Alberto Mucignat

random thoughts around web stuffs (è tutto un equilibrio sopra la follia…)

Le mie idee su IASummit

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A mente fredda, cerco di fare il punto sull’IASummit.

Organizzazione
Il summit è stato organizzato da una sola persona, Emanuele Quintarelli. Emanuele è stato supportato da una commissione di valutazione dei talk (Maurizio Boscariol , Luca Rosati, Stefano Bussolon). Considerando che c’erano circa 150 presenti, direi che Emanuele ha fatto il massimo e mi dispiace non essere riuscito a dargli più supporto. Normale che ci siano un po’ di cose da oliare, ma alla fine l’organizzazione era a posto. Spero quindi che alcune delle mie osservazioni non turbino Emanuele, nel qualcaso mi scuso in anticipo.

Temi trattati
Sarebbe stato utile avere dei tutorial introduttivi su temi tipo il card sorting, i sistemi di classificazione a faccette, ecc. Considerato che gli architetti (veri) in sala erano pochi e che la maggior parte dei presenti erano project manager o operatori del settore, questa è stata una piccola mancanza.
Al limite andavano spiegati velocemente al pubblico, durante i vari interventi. Sono stati dati per scontati, ma oggi chi lavora su IA in Italia, spesso non sa nemmeno di farlo, quindi non può conoscere tutta la teoria e gli strumenti messi a disposizione. Questa mancanza è dovuta principalmente ai relatori, a mio avviso.

Tempi e domande
Interventi troppo brevi e poco spazio alle domande. Sarebbe stato meglio avere 2-3 interventi in meno, ma qualche mezz’ora in più per le domande. E per qualche piccola pausa, per riprendere fiato e fare community.

Relatori
Non sono stato l’unico a notarlo, ma gli interventi più brillanti sono stati quelli di Peter e Simone, due stranieri. Lo stile della relazione era più dinamico, sia nel ppt che nell’intrattenimento del pubblico. Un altro bravo è stato Luca Mascaro, che non a caso è abituato a lavorare in ambiente anglosassone.
Gli italiani erano invece lievemente spenti, seduti a spiegare con un filo di voce, senza troppo entusiasmo. Coraggio ragazzi, next time un po’ più di sprint!
Altra pecca di alcuni, secondo me, è che si è perso di vista il tema del talk e l’intervento è deviato verso percorsi che poco avevano a che fare con i temi in programma.

Contenuti e indicizzabilità
Non si è parlato molto, durante gli interventi, di contenuti e di indicizzabilità nei motori di ricerca. Secondo me questo è un tema che non può essere ignorato da chi si occupa di progetti web, poichè è strettamente legato alla costruzione delle pagine web. Metà dei siti presentati al summit sono poco indicizzabili, alcuni realizzati in flash (!), altri sono motori di ricerca molto complessi che possono usare in pochi eletti. Mi pare assurdo, oggi, farci tante pippe sulla navigabilità del nostro sito, se poi ci sono seri problemi di usabilità. E se nessuno riesce a trovarci. Google rulez.

Donne e geek
Per la prima volta da quando lavoro su internet e computer, mi sono trovato in presenza di molte donne. Segno che l’architettura delle informazioni è un punto di incontro tra discipline, una specie di crocevia degli interessi e delle competenze. Insomma, cari maschietti, il prossimo anno è un altro buon motivo per esserci.

Il pubblico
Pubblico in sala molto competente, composto prevalentemente da operatori del settore abituati a gestire progetti web. Le domande sono state quindi pertinenti e alcune discussioni molto stimolanti.

Vade retro satana
I blog e le folksonomy. Ho avuto come l’impressione che alcuni del pubblico ne fossero quasi infastiditi. Arrivare a dire che i tags non possono essere considerati validi strumenti per la navigazione o che i blog sono dei banali pattern di navigazione temporale, significa alienarsi e ignorare quello che succede nel mondo. Piaccia o meno, blog e tags sono il futuro e chi li rifiuta per principio commette un grave errore, imho. Su questo mi sarebbe piaciuto sentire un intervento del mio mentore.

Noi e loro
I temi di cui al punto precedente sono diventati quasi una discriminante, tra i duri e puri di IA contro gli tutti gli altri. Credo che il valore nel nostro campo sia più la contaminazione che la specializzazione e chi vive con il paraocchi ha una visione un po’ ristretta, anche se corre come un cavallo. D’altra parte, oggi gli “architetti puri” che lavorano su progetti veri sono pochi, il resto lavora nelle università. Chi sta sul mercato sa cosa voglio dire.

Conclusioni
Credo sia normale commettere alcuni errori, non esistono progetti perfetti al primo colpo. Considerato che il comitato organizzatore era composto da una sola persona, direi che il bilancio è positivo.

Next time…
Il prossimo anno spero che:
- venga individuato un tema dominante per il summit
- vengano selezionati meglio i relatori, dando spazio a chi ha maggiore esperienza
- ci siano meno interventi e più spazio al dibattito
Propongo anche una quota di iscrizione, per evitare il 50% delle defezioni e, soprattutto, per consentire a chi organizza di rientrare delle spese.

La discussione prosegue
Si perchè a fare web in Italia sono tanti e ci sono una miriade di idee disperse. Si discutono i postumi del summit su Architecta e sui blog.

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