanno pensare che “non ci tengano poi così tanto a me”.

E se succede ad Apple molte aziende dovrebbero chiedersi oggi dove sta il loro livello di fiducia, al netto del proprio NPS.

La morale è che una user experience efficace e curata nei dettagli oggi è un valore anche a livello di brand: è anzi il legame più profondo che ho con il brand.

Comments 1
  • chiara
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    chiara chiara

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    Certo, il livello utente è quello che costituisce il plus di un’azienda. Se l’utente ha la sensazione di essere al centro dell’idea di un prodotto l’azienda ha già vinto.