Alberto Mucignat

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Random thoughts around web stuffs (è tutto un equilibrio sopra la follia)

dicembre: 2018
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La creatività residuale della TV (e in generale)

AlbertoAlberto

Da tempo sono critico sulla parola creatività, ma oggi ho letto un intervento su Nuovo e Utile che mi ha fatto ragionare nuovamente sul tema.

Riporto il passaggio chiaave di Stefano Bassalone (i bold sono miei):

Da qui la crisi della creatività. O, per meglio dire, il concentrarsi della creatività sul come fare le nozze con i fichi secchi: aumentando il grado di narratività delle banali scalette dei soliti talk show, affinando l’eloquenza della grafica, spremendo l’impossibile dalle cinque o sei telecamere di studio e dai banchi di montaggio a base Apple o Microsoft. Una creatività residuale, da paese industrialmente sottosviluppato, come prova il basso livello delle retribuzioni di tutta la filiera dei mestieri coinvolti (star e boss della intermediazione esclusi). Peraltro a questa creatività va dato atto di riuscire bene o male a riempire le giornate della gente, in particolare del numero crescente di persone anziane che passano in media più di sette ore al giorno con la compagnia della tv. E poco altro.

Pensando più in generale, anche in altri settori, se anche fosse possibile parlare di qualcosa chiamato effettivamente creatività, penso che questa sia la dimostrazione di come una spirale negativa possa influenzare un’intera industria.

Voglio dire: non trovo modo di monetizzare, pago poco, la professionalità inizia ad abbassarsi, a questo punto ognuno si arrangia come può… Vi ricorda qualcosa?

Siamo un paese dove in molti settori ormai ci resta solo la “professionalità residuale”, che finisce di spremere quel po’ che rimane.

E questo è il rischio più grosso che corriamo: dobbiamo fare una battaglia per riacquistare professionalità, pagarle il giusto (o anche tanto), valorizzarle.

Certo per valorizzare servono manager di alto livello, che riescano a fare business e margini utilizzando le professionalità che gli servono (e pagandole decentemente, in maniera sana). Ma anche nel campo manageriale, la mia impressione è che siamo in residualità.

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