Alberto Mucignat

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Random thoughts around web stuffs (è tutto un equilibrio sopra la follia)

luglio: 2019
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UX tra Italia e futuro: il mio keynote all’Agile UX Camp

AlbertoAlberto

Mi aveva molto colpito il fatto di essere stato invitato a tenere un keynote speech all’Agile UX Camp. All’inizio aveva solleticato il mio ego, ma poi mi son detto: in fondo io i barcamp li ho visti nascere, quindi perché no? (il che è un po’ come dire che son “vecchio”, o meglio “senior” come direbbero gli americani, ma questa è un’altra storia)

E quindi ieri a Firenze ho presentato questa cosa, in cui non ho solo sfiorato il tema “agile ux” (ne ho parlato fin troppo negli anni scorsi) e mi sono invece concentrato a fare un po’ il punto su una communità di pratiche che cresce ogni anno in Italia.

Di seguito riporto le slide e ringrazio tutti quelli che mi hanno dato feedback (e quelli che me lo vorranno dare): molte grazie, mi fa enorme piacere.

Ringrazio gli organizzatori per avermi invitato e Dada per aver ospitato l’evento (augurandomi che investa anche in altri eventi al di fuori di Firenze 😉 ).

Mi ha fatto piacere rivedere vecchi amici e incontrare nuovi practitioner. E mi ha fatto incredibile piacere scoprire storie di resistenza interna alle aziende ed esperienze di codesign dentro Dada. Signifca che dal basso le cose stanno cambiando parecchio.

A mio avviso siamo ancora troppo spostati sulla tecnologia e sullo sviluppo, ma forse dovremo cercare di capire come invece integrare lo sviluppo nel processo di design.

E, ancora più importante, vedo ancora poche esperienze di test con gli utenti: coraggio ragazzi, lo user centered design significa lavorare con le persone, altrimenti sono “semplicemente” metodi agili.

Ultima cosa, linko il report di Ilaria, che merita una lettura approfondita (soprattutto delle slide).

Comments 2
  • Antonio Giovanniello
    Posted on

    Antonio Giovanniello Antonio Giovanniello

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    Salve, è stato un piacere oggi imbattermi nella conoscenza della vostra azienda; scoprendo i vostri interessi e obiettivi leggendo alcuni post sul suo blog. Questo keynote mi ha trasmesso una ulteriore carica motivazionale sulle mie idee che hanno avuto conferma dai processi di user-centered da me adottati in alcuni casi e oggi da lei confermati, ma, non mi trova d’accordo sull’abolizione della parola “creatività”. Io non la vedo come possible sostituzione al processo di design con facili variazione alla user interface pur di accontentare il cliente nel brevissimo tempo senza comprendere le sue reali esigenze e chiudergli la bocca, ma come processo di generazione di proposte innovative sia per l’aspetto UI che per l’architettura del sistema e quindi miglioramento della fruizione dei contenuti e soprattutto nuove proposte di servizi che a volte il cliente non vede, forse, non avendo la conoscenze delle tecnologie che lo circondano e non sapendo come sfruttarle.

    Mi scusi lo sproloquio, ma di getto non sono riuscito a sintetizzare.

    Cordiali saluti
    Antonio